"La volpe e l'uva": le precisazioni della Galleria d'arte Puccini sul cambio di nome della Papini

3' di lettura Ancona 12/09/2021 - Apprendiamo della trasformazione dell’Associazione Culturale Galleria Puccini in Associazione Culturale Galleria Papini.

Coinvolti nostro malgrado come Galleria d’Arte Puccini in un recente unilaterale contenzioso sulla disputa della titolarità del nome, siamo costretti a precisare alcuni aspetti della vicenda, in quanto vengono ancora una volta richiamati dal comunicato della costituenda Galleria Papini.

Premesso che la nostra Galleria nasce nel 1959 ed opera fino al 2001 in Via Curtatone per poi trasferirsi fino al 2009 in Via Fanti e successivamente essere presente in vari appuntamenti espositivi in città ed in provincia fino al 2019 quando si stabilizza nell’attuale sede di Via Matteotti 31/A, non si può sostenere che il suddetto spazio sia stato aperto ex novo dal prof. Benvenuti (esibendo in vetrina l’insegna della storica Galleria Puccini), in quanto spazio riattivato dalla stessa Galleria, così come non si può attribuire al prof. Benvenuti la nascita nel 2010 dell’Associazione Galleria Puccini “su sua iniziativa […] per far rivivere la storica Galleria Puccini”, perché all’epoca egli manteneva la carica di Direttore artistico della Galleria d’Arte Puccini frattanto operante sul territorio (quindi non c’era ragione di far rivivere una realtà già e ancora esistente), e perché qualsiasi suo atto in questo senso non era rivestito da titolo giuridico di legittimità.

La Galleria d’Arte Puccini non ha mai aperto un contenzioso sulla titolarità del nome continuando in maniera lineare nel tempo la propria attività con l’originario nome regolarmente registrato nello Statuto dell’Amia del 1984 e per questo non può essere tacciata di aver provocato un “ingiustificato attacco all’attività” di chiunque, come invece è stato dichiarato e ribadito anche ora nel comunicato stampa per la costituzione della Associazione Galleria Papini, facendo ricadere sulla nostra storica identità la presunta confusione generatasi con la costituzione dell’Associazione Galleria Puccini nel 2010, che, come dagli stessi membri è stato in più occasioni ribadito, ha costantemente rivendicato la titolarità del nome appellandosi alla registrazione del proprio marchio commerciale: “Teniamo a precisare che attualmente l’unica Galleria Puccini con statuto e marchio depositati […] è quella di Via Bernabei 39 […], che si è costituita riprendendo le finalità e lo statuto della ex storica Galleria Puccini” (Corriere Adriatico, 21 febbraio 2021).

Se, quindi, da un lato risulta pregevole la decisione di trasformarsi in Associazione Galleria Papini, con la conseguente fine di questa antipatica situazione generata unilateralmente, dall’altro ci si chiede dove siano finite le velleitarie proposizioni culturali e la dichiarata “volontà di non spezzare il legame con quella storica Galleria dalla quale l’Associazione prende il nome” (Sandro Setti, Presidente Associazione Galleria Puccini, catalogo mostra, “Roberto Papini, opere 1952-2011”, Mole Vanvitelliana , Ancona, 2011), se davvero contano qualcosa le intenzioni statutarie una volta che ci si costituisce in Associazione e si definiscono i valori e gli obiettivi dell’attività associativa.

Infine, rispetto alla biblica citazione del giudizio di Re Salomone alle due madri, riportata dai giornali, sembra essere più calzante l’esempio della favola di Esopo “La volpe e l’uva”. Pertanto, l’augurio è che lo spazio espositivo di Via Bernabei, dopo essersi caratterizzato in assonanze e richiami a note realtà in ambito artistico (Galleria Art’è fino al 2009 e Galleria Puccini dal 2010), trovi oggi finalmente la propria tanto agognata identità nell’attuale denominazione ispirata ai valori della figura e dell’opera di un personaggio come Roberto Papini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2021 alle 12:17 sul giornale del 13 settembre 2021 - 184 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

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