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comunicato stampa

Area marina protetta, Potere al Popolo sostiene il referendum

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Da parecchi mesi, anche prima della pandemia, Ancona è attraversata dall’attività di due Comitati, che mettono sotto accusa la gestione del nostro mare da parte della giunta comunale.

Il “Comitato per la valorizzazione del porto storico”, critico verso la costruzione di un molo per l’attracco di grandi navi da crociera al Molo Clementino, e il “Comitato per l’Area Marina Protetta”, che stimola il Comune a introdurla dopo anni di mancate risposte alle sollecitazioni ministeriali. Questi comitati sono l’espressione di associazioni, ma anche di singole persone, che hanno sinceramente a cuore quel bene naturale che è il mare. La recente, insopportabile melina da parte del Comune di Ancona per evitare un referendum consultivo denota la gravissima volontà di non far esprimere la cittadinanza su un quesito che il Comitato ha formulato con la massima chiarezza. Dietro queste politiche scellerate si cela la tendenza ormai comune a tutte le giunte, siano essi a guida PD o di centro destra, a considerare i beni pubblici, e quindi anche il mare, capitale da privatizzare.

È evidente in tal senso la pressione operata sulla giunta da interessi economici di piccolo e grande cabotaggio, i quali non disdegnano l’utilizzo di informazioni false e mezze verità per piegare l’opinione pubblica ai loro interessi. Un esempio su tutti il terrorismo portato avanti in merito al divieto di navigazione e balneazione all’interno dell’Area Marina Protetta, che al contrario di quello che si sostiene, non sarebbe automaticamente applicato in caso di istituzione della stessa. Infatti, la legge prevede che i divieti e le eventuali deroghe siano decise nei decreti istitutivi e nei regolamenti di ciascuna Area Marina Protetta. Immaginiamo pertanto che l’opposizione della giunta all’AMP derivi dal rischio che anche solo una regolamentazione sia di ostacolo al massimo sfruttamento possibile di quell’area di costa di così grande interesse e valore.

Noi riteniamo che proteggere la bellezza e la biodiversità di questi luoghi unici in ampi tratti dell’Adriatico sia la migliore garanzia per assicurare alla cittadinanza di beneficiare, in un’ottica di lungo periodo, delle potenzialità naturalistiche ed economiche della costa del Conero. Pertanto, Potere al Popolo Ancona sostiene con chiarezza e il SI’ all’istituzione dell’Area Marina Protetta.

Appoggeremo il referendum, ma auspichiamo si vada oltre: che si coordinino i comitati e le associazioni ambientaliste in una “rete di difesa del mare”, nella prospettiva di una vera e propria “VERTENZA DEL MARE”. Una vertenza che veda impegnato anche il sindacato, perchè si affronti, organicamente alle questioni ambientali, il problema del lavoro, che nell’attuale modello economico è caratterizzato da precariato, sotto retribuzione e addirittura fenomeni di caporalato nelle pieghe dei subappalti dei cantieri navali. Con lo scopo finale di definire un nuovo modelli di sviluppo che stabilisca cosa, come e per chi produrre nell’attività portuale, al di là di ogni temporanea, perdente logica produttivistica, coniugando giustizia social e giustizia ambientale.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-11-2021 alle 10:45 sul giornale del 15 novembre 2021 - 147 letture