L’Italia verso la corsa per le auto elettriche, ma non abbandona i combustibili fossili

3' di lettura Ancona 20/01/2022 - Si è conclusa la conferenza sulle parti del clima, che ha visto le diverse nazioni coinvolte prendere delle decisioni in merito alla mobilità elettrica e ai combustibili fossili. Dopo il Cop26 di Glasgow, l’Italia ha deciso di dire no allo stop a benzina e diesel, insieme ad altri paesi come la Cina, gli USA e la Germania.

Naturalmente si tratta di una decisione che potrebbe lasciare perplessi, soprattutto considerando il fatto che la Penisola in questi anni è stata una ferma promotrice dell’elettrico. Vediamo dunque di approfondire questo argomento.

Cop26, le ragioni del no dell’Italia

L’Italia si è opposta allo stop di benzina e diesel, e lo ha fatto per una serie di ragioni, illustrate di recente dal ministro per lo sviluppo economico Giorgetti. Per prima cosa, la Penisola ha scelto di assumere una posizione neutrale, in quanto la decarbonizzazione non prevede esclusivamente l’uso della tecnologia elettrica.

Alla base di questa decisione ci sono delle ovvie motivazioni di stampo economico, in quanto una transizione all’elettrico eccessivamente improvvisa sarebbe difficile da sostenere in modo repentino, c’è quindi bisogno di un procedimento graduale e pianificato. Ciononostante, il passaggio all’elettrico sarà un processo inevitabile, e nell’attesa dello sviluppo di nuove tecnologie meno inquinanti, è necessario potenziare il suo utilizzo capillare su tutto il territorio della Penisola.

Mobilità elettrica: a che punto è la Penisola?

Ovviamente, la corsa verso le auto elettriche è stata soltanto rallentata per un po’, ma resta comunque necessaria per creare un ambiente più sano e pulito per le future generazioni.

A prescindere dal Cop26 di Glasgow, l’Italia si conferma uno dei paesi che negli ultimi anni ha fatto dei notevoli passi avanti nel comparto dell’elettrico, anche per merito della spinta data dall’ecobonus. Sono aumentate le immatricolazioni, con una percentuale superiore al +1000% in soli tre anni, un record raggiunto a giugno 2021 (grazie ad oltre 30 mila nuove immatricolazioni di vetture elettriche).

Anche le colonnine di ricarica si stanno diffondendo e il loro aumento, specialmente nelle grandi città, ha contribuito ad accelerare la transizione ecologica della mobilità in Italia, basti pensare ai diversi servizi di car sharing a base elettrica presenti su gran parte del territorio nazionale.

Un altro fattore che ha contribuito alla diffusione dell’elettrico in Italia è legato alla possibilità di poter ricaricare la propria auto elettrica direttamente a casa, grazie all’istallazione di una colonnina domestica personale. Si tratta di una soluzione che consente di svincolarsi dalle sole ricariche pubbliche e che offre la possibilità di selezionare l’offerta migliore per i propri rifornimenti di elettricità.

Per quel che riguarda le statistiche sulle colonnine, si parla di un totale superiore alle 24 mila unità nello Stivale (il 74% rappresentato dalle wall box). Sono di dati fondamentali, perché la diffusione delle auto elettriche è logicamente legata a doppio filo a quella delle colonnine. Queste ultime hanno poi degli innegabili benefici ambientali, in quanto contribuiscono ad abbattere le emissioni nocive, ma al tempo stesso consentono di ottimizzare i consumi elettrici.






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2022 alle 09:45 sul giornale del 20 gennaio 2022 - 18 letture

In questo articolo si parla di economia, redazione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cGg4





logoEV
logoEV
logoEV