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Faconara: Prigioniera per 5 anni del marito violento e della suocere aguzzina. Donna marocchina tratta in salvo dai carabinieri

3' di lettura Ancona 03/02/2022 - La giovane donna vive da 5 anni in Italia, ma solo raramente era uscita di casa dove era segregata dal marito violento e la suocere complice. Grazie all'intervento dei Carabinieri sarà ospitata da una casa rifugio assieme ai due figli

È stata una prigioni durata cinque lunghi anni quella subita da una donna nord africana nel suo appartamento di Falconara Marittima. La ragazza, oggi 27enne si era sposata ad appena 20 anni con il marito di 40, raggiungendolo dal nord Africa all'Italia, dove questo già lavorava. Dell'Italia però la donna ha visto ben poco, infatti dal suo arrivo in casa del marito la giovane donna veniva segregata in casa assieme ai due figli di 3 e 5 anni. La donna aveva la possibilità di uscire solo raramente e per il tempo di sbrigare piccole commissioni, anche grazie alla costante supervisione della madre del marito, complice del figlio nella reclusione della donna. Vani i tentativi di ribellarsi alla dispotica famiglia per ottenere un qualsiasi tipo di libertà. Tali richieste sarebbero state accolte dal marito con ulteriori violenze e vessazioni sia fisiche che morali.

Unica libertà nascosta per la ventisettenne un telefono cellulare che le consentiva di mantenere i contatti una amica lasciata in patria. Dall'altro capo del telefono la voce amica la incitava a rivolgersi alle autorità per trovare aiuto. Una decisione presa in seguito a l'ultima terribile lite, scoppiata proprio dopo che il marito, trovato il cellulare, irrompeva in una violenta scenata che culminava con il telefono distrutto e scagliato contro la testa della ventisettenne.

Disperata e paventata la donna scappava finalmente dalla sua prigione, rivolgendosi al primo passante trovato in strada. Non è stato facile tuttavia chiedere aiuto. Chiusa in casa e senza contatti con il mondo esterno la donna non aveva mai imparato l'italiano e non parlava altre lingue all'infuori dell'arabo. Non occorreva comprendere la lingua per capire l'immediata necessità di aiuto che ha portato l'uomo a prestare il telefono alla ragazza, da cui questa ha chiamato i Carabinieri.

I militari, comprendevano subito il contesto da cui la ragazza si era sottratta. La donna è stata accompagnata al pronto soccorso di Torrette, dove è stata subito visitata dal personale medico e successivamente ascoltata con l’ausilio di un interprete arabo. I Carabinieri ascoltavano così per la difficile storia della nord africana, avvalendosi anche della preziosissima collaborazione offerta dal personale sanitario coadiuvato dalla Dr.ssa Susanna Contucci (Primario del Pronto Soccorso di Ancona Torrette da sempre in prima linea contro la violenza di genere). All’esito degli accertamenti medici previsti per il protocollo delle vittime di violenza, la donna è stata dimessa in buona salute ed accompagnata dai militari presso la sua abitazione, dove ha preso con sé i due minori per essere con loro collocata all’interno di una casa rifugio, grazie anche all’impegno dei Servizio Sociale del Comune di Falconara Marittima, che ha curato tutti gli adempimenti amministrativi del caso. A carico dell’uomo si ipotizza l’accusa del reato di maltrattamenti in famiglia. Per la donna sarà forse l’inizio di una nuova vita.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2022 alle 13:02 sul giornale del 04 febbraio 2022 - 629 letture

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