Oro bene rifugio: lunghe code davanti ai compro oro in tempo di guerra (anche in Italia)

4' di lettura Ancona 31/03/2022 - Non esiste giorno in cui i telegiornali o i quotidiani non parlino e non scrivano di crisi. Che sia finanziaria, sanitaria, sociale, geopolitica, di motivi per entrare in crisi ce ne sono costantemente. La parola crisi è inevitabilmente associata al concetto di valore del denaro, al suo guadagno e al suo risparmio, poiché la sua disponibilità permette di far circolare – e rialzare – l’economia.

Una delle principali fonti di guadagno sono i cosiddetti beni rifugio, a cui appartengono per eccellenza l’oro, i titoli di stato e i titoli azionari e alcune valute internazionali. Un bene rifugio mantiene il suo valore anche quando il mercato subisce brutti colpi e l’inflazione, con il conseguente aumento dei prezzi, sale alle stelle.

In quest’ottica, l’oro è il bene rifugio più affidabile e preferito proprio perché è il più diffuso: tutti hanno in casa dei gioielli o degli oggetti in oro ereditati dalle generazioni familiari, quindi è di facile portata.

Dal momento che l’oro non perde il suo valore, nemmeno durante le periodiche crisi economiche e finanziarie, è un investimento sicuro da fare se si desidera proteggere il proprio capitale dalle instabilità finanziarie e dal rialzo dei prezzi.

Corsa all’oro: rialzo dei prezzi fra guerra e pandemia

Lo scoppio della guerra causata dall’invasione della Russia ai danni dell’Ucraina e i due anni di pandemia da Covid-19 sono i maggiori responsabili dell’impennata del prezzo dell’oro. La crisi sanitaria globale e le questioni geopolitiche hanno influito – e stanno continuando a farlo – sulle oscillazioni dei mercati azionari e obbligazionari, fino al punto da far registrare un’importante risalita del prezzo dell’oro come bene rifugio.

Una vera corsa all’oro che sta facendo lievitare il prezzo per via della domanda crescente in tempo di guerra e di crisi sanitaria. I compro oro sono stati letteralmente presi d’assalto poiché chi possiede dell’oro in casa ha capito che questo è il momento storico giusto per vendere l’oro e guadagnarci molto. Noto è il caso del compro oro Orolive che ha dovuto temporaneamente chiudere il punto vendita di Roma a causa delle lunghe file e che si erano formate davanti al negozio. Per evitare questi assembramenti, il titolare Saltari ha deciso di ricevere solo per appuntamento, almeno in questo periodo caotico in cui l’esplosione dei prezzi dei metalli sta attirando moltissimi venditori.

Sul portale di Orolive, oltre a fissare un appuntamento, è possibile tenere d’occhio il prezzo dell’oro, aggiornato in tempo reale secondo le quotazioni della Borsa di Londra, uno strumento molto utile per capire, in linea di massima, che guadagno si avrebbe vendendo nello stesso giorno.

L’industria orafa italiana, infatti, ha conosciuto una forte ripresa nel corso del 2021, anno in cui una grossa fetta della popolazione, vittima delle difficoltà economiche pandemiche, ha ben pensato di acquistare dei gioielli che sarebbero tornati utili in ottica di rivendita. E così è stato.

Cosa succede se il prezzo dell’oro sale

Da quando il Presidente della Russia Vladimir Putin ha attaccato l’Ucraina, il prezzo dell’oro è oggetto di un’impennata la cui portata forse non ha eguali storici. Negli ultimi anni è comunque stato in costante aumento, ma mai di così tanti euro al grammo in pochi giorni. Appena una settimana prima dell’inizio della guerra, un grammo di oro costava 5€ in meno.

Oltre all’oro, ad essere aumentate sono state anche molte materie prime, e gli italiani se ne sono accorti confrontando i prezzi sugli scaffali dei supermercati e, soprattutto, dopo aver ricevuto le bollette di luce e gas.

Tra l’altro, la Russia è il terzo paese al mondo produttore di oro e questo aspetto preoccupa non poco le aziende orafe italiane che temono grosse difficoltà per l’approvvigionamento del metallo. In un momento in cui la domanda di oro e argento (ma già dal 2021) è in grandissima espansione in Italia, farsi trovare impreparati vuol dire subire ingenti perdite la cui risanazione richiederebbe molti anni.

Fortunatamente, il settore dell’oro è anche molto flessibile in questo senso e le materie prime possono essere acquistate anche dagli Stati Uniti e dal Sudafrica. Inoltre, le aziende non sono spaventate dall’aumento del prezzo dell’oro per quanto riguarda i costi di produzione, purché non subisca troppe oscillazioni e si assesti in breve tempo.

Un aspetto molto importante è anche osservabile dal punto di vista dell’economia circolare, grazie alla quale, con il recupero dell’oro usato acquistato dai compro oro, le aziende produttrici dipendono molto meno dalle nuove estrazioni.






Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2022 alle 07:52 sul giornale del 31 marzo 2022 - 10 letture

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