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comunicato stampa

La “Rete di Scuole per lo Sviluppo Sostenibile” di Ancona scende in campo con il progetto Trash Camp

3' di lettura

Il progetto è stato realizzato dalla Prof.ssa Eleonora Paris e dai dottorandi del gruppo di ricerca “UnicamEarth” composto da docenti di scuola secondaria impegnati da oltre un decennio a sperimentare nuove tecniche didattiche in campo di Sviluppo Sostenibile, Agenda 2030 ed Educazione alle Geoscienze

È cominciata in data 20 aprile l’iniziativa “Trash Camp” proposta dalla Scuola di Scienze e Tecnologia, Sezione di Geologia, dell’Università di Camerino in collaborazione con la “Rete di Scuole per lo Sviluppo Sostenibile” di Ancona.

Il progetto è stato realizzato dalla Prof.ssa Eleonora Paris e dai dottorandi del gruppo di ricerca “UnicamEarth” composto da docenti di scuola secondaria impegnati da oltre un decennio a sperimentare nuove tecniche didattiche in campo di Sviluppo Sostenibile, Agenda 2030 ed Educazione alle Geoscienze.

«Negli anni abbiamo proposto tantissime iniziative nell’ambito delle Citizen Science e, dati alla mano, abbiamo ottenuto sempre ottimi riscontri da parte di studenti e docenti». Così esordisce il referente del progetto, nonché fondatore della “Rete di Scuole per lo Sviluppo Sostenibile”, prof. Marco Gastaldi, parlando dell'iniziativa appena cominciata presso lo stabilimento “Da Romano” di Palombina Vecchia.

«Tempo fa, abbiamo creato una rete nazionale di Scuole, che va da Torino a Lampedusa, passando per Nettuno e altre città del Centro Italia. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare gli studenti del Paese in merito alla problematica della Gestione dei Rifiuti, alla politica delle 4R (Riduco, Riuso, Riciclo e Riparo) e dell’impronta ecologica. Il “Trash Camp” non è una semplice iniziativa di “Clean Up”, ma è un mix di attività laboratoriali indoor, a Scuola, ed outdoor in spiaggia o altri luoghi all’aperto. Sono gli studenti i protagonisti del Camp» prosegue Gastaldi «noi diamo loro delle istruzioni di massima e delle schede operative, ma sono loro a fare il lavoro “sporco”, divertendosi e assumendo un ruolo più centrale ed operativo entro una comunità sostenibile».

«l prof. Gastaldi ci ha spiegato che i nostri cellulari sono piccole miniere di Terre Rare» afferma Enrico, uno degli studenti della scuola Pascoli-Leopardi (I.C. “Novelli Natalucci di Ancona”) coinvolti nel progetto. «Ci ha anche parlato dei danni ambientali prodotti dalle plastiche abbandonate o che arrivano al mare attraverso gli scarichi domestici, di quanto inquinano gli olii esausti gettati nei lavandini, così come le medicine, come gli antibiotici, non smaltite negli appositi contenitori. Non conoscevo la problematica dell’Antibiotico Resistenza prima di oggi» continua lo studente «da oggi, dirò ai miei genitori di fare più attenzione nella gestione dei rifiuti che produciamo». «Gli studenti sono stati entusiasti delle attività proposte» afferma Luisa Ambrosi, docente di Arte ed Immagine della Scuola Pascoli-Leopardi «hanno prodotto bioplastica, setacciato la sabbia per campionare le microplastiche da osservare poi al microscopio, hanno quantificato e catalogato i differenti tipi di plastiche prodotte giornalmente dalle loro famiglie, ma soprattutto» prosegue la docente «hanno passato una giornata fuori da scuola, all’aria aperta, cosa non scontata dopo due anni di Pandemia. Mi parlavano di questa uscita come di “gita scolastica” ed erano a soli 20km da casa loro. Devo ammettere che mi ha fatto molto effetto tutto questo entusiasmo».

«Termineremo le attività in spiaggia questo venerdì, dopo di che andremo in altre scuole del Paese, prima a Nettuno, poi a Torino ed infine a Lampedusa» spiega il prof. Gastaldi «Da Settembre lavoreremo con queste ed altre scuole che stanno entrando ora nella Rete, per far entrare il progetto in una fase ancora più operativa. Ne vedrete delle belle».



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2022 alle 18:27 sul giornale del 22 aprile 2022 - 668 letture