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comunicato stampa

Sirolo, bandiere dei Savoia alle celebrazioni del 25 aprile. Falà (Pd): "Solo con consapevolezza storica possibile la riconciliazione"

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Il segretario Provinciale del Partito Democratico Jacopo Falà: "Donne e uomini presenti il giorno della manifestazione, che sono a volte anche iscritti e militanti attivi nell’ANPI, che si sono sentiti (a ragione) offesi dall’ostentazione dello stemma dei Savoia"

Il segretario Provinciale del Partito Democratico Jacopo Falà:

"Apprendiamo dal Sindaco di Sirolo che il 25 Aprile “inclusivo” che ha in mente la destra deve riabilitare non solo le “ragioni”, i “sogni” e le “idee” dei repubblichini (come già sostenuto dal Direttore dell’USR Marche Filisetti), ma anche i Savoia.
Nell’ottica della “riconciliazione”, si ritiene giusto e opportuno che al corteo della Festa della Liberazione sfilino anche le bandiere della casata del re Vittorio Emanuele II che ha aperto la strada al primo governo Mussolini, che ha accompagnato il fascismo in tutto il Ventennio, che ha condiviso tutte le scelte imperialiste e aggressive, che ha accettato la soppressione delle libertà, la persecuzione dei dissidenti, che ha firmato le leggi razziali del 1938, che è fuggito a Brindisi dopo il proclama di Badoglio dell’8 settembre.
Se è certamente innegabile il contributo prezioso alla Resistenza di tanti militari e civili di fede monarchica, non si può non constatare la complicità sostanziale dei Savoia rispetto al regime fascista, anche nei suoi aspetti più oscuri. Un fatto di cui il popolo italiano dimostrò di essere pienamente consapevole il 2 giugno 1946, quando optò per la Repubblica nel referendum non riconosciuto da Umberto II.
La consapevolezza storica di chi furono gli oppressori e chi gli oppressi è la sola base solida possibile per la riconciliazione nazionale, non un indistinto mettere tutto e tutti sullo stesso piano. Il goffo tentativo di giustificare la presenza del simbolo monarchico da parte del Sindaco dimostra una incomprensione di fondo: la Festa della Liberazione vuole promuovere una memoria condivisa basata non sull’equiparazione di oppressi e oppressori, ma su una lucida coscienza delle rispettive responsabilità.
Per quanto riguarda gli attacchi personali e ingiustificati rivolti ad alcuni degli esponenti locali del nostro Partito, essi rivelano un nervosismo del tutto fuori luogo. All’interno del nostro partito ci sono tante donne e uomini che condividono con chi li rappresenta indignazioni, malumori e azioni da intraprendere sulla stampa, come in questo caso a difesa della memoria del 25 Aprile. Donne e uomini presenti il giorno della manifestazione, che sono a volte anche iscritti e militanti attivi nell’ANPI, che si sono sentiti (a ragione) offesi dall’ostentazione dello stemma dei Savoia. L’indignazione che è stata raccolta dal segretario Alessandro Selva, presente sul posto, è stata abbondante e trasversale, tanto da spingerlo, dopo un confronto con i vertici provinciali, ad intervenire a nome del partito. Pertanto, la presente non è affatto una “polemica di Alessandro Selva”, ma un sussulto collettivo di tutte quelle persone che conoscono bene quale sia stato il ruolo dei Savoia nella storia italiana tra gli anni ‘20 e gli anni ‘40 e che sono mossi dal desiderio di difendere i valori comuni che stanno alla base della scelta repubblicana e della nostra Costituzione, senza distorsioni storiche o riabilitazioni anacronistiche e falsate".



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-04-2022 alle 15:28 sul giornale del 28 aprile 2022 - 596 letture






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