A pagare l'affitto era lei, ma lui faceva il "padrone" violento. Dopo botte umiliazioni e minacce arriva il divieto di avvicinamento

violenza sulle donne 4' di lettura Ancona 17/05/2022 - I fatti di cui viene accusato l’uomo, consistono in percosse, calci e spintoni anche volti a buttare fuori dall’appartamento la propria convivente nonostante fosse questa a mantenerlo a livello economico ed a pagare il canone di affitto

Il personale della Squadra Mobile della Questura di Ancona, ha dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento a carico di un 33enne anconetano, ritenuto responsabile di maltrattamenti familiari, accesso abusivo ad un sistema informatico ed interferenza illecita nella vita privata ai danni della propria compagna convivente.

A mettere la parola fine alla convivenza, iniziata nel settembre del 2021, la denuncia sporta dalla donna, che riferiva alla Polizia tutte le minacce violenze ed umiliazioni alle quali era stata sottoposta dal suo convivente per otto lunghi mesi. Già appena trasferiti nell'appartamento, affittato e pagato dalla donna, l’atteggiamento dell’indagato si era dimostrato vessatorio e violento.

I fatti di cui viene accusato l’uomo, consistono in percosse, calci e spintoni anche volti a buttare fuori dall’appartamento la propria convivente nonostante fosse questa a mantenerlo a livello economico ed a pagare il canone di affitto. In un’occasione l’uomo aveva tolto le chiavi di casa alla sua convivente, pretendendo che la stessa entrasse nell’appartamento solo in sua presenza e con il suo permesso.

Non mancavano le vessazioni di tipo psicologico, ad esempio la vittima veniva accusata dall’uomo di non essere alla sua altezza.In uno degli episodi più recenti il convivente aveva torto un braccio dietro la schiena della sua compagna, costringendola poi a dormire sul tappeto, perché non la voleva a letto, proferendo gravi minacce di morte anche nei confronti dei familiari di questa. Violava inoltre la riservatezza del telefono della vittima postando successivamente foto anche frutto di fotomontaggi e commenti che denigravano sessualmente la compagna. Nel periodo di convivenza seguivano altre violenze come schiaffoni e spintoni, afferrandola per la gola; in un’occasione l’indagato rompeva un manico di scopa nella schiena della vittima, fino al recente periodo quando la donna lasciava l’appartamento da lei stessa affittato, per rifugiarsi presso i propri familiari.

A fronte dei gravi fatti appresi nella fase investigativa, il Giudice per le Indagini Preliminari, in accoglimento delle richieste avanzate dalla Procura della Repubblica procedente, disponeva nei confronti dell’uomo il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla parte offesa ovunque questa si trovi, con particolare riferimento all’abitazione dei familiari della donna, mantenendo la distanza di almeno cinquecento metri dalla medesima persona.”

Il Questore di Ancona: “Un appello alle donne, a riprova di quanto esista non solo un’emergenza, ma una deriva strutturale, affinché non attendino il miracolo di una redenzione: perché quegli uomini che agiscono con violenza, quasi sempre si muovono su un solco ereditato in famiglia, mai abbastanza sanzionato socialmente, non cambieranno, se non verranno aiutati a farlo. La violenza contro le Donne nasce, cresce ed esplode, seguendo il tracciato di asimmetrie che non abbiamo colmato e che vanno a bruciare le relazioni in un cortocircuito trasversale a generazioni, latitudini, condizioni economiche e culturali. Nel dolore, ma senza stanchezza, sta a noi investire in più protezione, in più educazione al rispetto, in una risposta di sistema, coordinata, sinergica; nel trovare le parole giuste per raccontare ogni storia come fosse la prima e lottando perché sia l’ultima”.

La Polizia di Stato è da tempo vicina alle Donne vittime di violenza attraverso molteplici strumenti ed una campagna di informazione permanente “Questo non è amore”, volta a sensibilizzarle sulla necessità di imparare a riconoscere in maniera tempestiva i segnali di un rapporto pericoloso e a non cedere all’impulso di negare la realtà per la paura di restare sole. “Se il partner ti tiene lontana dalle persone che ami, se controlla il tuo abbigliamento, se pretende di leggere le tue mail, i tuoi messaggi, di ascoltare le telefonate, se ti umilia, ti impone rapporti sessuali non voluti in quel momento, ti deride…Tutto questo non è amore”.

Aiutiamo le Donne a reagire, e se ancora la vittima non è pronta a formulare una denuncia penale, ricordiamole che può ottenere un provvedimento di Ammonimento dal Questore, sia per stalking che per violenza domestica, che impone immediatamente al persecutore suo aguzzino di cessare qualsiasi condotta che interferisca con la vita della vittima, e che se l’ammonito prosegue nelle sue condotte scellerate, si procede d’ufficio ai sensi dell’art. 612 bis, senza necessità di un atto di querela da parte della vittima.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2022 alle 13:42 sul giornale del 18 maggio 2022 - 317 letture

In questo articolo si parla di cronaca, redazione, violenza sulle donne, comunicato stampa

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