Alla Galleria Papini il racconto con gli acquarelle del lock down secondo l'artista Hisako Mori

4' di lettura Ancona 20/05/2022 - La presentazione sarà tenuta dalla storica dell'arte Nicoletta Rosetti e si terrà presso la Galleria Papini alle ore 18 in via Bernabei 39, sabato 21 maggio alle ore 18. Gli acquerelli freschi e luminosi realizzati da Hisako, catturano, come lei stessa racconta, “un’emozione che arriva in un momento mediocre, ma che, al tempo stesso, vuole essere ricordata”

Sabato 21 maggio 2022 l'Associazione Culturale Galleria Papini inaugura la mostra". Cornici di parole restano fuori rimangono a guardare i colori della luna" dell'artista Hisako Mori. La presentazione sarà tenuta dalla storica dell'arte Nicoletta Rosetti e si terrà presso la Galleria Papini alle ore 18 in via Bernabei 39 - Ancona

HISAKO MORI

Hisako Mori è un’artista giapponese che vive e lavora in Italia. Laureata in Arti Plastiche presso Kyoto Seika University di Kyoto, ha successivamente conseguito una seconda laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.

Nel corso degli anni di studio in Giappone e in Italia, ha sperimentato l'utilizzo e la conoscenza di differenti mezzi espressivi come la pittura, la scultura, l'incisione e la scenografia. La maggior parte dei suoi lavori è realizzata con la tecnica dell'acquerello ed è stata esposta in numerosi mostre personali e collettive sia in Giappone che in Italia. Insegna le tecniche dell'acquerello, tiene corsi di pittura per grandi e piccoli e un laboratorio di scenografia per ragazzi. Attualmente insegna discipline plastiche al Liceo Artistico E. Mannucci di Ancona. Oltre a presentare i suoi lavori, lavora nel settore della decorazione, della scenografia e del trucco teatrale. Al centro della sua ricerca permane il confronto tra la natura e l’essere umano. Collaborazione con la galleria Laboratorio 41 a Macerata e fa parte del collettivo Mostrami, che ha sede a Milano e fa parte del gruppo teatrale "SORA BUTAI"

Testo critico di Nicoletta Rosetti

"Nei primi giorni del marzo 2020, all’inizio del lockdown, Hisako Mori, fissando la parete del palazzo di fronte alla sua finestra, iniziava a ideare una chimerica modalità comunicativa composta da un’inaspettata armonia di poesia, musica e colore. Il presupposto di questo lavoro, nato dall'improvviso isolamento, era quello di continuare a comunicare intensamente e sinceramente con il mondo esterno; per farlo, Hisako Ha chiesto ai suoi amici di condividere con lei un brano musicale o una poesia che li stesse accompagnando in quei momenti. Dal 13 marzo, prendono forma, uno al giorno,gli acquerelli; dialoghi astratti e profondi, con i contributi ricevuti e con i loro mittenti, a rinsaldare, nella distanza fisica, i legami di affetto e condivisione reciproca.

Gli acquerelli freschi e luminosi realizzati da Hisako, catturano, come lei stessa racconta, “un’emozione che arriva in un momento mediocre, ma che, al tempo stesso, vuole essere ricordata”. Le forme che si intrecciano sulla carta, materiale caro e familiare all’autrice, non sono altro che la trasposizione dei movimenti del suo pennello guidato soltanto dall'ascolto della musica o dei testi poetici. Quei frangenti vanno a impressionarsi nel disegno traducendo, in lievi tocchi colorati,emozioni, sensazioni, e percezioni personali,alle quali si fondono oggetti e paesaggi della memoria. “La trasparenza dei colori, l'acqua che fa un gioco sulla carta a volte voluto, a volte casuale. Sono questi gli aspetti affascinanti dell' acquerello."

A guardarle vicine, queste immagini dialettiche, si scorge la fusione delle due anime di quest’artista giapponese, nata a Kobe e arrivata in Italia alla fine degli studi, portando con sé un’intima conoscenza delle tecniche pittoriche occidentali e una tesi di laurea sul “vuoto”. Dalla profonda compenetrazione tra cultura italiana e radici nipponiche, si materializzano opere quasi calligrafiche organizzate con grazia, equilibrio e compostezza in uno spazio che si espande oltre i bordi irregolari di cellulosa, affiancate a fogli che soffrono, invece, di horror vacui, e che vorticano e pulsano di energia espressionista e romantica. A questa potente fusione si deve la grande varietà di schemi e strutture che possiamo rintracciare in uncorpus, così multiforme e vario, da spingere lo spettatore alla continua meraviglia rinverdita anche dall’abbinamento di ogni acquerello al proprio(s)punto di partenza,così da dare ad ogni singola opera un più ampio scenario entro cui muoversi; così da permetterci di ricostruire, almeno in parte, quel dialogo immaginifico che è la vera molla dell’intero progetto.

Queste impressioni su carta di Hisako Mori sono intime, meditative, legate ai tempi lunghi e pacati dei giorni del lockdown e destinate a intrecciare sinestesie complesse tra colori, suoni, forme, rumori, luci, voci, ombre e molto altro ancora. Quei segni lievi eppure così densi di trepidazioni, turbamenti e commozioni creano uno stretto rapporto di interconnessione con il nucleo emozionale primordiale, che risiede in ognuno di noi. Sono, cioè, pura comunicazione poetica, composta fondendo insieme ai gesti rapidi, spontanei e improvvisati, trasparenze della stessa consistenza della luce filtrata dalle vetrate colorate delle cattedrali gotiche, e intricati mélanges e colature simili ai guazzetti cromatici naturali, spiati attraverso uno specchio d’acqua."


Da Associazione Culturale Galleria Papini 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2022 alle 14:06 sul giornale del 21 maggio 2022 - 136 letture

In questo articolo si parla di cultura, comunicato stampa

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