contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > ATTUALITA'
comunicato stampa

Falconara, un archivio regionale della Giustizia all'ex Saracini: il progetto del Demanio

3' di lettura
474

Ex Caserma Saracini, l'Agenzia del Demanio vuole trasformarla in un archivio regionale della Giustizia

Abbandonata da oltre 20 anni, incendiata e depredata persino dei sanitari e dei cavi elettrici, demolita in parte per lasciare posto al bypass ferroviario, la ex caserma Saracini potrà recuperare un ruolo di prestigio a livello regionale grazie a un piano di valorizzazione dell’Agenzia del Demanio, che vuole trasformarla in una cittadella degli archivi giudiziari. Per l’amministrazione comunale sarebbe un sogno che si avvera e l’ipotesi ha già ottenuto il sostegno formale del Comune di Falconara, che proprio su richiesta del Demanio, proprietario del complesso, ha aderito al progetto. Ha espresso parere favorevole anche il Ministero della Cultura.

«L’iniziativa della Direzione Regionale Marche dell’Agenzia del Demanio – si legge nella delibera – risulta perfettamente in linea con gli obiettivi del Comune, in quanto oltre a riqualificare la zona sotto il profilo urbanistico ed ambientale, rappresenta un’opportunità per il territorio anche sotto l’aspetto sociale, sottraendo un immobile, emblematico nella memoria collettiva dei cittadini, al progressivo inesorabile degrado».

Nella delibera di indirizzo, approvata il 26 maggio scorso, si ricorda inoltre che nelle linee programmatiche di mandato 2018/2023 era inserito anche il recupero dei manufatti privati dismessi e in particolare della ex caserma.

«Il recupero e il riutilizzo della Saracini, da mettere a disposizione della comunità attraverso biblioteche, sale espositive, servizi rivolti al pubblico, è un progetto straordinario – dice il sindaco Stefania Signorini –. Il complesso militare sembrava destinato all’abbandono, perché il Comune non avrebbe mai avuto la forza economica di acquistarlo e ristrutturarlo. La condizione dei manufatti rendeva difficile anche individuare potenziali investitori. Ora invece si apre questa prospettiva, che si inserisce in una serie di progetti per la riqualificazione della zona nord di Falconara, in particolare Fiumesino e Villanova, come il Pinqua e il Ves. La posizione del nostro territorio, centrale rispetto al resto della regione, ha comportato per anni l’arrivo di infrastrutture molto impattanti, ma in questo caso il ruolo di servizio di Falconara sarebbe premiato con la riqualificazione di un’area cui è legata la storia della città».

Il Piano di valorizzazione dell’Agenzia del Demanio per la ex caserma Saracini, da convertire in un ‘Polo regionale archivistico della giustizia’, è stato anche al centro di un sopralluogo del 12 maggio scorso. Hanno partecipato il sindaco Stefania Signorini con la dirigente Eleonora Mazzalupi, il presidente della Corte d’Appello di Ancona Luigi Antonio Catelli, il dirigente del Tribunale di Ancona Luciano Bruno, il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Cristian Torretta accompagnato dai tecnici della direzione regionale dell’agenzia stessa.

Alcuni dati sulla ex Caserma Saracini e sul progetto di recupero

Il complesso della ex Caserma Saracini, chiuso nel 2000, è stato consegnato nel 2007 all’Agenzia del Demanio nell’ambito di un piano di dismissione del Ministero della Difesa. L’ex cittadella militare, dopo le demolizioni legate al nuovo tracciato del bypass ferroviario che hanno interessato la porzione limitrofa a via del Conventino, dispone di una superficie coperta di 10.637 metri quadri e di una superficie scoperta di 46.563, in parte occupata da alberi. Il piano di valorizzazione dell’Agenzia del Demanio prevede la creazione di un moderno Polo Archivistico Regionale della Giustizia con una capacità contenitiva di almeno 50mila metri lineari di archivi, per accogliere gli archivi del Ministero della Giustizia attualmente frazionati in distinti immobili, per la gran parte in affitto.

L’operazione, stando alle stime dell’Agenzia del Demanio, consentirà la chiusura delle locazioni passive con un risparmio per lo Stato di 168.286 euro l’anno. Le comunità limitrofe potranno utilizzare sale, spazi espositivi e biblioteche interne al Polo dedicate alla consultazione del materiale. L’ipotesi progettuale prevede anche di dotare il Polo stesso di un sistema di digitalizzazione degli archivi che consenta una graduale dematerializzazione e un accesso alle informazioni archiviate tramite strumenti telematici.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2022 alle 10:29 sul giornale del 13 giugno 2022 - 474 letture






qrcode