Legambiente su API Falconara: “Avviare un percorso di riconversione della raffineria, partendo da eolico offshore e produzione di idrogeno verde”

3' di lettura Ancona 28/07/2022 - “Oro Nero” questo il nome, alquanto evocativo, dell’indagine partita dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri del NOE presso la Raffineria API di Falconara

Disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti speciali, getto pericoloso di cose, lesioni personali a carico di numerosi cittadini, inoltre a delitti contro la pubblica amministrazione e violazione della normativa. A tutto ciò si aggiunge che sono stati rilevati nell’ambito delle indagini, i reati di abuso di ufficio, rivelazione dei segreti e istigazione alla corruzione a carico dell’organo tecnico di controllo. Questi sono solo alcuni dei gravi capi di accusa degli indagati, in tutto 18, sui quali ci auguriamo venga fatta luce al più presto, per verificarne le reali responsabilità.

Il tutto, come è noto, è stato avviato a seguito della denuncia di molteplici cittadini a partire dall’11 aprile 2018, data del grave incidente in cui si verificò l’inclinazione del tetto galleggiante di un serbatoio situato all’interno della raffineria, provocando esalazioni insopportabili, che fece partire di fatto l’indagine.

“ La situazione ci lascia sorpresi e molto preoccupati, i reati contestati sono gravi e auspichiamo ulteriori indagini per verificare l’effettivo stato di salute delle acque superficiali e della qualità dell’aria senza dimenticare le falde acquifere e il sottosuolo, serve fare chiarezza e al più presto” dichiara Marco Ciarulli presidente regionale della nota associazione ambientalista Legambiente.

Il territorio di Falconara, già da tempo censito come Sito di interesse nazionale per le bonifiche, anche per altre situazioni preesistenti, non si può permettere di avere una situazione a così alto rischio, che viene tenuta in sicurezza a norma di legge( almeno così sembra), ma in cui non si opera per un’effettiva e seria bonifica.

“Una situazione come questa, in un periodo in cui gli effetti della crisi climatica e ambientale sono sempre più evidenti, è l’occasione giusta per riproporre una riconversione della raffineria fondata su innovazione tecnologica e fonti rinnovabili non è più rimandabile– sottolinea Marina Galeassi, Presidente del circolo Legambiente Falconara “Martin Pescatore”- ed è la strada migliore per tutelare l’ambiente e continuare a produrre energia, garantendo lavoro duraturo alle persone. È arrivato il momento di smantellare l’acciaio in mare delle piattaforme esistenti,per sostituirlo con un parco eolico offshore con cui si potrebbe produrre anche l’idrogeno verde utile alla decarbonizzazione di impianti industriali inquinanti come le raffinerie”.

Legambiente ricorda, se ce ne fosse necessità, che la crisi climatica e quella energetica in corso non lasciano più tempo per tergiversare sulle scelte e sugli investimenti nella giusta direzione, soprattutto con una guerra in corso che mette in dubbio tutte le nostre certezze sulle forniture energetiche.

“Continuare ad investire sulle fonti fossili e tenere in piedi situazioni come la raffinerie di petrolio, oltre ad aggravare la crisi climatica, alimenta una dipendenza troppo forte da paesi esteri, la cui democrazia è a rischio o comunque un concetto discutibile – concludono Ciarulli e Galeassi.Chiediamo quindi all’Api di Falconara dimettere in campo da subito un programma di riconversione nella direzione della vera transizione, sul quale noi come Legambiente, siamo pronti a discutere, partecipare e collaborare.

Siamo infine solidali con i Comitati Cittadini, che da anni vigilano sulle conseguenze di inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua e sulle eventuali irregolarità nella gestione della Raffineria API, a volte subendo accuse dalla direzione dell’impianto,come sta succedendo a Roberto Cenci e ad altri cittadini che rivendicano il loro diritto di protestare e di esprimere la propria opinione in merito.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2022 alle 15:35 sul giornale del 29 luglio 2022 - 292 letture

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