contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > POLITICA
comunicato stampa

Il simbolo del Partito Comunista Italiano torna sulla scheda. Presentata la lista in Piazza Roma

5' di lettura

"Abbiamo indicato come parole d’ordine nel ns manifesto elettorale: rivoluzionare il presente, costruire il futuro".

Dopo molti anni, ritorna sulla scheda elettorale il simbolo del Partito Comunista Italiano. Ciò si deve ai militanti del partito ed alle centinaia e centinaia di uomini e donne delle Marche che sotto ferragosto ai banchetti ci hanno messo la firma, per consentire questo importante passaggio democratico, da cui viene un segnale forte di speranza e di riscossa: “Abbiamo indicato come parole d’ordine nel ns manifesto elettorale: rivoluzionare il presente, costruire il futuro. La crisi del sistema capitalistico in tutte le sue manifestazioni, dall’economia alle relazioni umane, è così profonda, che non si cura con pannicelli caldi, come nelle proposte dei vari schieramenti in campo. Occorrono cambiamenti radicali”.

“Alcuni punti del nostro programma. Vogliamo sul piano democratico che sia ripristinato il “voto uguale”, come è scritto in Costituzione: lo stesso numero di voti con cui si elegge un deputato del governo, deve valere per eleggere un deputato comunista. Senza imbrogli, sistemi maggioritari e sbarramenti, espedienti con cui le oligarchie cercano di auto-conservarsi. Litigano per il potere ma sono d’accordo sui fondamentali. Vogliamo che il Lavoro sia effettivamente il fondamento della Repubblica, riacquisti diritti, sicurezza, dignità e rispetto. Porre fine ai sistemi sempre più diffusi e individualizzati del precariato: mal pagato, spesso vessatorio e sotto ricatto. Occorre curare l’informazione e la formazione dei lavoratori, ed esercitare i dovuti controlli sulla sicurezza. È intollerabile la strage che ogni giorno miete vittime tra i lavoratori. L’Italia è il Paese più pericoloso per chi lavora, tre morti al giorno mediamente e il doppio circa di invalidanze permanenti. Nel mese di agosto scorso, nonostante le ferie e riduzioni delle attività, ci sono stati 67 morti! E’ uno scandalo che ha enormi costi, umani e sociali, di cui poco si parla”.

Più Stato e meno Mercato.

Lo Stato secondo il PCI deve intervenire direttamente sulle questioni dell’economia, farsi imprenditore a sostegno dei lavoratori e del Paese, intervenire nelle situazioni di crisi, contrastare le delocalizzazioni, investire invece di continuare a finanziare a fondo perduto le aziende private. Ad esempio siamo per creare un’Azienda farmaceutica di Stato collegata alla ricerca. La cura della salute deve essere svincolata dall’obiettivo privatistico del massimo profitto, che spesso alimenta usi distorti ed anche abusi nel settore delle medicine. Siamo contro ogni discriminazione legata al sesso, alla religione, alla provenienza nazionale, contro la violenza sulle donne e ogni forma di sessismo e di razzismo. Per il rispetto delle persone e tra le persone, Per la tutela dei diritti sociali e dei diritti civili. Il sistema capitalistico proteso alla ricerca sempre più forsennata del massimo profitto è distruttivo per vocazione. Se lo si lascia fare proseguirà la devastazione dell’ambiente, non si affronterà come è necessario la drammatica emergenza climatica che ci coinvolge tutti. Riflettiamo: ogni giorno in Italia dai 14 ai 20 ettari di terreno vengono sottratti all’agricoltura e destinati alla cementificazione. Noi diciamo che bisogna arrestare sul serio il consumo di suolo e puntare sul recupero e sul riuso del patrimonio edilizio abbandonato. E ce n’è tanto! Per convincersene basta fare un giro per Ancona.

Siamo contro la linea seguita dal Governo Draghi - e da tutte le forze che lo hanno sostenuto - sulla guerra in Ucraina, e che consiste nel fomentare la guerra inviando sempre nuove armi affinché gli ucraini continuino a combattere e morire per logorare la Russia. Incuranti dei pericoli di allargamento del conflitto, della possibile degenerazione in una guerra nucleare, che devasterebbe l’intera Europa. E siamo contro l’aumento vertiginoso delle spese militari, che sottrae risorse essenziali alla sanità, alla scuola, alle pensioni, all’assistenza e ai servizi sociali.

E’ anche evidente che la guerra delle sanzioni ha fatto fallimento. Si diceva che tagliando le forniture di energia provenienti dalla Russia e ricorrendo al gas americano anche se a costi decuplicati, l’economia russa sarebbe stata completamente rovinata. Invece a correre verso la rovina è la nostra economia, molte piccole e medie imprese sono in sofferenza, un numero crescente di famiglie è spinto dal carovita verso l’assoluta povertà. Altro che rinuncia all’aria condizionata, come con superficialità annunciava Draghi.

L’Italia, come l’Europa stessa, deve emanciparsi dalla sudditanza agli Stati Uniti ed alla Nato e lavorare per ricomporre le crisi e le fratture non per aggravarle: svolgere una funzione di equilibrio e mediazione tra le parti, porre ogni sforzo per fermare la guerra.

Contro le guerre fredde e calde il nostro orizzonte, l’orizzonte del PCI, è lo stesso che indicava Enrico Berlinguer: favorire la collaborazione tra Paesi e Popoli diversi, lottare con decisione per un mondo di Pace.

Abbiamo incontrato nei giorni scorsi molti indecisi se andare o no a votare. Altri hanno smesso già da tempo perché – dicono – tanto non serve, “tanto sono tutti uguali”. E ne hanno trovato conferma nell’ammucchiata di potere che si è realizzata dentro e attorno al governo Draghi.

Noi condividiamo molte delle critiche, ma non la rassegnazione: questa è un lusso aristocratico che non ci possiamo più permettere.

Lavoriamo insieme per costruire un futuro degno: per i giovani, le donne, i lavoratori. Per questo chiediamo a tutti di tornare a votare, e di votare il simbolo del Partito Comunista Italiano.




...


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-09-2022 alle 14:25 sul giornale del 03 settembre 2022 - 291 letture