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Anche la Questura di Ancona celebra il Patrono della polizia San Michele Arcangelo

4' di lettura Ancona 29/09/2022 - Nella giornata odierna, in occasione della celebrazione liturgica per la Festività di San Michele Arcangelo,

Nella giornata odierna, in occasione della celebrazione liturgica per la Festività di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato, officiata dall’Arcivescovo di Ancona-Osimo Mons. Angelo Spina, il Questore della Provincia di Ancona ha voluto portare il suo saluto.

Eccellenza Reverendissima,

con grande gioia Le porgo a nome della grande famiglia della Polizia di Stato, il più caloroso saluto di benvenuto, interpretando i sentimenti di affetto e vicinanza di tutti i presenti.

Esprimo sincera gratitudine a Lei Signor Prefetto e a tutte le Autorità intervenute con le quali si è consolidato un rapporto non comune di stretta collaborazione e di efficace sinergia.

Ringrazio le donne e gli uomini della Polizia di Stato per il lavoro quotidiano e per l’impegno che profondono nell’operare con dedizione, passione, abnegazione e spirito di servizio.

Un caro abbraccio rivolgo all’ANPS per il costante e fattivo collegamento che mantiene con il personale in servizio, tramandando i perpetui valori di appartenenza, storia e fedeltà.

Un reverente e commosso pensiero a chi ha onorato la nostra divisa fino al punto di sacrificare la propria vita, i propri affetti, ognuno di loro risplenderà sempre nei nostri pensieri, i loro nomi riecheggeranno nei nostri cuori.

Eccellenza Reverendissima, Le siamo riconoscenti per la Sua presenza in occasione della ricorrenza di San Michele Arcangelo, patrono e protettore della Polizia di Stato.

San Michele richiama la prossimità di Dio che amorevole e solidale con ogni uomo si schiera dalla parte della vita e privilegia i deboli, i poveri, lo straniero, gli ultimi ed invita a liberarci dai nostri egoismi e ad operare per annientare in noi ed attorno a noi la malvagità del drago.

RingraziandoLa di cuore per il dono di questa celebrazione Le siamo grati per la Sua vicinanza di pastore della nostra chiesa. Una prossimità preziosa che accompagna ogni passo con la cura dell’amore, la fiducia e la preghiera. Continui a guidarci con questa dedizione perché di fronte alle molteplici sfide di una emergenza economica, sociale e ancora in parte sanitaria, possiamo far risplendere la speranza cristiana: la certezza della vittoria dell’amore sull’odio.

Noi poliziotti cercheremo di raccogliere ogni grido di aiuto di chi ha bisogno. Solo pochi giorni fa una devastante alluvione si è abbattuta su alcuni territori della nostra provincia causando 12 vittime e, ancora oggi si cerca una dispersa, senza considerare gli ingenti danni a centinaia di edifici e di aziende causati dallo tsunami di fango e di acqua. Abbiamo toccato con mano la sofferenza, il dolore e la disperazione più profonda. Di quella che ti stringe il cuore e ti toglie il respiro. Come dimenticare la piccola bara bianca, simbolo di purezza, coperta di fiori bianchi, con sopra l’orsacchiotto di peluche azzurro del piccolo Mattia, ritrovato dopo 8 giorni completamente avvolto nel fango dopo essere stato trascinato per 13 chilometri. Immagini scioccanti, strazianti, così come il volto stanco ed affranto dei familiari, dei superstiti e degli sfollati in un dolore composto come se le comunità fossero stordite, smarrite, squarciate: una ferita profonda che ha risvegliato in tutti noi il senso di profonda solidarietà e di straordinaria vicinanza che ci affratella e ci supporta.

Penso ai profughi ucraini vittime di una immane tragedia umanitaria che sono riusciti a raggiungere il nostro Paese dopo aver trovato un varco dall’inferno e dalle brutalità della guerra, di cogliere altresì le lezioni di vita che ci provengono dai paesi vicini, aldilà del mare, un poliziotto amico a servizio dei cittadini e pronto a sorridere loro, a quelli più deboli e indifesi, in particolare i più piccoli, vittime di bullismo e cyberbullismo, le donne maltrattate, offese, vessate, violentate, uccise, gli anziani umiliati, raggirati, plagiati. La nostra Amministrazione ha rivelato sempre il suo tratto distintivo nella capacità di adattamento, nell’equilibrio, nella lealtà, nel senso di umanità e nello spirito di abnegazione riposti nello svolgere compiti che richiedono uno sforzo straordinario.

Abbiamo condiviso i sacrifici e le difficoltà con le nostre famiglie che ringrazio per il loro silenzioso, prezioso sostegno. Lo ripeto ancora una volta, come un mantra, l’Autorità si esercita “servendo”, ispirandoci al magistero del Santo Padre, le cui parole cito testualmente “Non dimentichiamoci mai che il vero potere è il servizio”.

Grazie Eccellenza.

Grazie a tutti voi.”






Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2022 alle 17:52 sul giornale del 30 settembre 2022 - 76 letture

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