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Co.Mark: la pasta marchigiana conquista i mercati stranieri

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La pasta Made in Marche conquista i mercati internazionali: nel primo semestre crescono infatti del 48,6% le vendite all’estero rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Lo annuncia l’ultima recensione di Coldiretti Marche, in cui si sottolineano i risultati raggiunti dalle aziende produttrici di pasta negli ultimi anni.

Le Marche diventano la quarta regione italiana per produzione di grano duro: un business con più di 100 mila ettari dedicati, di cui circa 10 mila coltivati con modalità biologiche. Dalla recensione di Coldiretti emerge la proattività delle aziende del territorio, che negli ultimi dieci anni hanno raddoppiato la loro capacità di macinazione dei cereali superando le 1000 tonnellate al giorno.

Tra le principali destinazioni della pasta locale c’è la Francia, seguita dagli Stati Uniti e dalla Germania: tre mercati, si legge nei commenti di Coldiretti, che coprono da soli oltre la metà dell’export totale della Regione.

Le opinioni sui principali mercati di sbocco sembrano confermare i commenti di Co.Mark, nota azienda per lo sviluppo commerciale estero, che ha classificato la pasta e il pane tra le eccellenze italiane più esportate negli Stati Uniti. Oltre alle Marche, chiarisce l’azienda nei suoi commenti, tra i più importanti produttori di pasta figurano anche la Campania, il Veneto e l’Emilia Romagna.

I primi commenti alla recensione di Coldiretti fanno luce anche sulla tipologia di sementi utilizzate: negli ultimi anni si è registrata una riscoperta dei grani antichi, come la Saragolla, il Senatore Cappelli e la Jervicella. Dalle opinioni degli esperti del settore emerge, inoltre, che la scelta di queste tipologie di grano ha reso possibile il recupero e la valorizzazione di specie vegetali che altrimenti avrebbero rischiato l’estinzione.

I risultati raggiunti dall’export del settore sono stati incentivati dal moltiplicarsi dei marchi locali, che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato. Per acquistare la vera pasta Made in Italy, sottolinea Coldiretti nei suoi commenti, è sufficiente acquistare le confezioni che riportino le indicazioni relative al “Paese di coltivazione del grano” e al “Paese di molitura”, in cui è specificato l’origine e l’eventuale lavorazione italiana del prodotto scelto.

La recensione di Coldiretti mette in luce la centralità dell’export agroalimentare per lo sviluppo economico dell’intero paese: questa tipologia di prodotti, infatti, è conosciuta in tutto il mondo per la qualità delle materie prime impiegate e i processi di lavorazione all’avanguardia. I dati raccolti sembrano inoltre confermare le opinioni di Comark sui prodotti italiani che maggiormente incidono sull’export agroalimentare nazionale: oltre alla pasta, aggiunge l’azienda, si segnala l'importanza dell’olio d’oliva, dei formaggi e del vino, ormai ampiamente diffusi sulle tavole di tutto il mondo.

Le aziende produttrici hanno saputo superare con fermezza le incertezze dell’attuale scenario geopolitico internazionale, introducendo inoltre nuove modalità di produzione e promozione dei propri prodotti nei mercati stranieri. Ne è convinta Co.Mark, che nelle opinioni contenute all'interno del suo blog sottolinea l’importanza di attivare nuovi canali digitali, che permettano una promozione più efficace dei prodotti Made in Italy sui mercati esteri. Le nuove dinamiche digitali per la vendita al dettaglio delle merci nazionali, aggiunge l’azienda, offrono un ventaglio di opportunità alle imprese di ogni settore merceologico.

Le prime opinioni degli esperti in seguito alla pubblicazione della recensione sull’export di pasta marchigiana sembrano confermare le previsioni positive sul futuro del settore, in cui le aziende del territorio avranno la possibilità espandersi in nuovi mercati stranieri adattandosi ai cambiamenti in atto.



Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2022 alle 09:34 sul giornale del 28 novembre 2022 - 124 letture



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