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comunicato stampa

"Ad Ancona siete i benvenuti!”: il messaggio di AIC e Ambasciata dei Diritti alle persone a bordo delle navi delle Ong

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Ambasciata dei Diritti Marche condanna la scelta del porto di Ancona, troppo distante e si prepara all'accoglienza. Apre all'arrivo delle due navi anche il candidato sindaco di Altra Idea di Città, Francesco Rubini: "Nessuno è straniero su questa Terra"

A seguito della notizia della scelta del porto di Ancona come destinazione di due navi appartenenti a ong, con a bordo persone migranti salvate dal Mar Mediterraneo (l'articolo qui), arrivano le prime risposte e prese di posizione da parte di soggetti civili e politici del capoluogo dorico:

“Ad Ancona siete i benvenuti!” così Francesco Rubini, candidato sindaco per Ancona, che continua ”Ancona democratica città della rivolta dei bersaglieri contro la guerra, delle donne della marcia del pane, saluta le sorelle ed i fratelli migranti e gli equipaggi che gli hanno prestato soccorso. L' amministrazione comunale e le istituzioni tutte approntino il meglio per una accoglienza civile e dignitosa. Nessuno è straniero su questa Terra"

AMBASCIATA DEI DIRITTI: “il fallimento di una politica di accoglienza”

Così il comunicato stampa dell'Ambasciata dei Diritti Marche: Il porto di Ancona è stato assegnato alla Ocean Viking e Geo Barents per far sbarcare un centinaio di persone, tra cui decine di ragazzi minorenni, soccorsi al largo della Libia; la notizia che sta velocemente facendo il giro dei media locali e nazionali in poche righe riassume il fallimento non solo (se mai ce ne fosse stata la volontà) di una politica di accoglienza, ma anche il naufragio del velleitario tentativo di tutelare i basilari diritti umani, nonché il definitivo tramonto dello stato di diritto.

Il fatto di far sbarcare delle persone soccorse in mare a migliaia di chilometri di distanza dal luogo in cui sono state salvate è contro la normativa internazionale come evidenziato dall'ASGI https://www.asgi.it/primo-piano/contro-la-costituzione-le-ong-e-i-diritti-umani-linsostenibile-fragilita-del-decreto-legge-n-1-2023/ (Convenzione SOLAS e SAR) ed è evidentemente disumano con un chiaro intento punitivo nei confronti delle persone soccorse e dei soccorritori.

Migranti, naufraghi o profughi qualsiasi sia la storia, l'unica cosa certa è la volontà delle istituzioni di disumanizzarli ed affibbiargli connotati negativi; il concetto dello straniero dipinto come pericolo per la sicurezza trova terreno fertile in un paese ampiamente intriso di razzismo. Ed ecco che prolungare il viaggio di qualche migliaio di km, così come la sofferenza, è lecito poiché non hanno diritto ad un soccorso immediato.

Con la destra al governo qualcuno potrebbe trovarlo “normale” ma questa deriva ha origini lontane in cui il PD ed i suoi governi hanno piene responsabilità. Gli accordi con la Libia ed il codice di condotta per le ONG voluto da Minniti sono perfettamente coincidenti con la politica dell'attuale governo. La caccia alle ONG inaugurata a suo tempo dal ministro piddino ha prodotto nel tempo un capovolgimento della realtà, ecco che le navi di soccorso formate da volontari (per sopperire alla scarsità del soccorso nazionale ed europeo) si sono trasformate in Taxi del mare, e l'acronimo ONG sia pian piano diventato un vezzeggiativo. Nonostante studi e statistiche hanno più volte dimostrato che non c'è nessuna relazione tra sbarchi e ONG, questa falsa correlazione è adottata per qualsivoglia porcheria come il recentissimo decreto legge, avverso il quale vale la pena leggere l'approfondito commento di Fulvio Vassallo Paleologo (vedi https://www.a-dif.org/2023/01/03/si-ritorna-al-diritto-di-polizia-obblighi-di-soccorso-in-mare-a-discrezione-dei-prefetti/).

Mettiamo sul piatto della bilancia le azioni: le organizzazioni non governative SOS Mediterranee, armatore della Ocean Viking, e Medici Senza Frontiere armatore della Geo Barents hanno salvato e portato al sicuro decine di migliaia di uomini, donne e bambini, mentre i vari governi italiani hanno stipulato e riconfermato gli accordi con la Libia governo omicida e torturatore.

Far prolungare il viaggio inutilmente alla nave non ha solo una ripercussione economica sui costi della navigazione ma sottrae alle operazione di ricerca e soccorso un natante che avrebbe potuto contribuire ad ulteriori salvataggi.

Per quello che ci riguarda la parte giusta dove stare è più che chiara, allo sbarco saremo presenti per dare il nostro benvenuto alle persone soccorse ed ai soccorritori. Per presidiare l'accoglienza ci vediamo lunedì 9 gennaio alle ore 19.00 presso l'ambasciata dei diritti in via Urbino 18 Ancona invitando tutti/e alla partecipazione.




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2023 alle 19:03 sul giornale del 09 gennaio 2023 - 226 letture






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