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comunicato stampa

Falconara: Nuova vita per l’ex Caserma Saracini, la riqualificazione dopo anni di abbandono

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Il Comune di Falconara, insieme ai Ministeri della Cultura e della Giustizia, ha sottoscritto il documento dell’Agenzia del Demanio che prevede la trasformazione del complesso militare in polo archivistico regionale

La riqualificazione dell’ex Caserma Saracini è ufficiale: oggi 28 febbraio è stato firmato il protocollo d’intesa con l’Agenzia del Demanio, sottoscritto dal dottor Luigi Antonio Catelli, Presidente della Corte d’Appello di Ancona, in rappresentanza del Ministero della Giustizia, dalla dottoressa Maula Sciri della Direzione generale Archivi di Stato di Roma per il Ministero della Cultura, dal sindaco di Falconara Stefania Signorini e dal direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Cristian Torretta.

La scelta di dare nuova vita all’ex Caserma Saracini, chiusa dal 2000 e in grave stato di abbandono, nasce dall’esigenza dell’Agenzia del Demanio (che ne è proprietaria) di valorizzare il patrimonio pubblico e dal bisogno del Ministero della Giustizia di razionalizzare gli spazi degli archivi giudiziari marchigiani. Una necessità, quest’ultima, condivisa dal Ministero della Cultura, che coordina il sistema degli Archivi di Stato.

«Per il Comune di Falconara la riqualificazione della vecchia caserma di via Fiumesino rientra tra le priorità – dice il sindaco Signorini –, perché si inserisce in un percorso complessivo di rilancio dei quartieri di Villanova e Fiumesino, portato avanti attraverso il progetto Ves, per la realizzazione di un polo socio-culturale al posto della ex scuola Lorenzini grazie a finanziamenti statali per 2milioni di euro e il progetto Pinqua, che ha messo a disposizione 7,5 milioni di euro di finanziamenti per la ristrutturazione degli immobili comunali storici e il recupero dell’ex Squadra Rialzo».

Gli spazi della ex Caserma Saracini sono in grado di far fronte alle esigenze di tutti gli uffici giudiziari delle Marche, che in molti casi soffrono per la saturazione degli archivi. In particolare i Tribunali di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro, con le ex sezioni distaccate di Jesi, Osimo, Senigallia, Camerino, Civitanova Marche e Fano, hanno urgente bisogno di nuovi spazi per il materiale giudiziario cosiddetto ‘di deposito’, destinato all’Archivio di Stato, mentre gli Uffici della Procura della Repubblica di Fermo e del Tribunale, della Corte d’Appello, della Procura Generale, del Tribunale di Sorveglianza, del Tribunale dei Minorenni e della Procura della Repubblica di Ancona risultano saturi anche con riferimento al materiale cosiddetto ‘corrente’, che non è ancora scartabile o cedibile all’Archivio di Stato.

Il complesso militare di Falconara avrebbe la capacità di soddisfare tutte le esigenze. Dispone infatti di una superficie coperta di 10.637 metri quadri e di una superficie scoperta di 46.563, in parte occupata da alberi, dopo le demolizioni legate al nuovo tracciato del bypass ferroviario che hanno interessato la porzione limitrofa a via del Conventino.

Il piano di valorizzazione dell’Agenzia del Demanio, stando a quanto emerso a giugno durante un sopralluogo congiunto, prevede la creazione di un moderno Polo Archivistico Regionale della Giustizia con una capacità contenitiva di almeno 50mila metri lineari di archivi, per accogliere gli archivi del Ministero della Giustizia attualmente frazionati in distinti immobili, per la gran parte in affitto. L’operazione, stando alle stime dell’Agenzia del Demanio, consentirà la chiusura delle locazioni passive con un risparmio per lo Stato di 168.286 euro l’anno.

Le comunità limitrofe potranno utilizzare sale, spazi espositivi e biblioteche interne al Polo dedicate alla consultazione del materiale. L’ipotesi progettuale prevede anche di dotare il Polo stesso di un sistema di digitalizzazione degli archivi che consenta una graduale dematerializzazione e un accesso alle informazioni archiviate da parte dei cittadini e degli addetti ai lavori.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2023 alle 18:12 sul giornale del 01 marzo 2023 - 240 letture






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