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comunicato stampa

Cgil Cisl Uil : "La città di Ancona, al bivio delle scelte sanitarie"

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Cgil Cisl e Uil: "Che le risposte sanitarie non siano più adeguate alle nuove esigenze della popolazione e delle famiglie lo testimonia l’esperienza quotidiana degli utenti, che fanno sempre più fatica ad accedere ai servizi del sistema sanitario pubblico"

Ancona è una città che invecchia e che ha bisogno sempre di più di tutelare le fragilità. Le persone ultra 65enni rappresentano oltre il 25% della popolazione cittadina e nella provincia di Ancona si stima che almeno il 55% degli over-sessantenni abbia una qualche forma di fragilità. Inoltre i nuclei familiari si assottigliano sempre di più, difatti le famiglie composte da un singolo individuo sono ormai 19.819, quelle con due componenti 12.696.

Allo stesso tempo la città si trova davanti a processi che incideranno fortemente sulla qualità e sulla quantità delle risposte sanitarie. Questi processi prevedono la delocalizzazione di alcune strutture sanitarie, come l’Ospedale della Montagnola che sarà trasferito all’ Aspio, e la trasformazione di altre, come i Poliambulatori del Viale della Vittoria, che si affiancheranno a 40 posti letto di RSA e 6 di Hospice nella nuova struttura dell’ex Umberto I.

Che le risposte sanitarie non siano più adeguate alle nuove esigenze della popolazione e delle famiglie lo testimonia l’esperienza quotidiana degli utenti, che fanno sempre più fatica ad accedere ai servizi del sistema sanitario pubblico.

Occorre pertanto che gli interventi sulla sanità, su cui si concentrano importanti risorse pubbliche, rientrino in una strategia che consenta di rispondere ai nuovi bisogni della popolazione.

Come CGIL CISL UIL di Ancona, chiediamo inutilmente da mesi, un tavolo di confronto con l’INRCA e l’Area Vasta ( oggi AST) per porre alcune questioni a nostro parere centrali.

Il nuovo ospedale dell’ Aspio, che prevede 296 posti letto, comporterà il trasferimento dell’ attuale ospedale della Montagnola. Le questioni che poniamo sono:

  • quale sarà la destinazione degli spazi che oggi sono occupati dall’INRCA ?
  • Sarà possibile utilizzare tali spazi per attivare servizi sanitari che mettano al centro l’assistenza territoriale e l’integrazione con i servizi sociali?
  • Come potrà l’Inrca mantenere un suo radicamento sul territorio?

Inoltre è importante conoscere l’organizzazione del nuovo ospedale dell’Aspio, comprenderne il funzionamento delle attività sanitarie per capire in che modo potrà svolgere contemporaneamente al ruolo di struttura specializzata nell’assistenza geriatrica e allo stesso tempo di ospedale “di rete” per un bacino di utenza di oltre 150.000 persone.

Occorre conoscere con quale progettazione si intende sviluppare una più efficace medicina territoriale garantendo la rapida attivazione della figura “dell’ infermiere di comunità” ed i tempi per rendere operativo il nuovo poliambulatorio nella struttura dell’ex-Umberto I con tutte le attività ivi previste.

Queste incognite meritano un dibattito pubblico capillare, perché si sta ridisegnando il futuro della sanità anconetana e della Valmusone ed è giusto che i cittadini, e le associazioni che a vario titolo li rappresentano, siano consapevoli e partecipi delle scelte.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2023 alle 11:22 sul giornale del 11 marzo 2023 - 148 letture






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