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Criptomonete: presente e futuro, tra detrattori e sostenitori

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Il mondo sta affrontando il fenomeno sempre più crescente ed esplosivo delle criptovalute. Un successo clamoroso che ha rivoluzionato il mondo della finanza grazie all'apporto della tecnologia. Inizialmente, dal loro debutto, le istituzioni e gli enti tradizionali non hanno dato troppo peso alle nuove monete virtuali. Ma è stata la loro costante popolarità, il loro accrescere di valore e la loro introduzione in diversi settori che hanno costretto diverse nazioni a introdurre delle norme per regolamentarle e a considerarle come reali concorrenti. Molte aziende cominciano ad accettare pagamenti in crypto e i governi di alcuni paesi stanno pensando di creare le proprie valute digitali. 

Le norme per il settore delle crypto

Bitcoin e le altre monete digitali vivono ancora in un limbo legale che ogni nazione cerca di sbloccare. Sono più di 111 gli Stati in cui sono riconosciute dalla legge, ma ci sono ancora dei Paesi che le vietano o le limitano fortemente. L'Italia ha creato un registro degli operatori di mercato e, nella nuova legge di Bilancio, sono state introdotte delle norme fiscali sulle cripto-attività. In generale, nel 2020, la Commissione europea ha proposto un quadro normativo per le attività legate alle crypto che sarà efficace entro la fine del 2024.

Mentre l'anno scorso, negli Stati Uniti, Biden ha affidato alle agenzie del governo federale il compito di scoprire i rischi legati all'espansione delle criptomonete e di proporre delle revisioni. Con il circa 20% degli americani che utilizza o ha avuto a che fare con le monete digitali, l'amministrazione statunitense ha voluto iniziare una profonda analisi sul caso. Ed ora Biden ha nominato l'indiano Ajay Banga, ex CEO di Mastercard, a capo della Banca Mondiale. In passato Banga aveva attaccato le monete digitali ritenendole spazzatura, ma poi è stata la stessa Mastercard che si è dovuta adeguare ai tempi e ha consentito i pagamenti in crypto.

Come investire oggi in criptovalute

Il 2022 è stato deludente: il settore ha bruciato 2mila miliardi di dollari in capitalizzazione e Bitcoin ha perso il 65% del suo valore, ma il 2023 sembra l'anno della rivalsa. E fare trading in asset virtuali è facile. Il metodo tradizionale è quello di acquistare monete virtuali. Bisogna solo scegliere i migliori crypto broker o exchange sul mercato che in maniera sicura e rapida facciano da intermediari. L'investitore poi detiene la moneta e può decidere di venderla quando il suo valore aumenta, così ottiene un guadagno. Oppure si possono scambiare degli strumenti finanziari derivati come CFD. In questo modo non si diventa proprietari delle monete digitali, ma si sfruttano i vantaggi delle oscillazioni di prezzo per approfittare della volatilità del mercato, come chiaramente spiegato sul portale Cryptofacili.com.

L'adozione delle crypto nel mondo

Qualche anno fa, la Cina ha boicottato i minatori di criptovalute, mentre ora sta cercando di aggirare il suo stesso divieto acconsentendo agli investitori di Hong Kong di scambiare crypto, una prova generale di quello che potrebbe essere un'ufficiale adozione di un sistema di trading di monete digitali sicuro. Fino al 2021, il colosso asiatico era un mercato molto attivo e importante, dove si estraeva circa il 60% di tutte le monete virtuali in circolazione, ma poi, sempre in quell'anno, ha deciso di bandirle sconvolgendo l'intero settore.

Succedeva proprio quando il presidente di El Salvador, Nayib Armando Bukele, acquistava 400 Bitcoin, per un corrispettivo pari a 20,7 milioni di dollari e adottava ufficialmente la crypto come valuta legale, il primo paese al mondo. Mentre la Cina tenta un approccio d'apertura, la SEC statunitense ha sferrato un duro attacco agli investimenti di crypto, considerati a rischio, con continui controlli e norme più serrate, che rischia di ostacolare l'innovazione.

A Lugano, in Svizzera, stanno sviluppando piani per far pagare ai cittadini le tasse locali con valute digitali. In Bielorussia i privati che possiedono asset virtuali possono usufruire di incentivi fiscali. In Corea del Sud, a Gibilterra e ad Helsinki sono già disponibili i pagamenti in Bitcoin per beni e servizi.

Ancora, le banche britanniche hanno aumentato le restrizioni sulle criptovalute con nuovi limiti alle transazioni retail. Tra queste, la Nationwide Bank sta applicando limiti giornalieri pari a £5k per gli acquisti di asset virtuali con carta di debito, mentre le sue carte di credito non possono più essere utilizzate. Invece, HSBC ha vietato ai clienti di acquistare crypto. Di contro, Dubai vuole allargare la sua adozione alle valute digitali, ha infatti iniziato ad accettare crypto per i pagamenti delle tasse universitarie. Scettica anche l'Australia: alcuni documenti legislativi ufficiali indicano un ritardo di oltre un anno nella promulgazione delle nuove leggi sulle criptovalute, con conseguente delusione di tutte le parti interessate.

Le crypto come tecnologia futura, non solo nella finanza

Sorgono continuamente nuove criptovalute e molte banche centrali iniziano a chiedersi se non dovrebbero emetterne di proprie. Anche se Bitcoin o simili non arriveranno a sostituire le valute nazionali, hanno dimostrato l’attuabilità delle blockchain, i cui progetti nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni sono cresciute del 13%, o della tecnologia distributed ledger (DLT) su cui si basano. E infatti, sempre più istituzioni finanziarie e società specializzate in venture capital stanno puntando molto in progetti di DLT che si pongono l'obiettivo di fornire nuovi servizi finanziari o di migliorare quelli già esistenti. Sono in molti a prevedere che ciò trasformerà l’economia, i metodi di pagamento, le attività delle banche e quindi, il sistema finanziario nel suo complesso.



Questo è un articolo pubblicato il 22-03-2023 alle 21:00 sul giornale del 22 marzo 2023 - 80 letture



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