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comunicato stampa

Il Belvedere di via Panoramica intitolato a don Giussani. Ancona ricorda il fondatore di CL

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Sabato 25 marzo, alle ore 16, in occasione del Centenario della nascita del sacerdote brianzolo, in via Panoramica, verrà inaugurato il Belvedere monsignor Luigi Giussani.

Oltre al sindaco Valeria Mancinelli, e al vicesindaco Pierpaolo Sediari, saranno presenti gli assessori Foresi e Simonella, il presidente del consiglio comunale Tommaso Sanna - che ha proposto l’intitolazione del luogo - la responsabile del movimento di Comunione e Liberazione di Ancona, dott.ssa Carla Silenzi e il responsabile nazionale Giovanni Sama.

Ancona è stata la città che - nel maggio del 2022 - ha iniziato le celebrazioni per don Giussani, in un indimenticabile concerto al teatro le Muse con la Form e l’attrice Iaia Forte, e che ora porta a termine il periodo di eventi internazionali con la dedicazione di questo parco al sacerdote fondatore di CL.

Cosa c’entra Giussani con Ancona?

Non si tratta di un momento dedicato alla pur numerosa famiglia di ciellini anconetani, di un occhio che la sindaca e i suoi assessori hanno buttato verso un certo settore religioso per accaparrarsi delle simpatie (anche elettorali, visti i tempi). La Mancinelli sa bene che, se mai, da quella parte non arrivano palate di voti. Del resto nessuno in CL si è mai permesso di dettare indicazioni politiche. Ognuno vota seguendo l’esperienza che ha visto nel panorama politico locale.

Per comprendere l’attenzione del Comune alla figura del prete, occorre andare a dei veri e propri incontri. Incontri di umanità intensa e vera.

Nel 2016, il 28 febbraio, si organizzò in università una tavola rotonda sul libro del successore di Giussani, Julian Carron, “La bellezza disarmata”. All’incontro intervenne il sindaco Mancinelli. Aveva letto don Giussani e Carron. Disse che quei preti “esprimevano un cristianesimo che non si predica, ma si pratica”. Il sindaco proseguì dicendo che però lei non capiva una cosa di Giussani ( conoscendola, noi sappiamo che non fa mai domande formali, ma sostanziali e personali): “Che vuol dire Giussani quando dice che l’educazione significa introdurre un giovane nella realtà totale? Io conosco la realtà, ma cos’è questa “realtà totale”?”. Carron rispose: “ Quando una donna tornando a casa trova dei fiori sul tavolo, non può non chiedersi chi li ha mandati». La realtà ci provoca, di fronte ad essa non ci accontentiamo di risposte parziali. «I fiori marciscono, non bastano da soli a soddisfare il nostro desiderio. Abbiamo bisogno di un volto, di conoscere quel ‘tu’ che ci cerca, ci interpella, ci ama». La realtà è allora segno, cioè non è completa in se stessa ma rimanda sempre ad altro, a qualcosa – o meglio a Qualcuno – che non vediamo, ma che ci è suggerito dalla bellezza che ci circonda, che ci appassiona, che ci smuove da dentro”.

La sindaca rimase quella sera a cena insieme a Carron e ai suoi amici, continuando il discorso a tavola.

Questo “altro”, questa bellezza a cui la realtà richiama, per Giussani e i ciellini non è solo un discorso, ma è “una vita”. Così gli incontri sono continuati.

Sempre in quel periodo, l’assessore Foresi si è imbattuto in decine di volontari che avevano fondato un centro di aiuto allo studio gratuito, a tu per tu, per ragazzi che non potevano permettersi di pagare ripetizioni. Il sindaco e Foresi, cogliendo l’importanza di quell’opera, hanno messo a disposizione i locali della seconda circoscrizione di Ancona. Più volte Stefano Foresi si è stupito della gratuità di tutta questa gente, professori in pensione e professionisti, universitari ed educatori, che danno il loro tempo per condividere lo studio con decine di ragazzi.

Altri incontri: l’opera di Anna Sgro’ e suo marito Stefano a favore dei bambini e dei ragazzi disabili. L’attività discreta e silenziosa di decine di volontari che il giorno della “Colletta Alimentare” raccolgono alimenti nei supermercati e poi, durante l’anno, li distribuiscono a decine di famiglie povere del Comune. E cosa dire del Banco Farmaceutico? Tanti enti assistenziali possono offrire medicine gratis a bambini e persone in difficoltà, migranti e poveri, grazie al lavoro di Vincenzo, Roberta e altre decine di volontari. Poi dei gruppi di famiglie che offrono il loro abbraccio a orfani o bambini in cerca di affido nelle “Famiglie per l’accoglienza” di Massimo Orselli. Il lavoro del Centro Culturale anconetano Miguel Manara, i suoi eventi e le mostre offerte ad anconetani e turisti.

Ecco, ogni nome fatto nasconde dei rapporti nati col Comune e gli Assessori, da Marasca a Capogrossi, da Foresi alla Simonella.

Queste collaborazioni nascono tutte da quell’accorgersi che in quei gruppi di gente che seguono Giussani si nasconde “altro”. Perché lo fanno? Perché persone di una certa età, come anche giovani delle superiori, danno se stessi per gli altri e per il bene comune?

Si ripete la storia dei “fiori sul tavolo”. Chi li ha messi lì? Da dove viene questo dono?

Questa apertura alla realtà, questa generosità non può nascere da persone fragili e limitate come tutti gli altri. Cosa li sostiene, allora?

Questo è Giussani per Ancona. Un contributo - certamente come altri, certamente una goccia nel mare del bisogno - alla nostra città. Non tanto un contributo di “grandi esiti”, quanto un contributo all’educazione di un popolo sul senso della propria vita. Queste opere vive - come il belvedere intitolato a Giussani - soprattutto queste persone, stanno lì a dire a tutti: “Guarda al mondo c’è bellezza, c’è respiro, c’è possibilità di sperare ancora”. Tale contributo non ha prezzo. È più di tutto quello che si può fare pragmaticamente, è la riscoperta della nostra dimensione di desiderio e di voglia di vivere. Ciò che ci permette, di fronte a ogni circostanza, sempre di ricominciare e ripartire.

Nicola Campagnoli





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-03-2023 alle 17:19 sul giornale del 23 marzo 2023 - 414 letture






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