Classificato come Cattivo Pagatore (CRIF)? Ecco come tornare ad avere accesso al credito
Le banche e qualsiasi ente finanziario, per riuscire a proteggersi da truffe, furbetti di vario genere e soggetti nullatenenti, hanno oggi un programma di gestione degli utenti. Tutti coloro che richiedono un prestito o che ne hanno avuto uno, finiscono in un “circuito” di controllo, chiamato: CRIF
Richiedere dei prestiti, finanziamenti oppure anche altre formule di fido, non è mai facile. Occorre avere delle credenziali che possano appunto aiutare a garantire che verrà restituito il prestito. Dunque ci sono delle procedure da seguire, ma quando si viene classificati come “cattivo pagatore”, nemmeno le credenziali hanno più effetto.
Le banche e qualsiasi ente finanziario, per riuscire a proteggersi da truffe, furbetti di vario genere e soggetti nullatenenti, hanno oggi un programma di gestione degli utenti. Tutti coloro che richiedono un prestito o che ne hanno avuto uno, finiscono in un “circuito” di controllo, chiamato: CRIF.
Un acronimo che sta per: centrare rischio intermediario finanziario. Chiunque si sia trovato a chiedere un prestito sicuramente avrà avuto una consulenza in cui gli è stato detto che quello vale come: storico.
Nel senso che in base all’andamento del prestito e della restituzione di esso, si viene classificati come: buoni pagatori o cattivi pagatori. Quando si ha una credenziale di “buon pagatore” si è molto avvantaggiati nella richiesta di altri fidi o finanziamenti.
PERCHE’ ESISTE IL “CATTIVO PAGATORE”?
In linea di massima la classificazione di “cattivo pagatore”, nasce da una serie di situazioni che hanno compromesso, in passato, la circolazione del denaro dato in prestito. Facciamo un breve riassunto. Fino a circa gli anni 2000 era piuttosto complesso avere un prestito bancario, ma non impossibile.
Questo ha portato molti truffatori a poter chiedere, contemporaneamente, più prestiti senza mai restituirli. Risultando poi come: nullatenenti, nemmeno la legge ha potuto fare gran che. Ciò ha portato molte banche ad avere delle passività mettendo a rischio perfino altri risparmiatori.
Per riuscire quindi ad avere una gestione diversa, grazie alle nuove tecnologie e specialmente con i programmi digitali, è stato create un ente che è la CRIF. Ogni utente che richiede un prestito, perfino di piccola entità, viene inserito, come dati, all’interno del sistema. Se ha problemi nella restituzione del prestito, non paga correttamente le rate oppure finisce per non saldare il debito, ecco che viene etichettato come: Cattivo pagatore crif.
Andando a richiedere un nuovo prestito esso gli viene rifiutato perché appunto risulta come: cattivo pagatore. Ecco perché esiste questo sistema.
Come tornare a essere un buon pagatore
Nel 2021 le normative per gestire e prendere dei validi provvedimenti contro coloro che sono da considerarsi come cattivi pagatori, sono cambiate. Infatti è oggi possibile avere già questa classificazione se si paga in ritardo una rata. Bastano appena 15 giorni ed ecco che ci si ritrova ad avere questa “etichetta”. Non si rimane cattivi pagatori per sempre. Per esempio per una rata pagata in ritardo si arriva a 12 mesi di classificazione negativa. Se capita che le rate pagate in ritardo sono 2, allora si passa a 24 mesi. Non saldando il debito o andando in pignoramento e protesto si arriva a 60 mesi di classificazione.
Per riuscire a tornare ad essere un buon pagatore potete o affidarvi ad un avvocato che vi dirige nella gestione della pratica oppure mettervi d’accordo con l’ente finanziario. Quest’ultimo potrebbe ritirare la “segnalazione” e quindi farvi tornare con la fedina CRIF pulita.
Questo è un articolo pubblicato il 17-05-2023 alle 23:39 sul giornale del 17 maggio 2023 - 15 letture
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