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Come gestire e controllare la nocività dell'amianto

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Parco San Bartolo usato come discarica: trovato amianto abbandonato

Gestire e controllare la nocività dell’amianto non è certo un intervento che potete fare da soli perché dovete avere una buona conoscenza di questo materiale.

Sappiate che è un minerale o meglio un insieme di minerali che si ritrovano in natura, ma che sono comunque tossici. La loro composizione è stata scoperto già dal secolo scorso ed è stato usato, perché non si conosce la sua pericolosità, in edilizia. Sono tantissimi i manufatti edili che sono stati costruiti ed utilizzati all’interno di costruzione immobiliari e impianti idraulici.

Dunque non è raro trovare abitazioni che hanno nelle pareti dei componenti di amianto, chiamato eternit, come non è strano avere delle coperture, cioè dei tetti in questo materiale.

Ciò non toglie che, nonostante esso sembri in buono stato, non sia pericoloso. Purtroppo più passano gli anni e maggiore è l’esposizione alle intemperie, è più aumenta la sua tossicità. Le sue polveri sottili sono in grado di spandersi per chilometri e penetrare nel terreno per molti metri.

Occorre quindi fare una Prevenzione amianto, cioè prevenire il suo deterioramento tramite interventi che sono di “messa in sicurezza”.

LIMITAZIONE CONTATTO AMIANTO

La cosa importante è quella di limitare o evitare totalmente il contatto con le fibre e superfici di amianto. Come lo si può fare? Facendo una ristrutturazione o demolizione di un appartamento è possibile che si scopra di avere, al suo interno, questo elemento. Esso si divide in quello che è puro e nel fibrocemento, cioè dove c’è una buona quantità di cemento che imprigiona gli elementi fibrosi. In entrambi i casi ci sono delle tossicità che si sviluppano.

L’amianto diventa realmente pericoloso quando è friabile ed è vetroso. Sembra plastica/cara che si polverizza ad una minima pressione. Proprio le polveri che si sprigionano sono le più pericolose per i nostri polmoni e occhi. Essendo delle micro polveri vetrose c’è il rischio di inalarle e di non riuscire più a eliminarle dall’organismo. Si andranno poi a vetrificare nei tessuti e a sviluppare cellule cancerogene.

Per evitare il contatto ci sono interventi di: incapsulamento, isolamento oppure di decontaminazione. Lavori che sono eseguiti solo da ditte specializzate e che utilizzano tutte le prevenzioni e isolamenti utili per non contaminarsi dalle polveri.

Materiale nocivo e non

Per prevenire le conseguenze gravi nell’amianto, cioè la vetrificazione e dispersione delle polveri, occorre che la ditta effettui una classificazione della g

Come detto esso diventa tossico e nocivo quando è friabile. Il suo aspetto inizia a diventare dorato con riflessi che sono luccicanti. Sfiorandola è possibile avere un’infiammazione epidermica, orticaria o bruciori. Purtroppo è una delle conseguenze che si hanno con il contatto diretto. Ciò indica che esso è pericoloso.

Mentre se il suo aspetto rimane scuro e non luccicante, se è compatto e non friabile, allora è nella fase di “non pericolosità”. Però è il caso di fare interventi di isolamento e di protezione dalle intemperie appunto per evitare che esso diventi pericoloso se esposto alle intemperie.

Le ditte specializzate nel trattamento o smaltimento dell’amianto effettuano appunto dei controlli e delle valutazioni in merito per sapere cosa fare.



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Questo è un articolo pubblicato il 19-02-2024 alle 16:25 sul giornale del 19 febbraio 2024 - 24 letture