Così l’Italia tutela il gioco online e i giocatori
Il gioco online in Italia continua a crescere a ritmi da doppia cifra, e lo fa contestualmente a una normativa che si è affinata e sviluppata in maniera coerente con il principale obiettivo di migliorare la tutela dei giocatori.
In questo modo, peraltro, il legislatore italiano ha cercato di mettere una pezza al fatto che ad oggi non vi è una regolamentazione UE specifica per il gioco d’azzardo, con la conseguenza che ogni Paese dell’Unione ha la possibilità di disciplinare come ritiene i propri servizi di gioco, in linea con le libertà fondamentali che sono state sancite dal TFUE, il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.
Ma cosa ha fatto il legislatore italiano in questo contesto?
Il cambio di approccio: una regolamentazione sempre più rigida
Iniziamo con il rammentare che il percorso attuale di regolamentazione del settore del gioco d’azzardo in Italia sembra essere il frutto di un’evoluzione che è stata caratterizzata da fasi alterne.
In particolare, dopo un lungo periodo di deregulation, con l’avvio del nuovo Millennio si è assistito a un evidente cambio di approccio: non più una liberalizzazione dinamica del settore, ma un ritorno alla regolamentazione più rigida che abbia come obiettivo quello di tutelare i giocatori attraverso diverse linee di azione scarsamente derogabili.
E così, con la legge n. 266 del 2005 è stata attribuita all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) la competenza di regolamentare il gioco a distanza, con la facoltà di vietare l’operativi ai siti che sono privi delle necessarie autorizzazioni. Questo non significa che i giocatori italiani non possano giocare su operatori come Mystake casino, ma semplicemente che chi intende stabilire una piattaforma di gioco nel nostro Paese, lo deve fare ottenendo una licenza da parte dell’authority.
Gioco online, l’arrivo del Decreto Dignità
Nel lungo percorso di regolamentazione del settore, l’ultima legge in ordine di tempo tra i principali interventi normativi è stato sicuramente il Decreto Dignità del 2018, a cui hanno fatto seguito le direttive dell’AGCOM del 2019.
La normativa ha rivoluzionato il mondo del gaming online con particolare riferimento alle pubblicità in materia di scommesse e di giochi d’azzardo: il decreto ha infatti vietato ogni forma di azione di promozione di ogni attività legata al gambling, a prescindere dal media su cui può essere veicolata. Ne è derivato che ogni forma di pubblicità, diretta o indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite e premi in denaro, è stata sostanzialmente impedita.
Il nuovo schema di d.lgs. per il gioco online in Italia
Più recentemente, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo schema di decreto legislativo per determinare il quadro giuridico per il gioco online in Italia, comprendendo in tale novero anche il regime per assegnare nuove concessioni per il gioco a distanza.
La riforma del gioco a distanza apporta interessanti innovazioni rispetto al passato e apporta l’assegnazione di 50 nuove concessioni che dovranno essere assegnate entro la fine dell’anno. Il prezzo per ogni concessione – della durata di 9 anni – sarà pari a 7 milioni di euro, a cui aggiungere una tassa annuale per la gestione delle concessioni pari al 3% del GGR al netto delle imposte sul gioco. È inoltre previsto che gli operatori investano almeno lo 0,2% del loro GGR in campagne di gioco responsabile e che nessun gruppo possa detenere più di 5 concessioni.
Altro aspetto molto interessante è l’introduzione delle limitazioni ai siti white label: ogni operatore dovrà dunque avere un sito web con nome a dominio italiano e logo mostrato sul sito. Vengono inoltre previste nuove registrazioni in un albo specifico per i punti vendita ricariche, che dovranno pagare una tassa annuale di 100 euro per negozio. Viene inoltre limitata l’attività di gioco o prelievo di fondi in tali punti.
Infine, sono state introdotte norme più rigorose sull’offerta di giochi con vincita in denaro mediante siti non autorizzati, anche mediante i blocchi dei pagamenti.
Questo è un articolo pubblicato il 22-04-2024 alle 23:48 sul giornale del 16 aprile 2024 - 26 letture
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