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La Lega cambia AD ma anche proprietà di molti club

4' di lettura

Novità ai vertici del calcio italiano: la Lega Serie A cambia infatti il suo presidente e l’arrivo del nuovo timoniere Ezio Simonelli coincide con la necessità di sbrogliare questioni particolarmente annose sul management dell’istituzione. Proviamo a riepilogarle.

Il rinnovo delle cariche

Il primo problema è stato superato ed era legato al rinnovo delle cariche apicali della Lega e, in esse, dell’amministratore delegato.

Come atteso, ad essere confermato AD è stato Luigi De Siervo, mentre i consiglieri di amministrazione sono Luca Percassi (vicepresidente, amministratore delegato dell’Atalanta), Paolo Scaroni (presidente del Milan), Tommaso Giulini (presidente del Cagliari) e Claudio Fenucci (amministratore delegato del Bologna). Il consigliere indipendente sarà invece Lamberto Tacoli, presidente e amministratore delegato di Perini Navi. I consiglieri federali in quota Lega Serie A sono invece a beneficio di Inter, Juventus e Udinese.

Le sfide sul tavolo di Simonelli

Le questioni più complicate sono però ancora sulla scrivania del nuovo presidente. Su tutte prevale la necessità di un lavoro politico, con l’ottenimento di un maggiore riconoscimento da parte del Governo del ruolo del calcio. I temi sono peraltro numerosi: si pensi alla questione degli stadi, per arrivare a quelli fiscali, dalle scommesse alla pirateria audiovisiva. In secondo luogo, il nuovo presidente dovrà occuparsi di porre le basi per la prossima asta dei diritti tv del campionato: l’attuale accordo DAZN – Sky scadrà al termine della stagione 2028/29: un momento non troppo lontano nel tempo, se si considera la complessità di strutturare simili intese.

La proprietà dei club italiani è in discussione

C’è poi anche un altro tema che diventerà sempre più prioritario nel corso dei prossimi mesi: la vendita della proprietà di molti club italiani.

Anche questo argomento è particolarmente annoso e, sebbene riguardi il nuovo presidente solo in via indiretta, è lecito immaginare che dovrà a più riprese occuparsene: per un club calcistico italiano non sempre è facile trovare un socio di minoranza, considerato che di frequente i bilanci delle società sono poco appetibili (le imprese calcistiche spesso non distribuiscono dividendi e di sovente sono in perdita). Insomma, tranne il caso in cui non si offra loro un percorso che nel tempo li farà diventare proprietari, o che vi siano dei progetti particolarmente consistenti in cantiere (come la costruzione di un nuovo stadio), non è facile trovare partner che possano apportare fondi in società accontentandosi di una quota di minoranza.

Ma quali sono i primi club che potrebbero essere ceduti nei prossimi mesi? Sulla materia, peraltro, sono molti i bookmaker che si sono esposti con le proprie quote – come Mrxbet Scommesse Accedi con bonus 100€ - sancendo che i primi club che potrebbero cambiare proprietario sono Genoa e Verona. Nel caso del Verona, peraltro, sembra essere una questione di giochi: il club gialloblu guidato da Maurizio Setti dovrebbe infatti passare di mano agli americani di Presidio Investors, a patto che la situazione di stallo che si è sviluppata negli ultimi giorni possa sbloccarsi. In casa Genoa, invece, è già avvenuto lo scorso 18 dicembre l’ingresso nel capitale di un nuovo socio come azionista di maggioranza, per opera dell’imprenditore rumeno Dan Sucu. Non si escludono però ulteriori novità, considerato che è stato lo stesso nuovo azionista di maggioranza ad annunciare il possibile ingresso di nuovi soci nella compagine.

Tra le altre società che potrebbero vedere nuovi soci ci sono Empoli e Monza. L’Empoli ha ufficializzato le trattative per voce della vicepresidente e amministratrice delegata Rebecca Corsi, che vorrebbe regalare alla città un nuovo impianto e, proprio per questo motivo, ha aperto a investitori che possano affiancare la famiglia nell’azionariato della società.

Per il Monza, Pier Silvio Berlusconi prima di Natale aveva aperto alla possibilità di trovare qualche socio che potesse prendersi cura della società e farla crescere nel tempo. Per il momento, però, non sembrano essere arrivate proposte ufficiali.

Occhi aperti, infine, su Torino e Roma…



Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2025 alle 22:00 sul giornale del 17 gennaio 2025 - 13 letture



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