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comunicato stampa

Festa di San Ciriaco: il messaggio di Mons. Spina e il programma delle celebrazioni

5' di lettura

È stato ancora una volta sorprendente vedere come ciò che la tradizione ci ha tramandato da secoli, ha trovato riscontro nelle analisi scientifiche. I risultati ci aiutano ad avere più consapevolezza del grande dono che è stato fatto alla città di Ancona, di avere un santo che la protegge e veglia su tutti. Il corpo di un santo ci fa cogliere come la santità la si può toccare con le mani, è a portata di mano ed è per tutti. Papa Francesco, di venerata memoria, ci ricordava che anche i cristiani di oggi, a volte, pensano che il cammino verso la santità dipenda dai propri sforzi umani, dai propri sacrifici, dalla propria buona volontà. Non è una nostra iniziativa, ma una risposta a una chiamata che viene da Dio, che «ci ha amati per primo».

Il nostro cammino verso la santità è dunque una risposta all’invito di Dio, il quale non solo ci rivolge questa chiamata, ma ci dà anche la forza necessaria per percorrere questo cammino. Comprendiamo così quell’altra bella espressione del venerato Papa Francesco che ci sollecita a riconoscere «i santi della porta accanto», quelle persone che percorrono un cammino spirituale semplicemente vivendo con amore gratuito e generoso la loro vita ordinaria: i genitori che si sacrificano per i propri figli, le persone che affrontano con pazienza le prove della vita, coloro che perdonano le ingiustizie subite. San Ciriaco ci invita a ritrovare la croce, ad abbracciarla e a testimoniarla.

Oggi, guardando la croce di Gesù, vediamo i tanti crocifissi nella storia, uomini e donne a causa di violenze, di guerre, di ingiustizie. Penso ai giovani. A volte il dolore di alcuni giovani è lacerante, è un dolore che non si può esprimere a parole, è un dolore che ci colpisce come uno schiaffo. Il non sentirsi capiti, la mancanza di relazioni vere e sane, il vuoto educativo. Che cos’è la speranza per loro? Quali sogni nel cassetto portano dentro di sé? Cosa blocca i sogni, le attese, le speranze dei giovani d’oggi? Chi sta rubando la speranza, sia dal punto di vista affettivo che sociale, ai giovani d’oggi? Quanti interrogativi.

La situazione che stiamo vivendo certamente non è delle migliori. Le sfide sono tante: la dignità del lavoro, la famiglia, l’istruzione, l’impegno civico, la cura del creato e le nuove tecnologie che creano relazioni on line a volte disumane. Gli spazi digitali che rendono ciechi alla fragilità dell’altro e impediscono l’introspezione. L’immersione nel mondo virtuale favorisce una sorta di “migrazione digitale”, vale a dire un distanziamento dalla famiglia, dai valori culturali e religiosi che conduce molti giovani verso un mondo di solitudine e di auto-invenzione, fino a sperimentare la mancanza di radici.

La nostra Chiesa locale da anni si sta interrogando su questi temi. Non possiamo deludere i giovani, sul loro entusiasmo si fonda l’avvenire. È bello vederli sprigionare energie, ad esempio quando si rimboccano le maniche e si impegnano volontariamente nelle situazioni di calamità e di disagio sociale. Ma è triste vedere giovani privi di speranza; d’altronde, quando il futuro è incerto e impermeabile ai sogni, quando lo studio non offre sbocchi e la mancanza di un lavoro o di un’occupazione sufficientemente stabile rischiano di azzerare i desideri, è inevitabile che il presente sia vissuto nella malinconia e nella noia.

L’illusione delle droghe, il rischio della trasgressione e la ricerca dell’effimero creano in loro più che in altri confusione e nascondono la bellezza e il senso della vita, facendoli scivolare in baratri oscuri e spingendoli a compiere gesti autodistruttivi di violenza nei confronti degli altri e di sé stessi. Il Giubileo che stiamo vivendo sia nella Chiesa occasione di slancio nei loro confronti: con una rinnovata passione prendiamoci cura dei ragazzi, degli studenti, dei fidanzati, delle giovani generazioni! Vicinanza ai giovani, gioia e speranza della Chiesa e del mondo! Questo ci ha ricordato il Papa nella bolla di indizione del Giubileo. Tutti siamo chiamati a prenderci cura delle nuove generazioni: famiglia, scuola, istituzioni.

Invito ancona una volta la Chiesa locale di Ancona-Osimo a spendere sempre più energie a favore dei giovani. Speriamo che possano venire inaugurati in questo anno giubilare 2025: il Centro Pastorale alle Palombare ad Ancona, l’Oratorio della parrocchia del Sacro Cuore in via Maratta e la “Casa Nazaret” in via Astagno ad Ancona, centro di pastorale giovanile e vocazionale: luogo di incontro dei giovani per favorire la loro crescita umana e spirituale, per il discernimento vocazionale, per la formazione permanente, per l’accompagnamento nel cammino della vita, per aiutarli nei momenti bui e di disagio con supporti spirituali e percorsi psicologici.

San Ciriaco ci aiuti, lui che ci fa capire con la sua testimonianza che prendere la croce di Cristo è abbracciare il giogo dell’amore. Sostituiamo la parola croce con amore. Ed ecco: se qualcuno vuole venire con me dice Gesù, prenda su di sé il giogo dell’amore, tutto l’amore di cui è capace, e mi segua. Ciascuno con l’amore addosso, che però ha il suo prezzo: “Là dove metti il tuo cuore, là troverai anche le tue spine e le tue ferite”. L’esito finale è “trovare vita”. Quella cosa che tutti gli uomini cercano, in tutti gli angoli della terra, in tutti i giorni che è dato loro di gustare: la fioritura della vita. Perdere per trovare. È la fisica dell’amore: se dai ti arricchisci, se trattieni ti impoverisci. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato.

+ Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2025 alle 10:04 sul giornale del 03 maggio 2025 - 51 letture






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