Sinner piega Djokovic e vola in finale: l'Italia ritrova il sogno Roland Garros dopo 49 anni
Finalmente il sogno è diventato realtà: il nostro Jannik Sinner, il numero uno del ranking, ha superato Novak Djokovic in tre set (6-4, 7-5, 7-6 (3)) e sarà il primo italiano a giocare la finale maschile a Parigi dal 1976.
Nel pre-match le quote scommesse a favore di Sinner avevano preso corpo, ma la conferma è arrivata soltanto dopo oltre tre ore di scambi martellanti, in cui l'altoatesino ha domato il vento, le accelerazioni del serbo e l'emozione di un traguardo storico.
Dritto pesante, nervi saldi: la chiave tecnica di un dominio in tre set
Il punteggio lineare non racconta l'intensità di un incontro in cui, fin dall'inizio, Sinner ha imposto il suo ritmo nello scambio prolungato. Ha concesso appena tre punti con la prima di servizio nel set inaugurale. Djokovic ha tentato di spezzare il copione con delle smorzate e delle improvvise discese a rete, ma il margine di errore rimasto basso soltanto in alcuni frangenti gli è costato il break decisivo sul 5-4 del parziale d'apertura. Nel secondo set l'inerzia si è spostata quando l'italiano ha retto a uno scambio di 26 colpi e poi ha chiuso il break sul 5-5 con un passante incrociato di rovescio che ha zittito gli spalti. La terza frazione ha visto il 24 volte campione Slam procurarsi tre set-point in risposta. Ma l'azzurro li ha cancellati con dei servizi vincenti prima di dominare il tie-break.
Rivalità generazionale: un capitolo inedito Sinner-Alcaraz
Domenica lo Chatrier ospiterà la prima finale Slam tra tennisti nati dopo il 2000, un confronto che il circuito attendeva da mesi. Alcaraz, il campione in carica, è avanti 7-4 negli scontri diretti e ha vinto l'ultimo duello a Roma, ma la crescita del servizio di Sinner e la sua striscia di 20 vittorie nei Major promettono equilibrio. Il dibattito sulle quote tennis su betfair riflette questo andamento. C'è una leggera preferenza per lo spagnolo nei mercati internazionali. Tecnicamente l'elemento da osservare sarà la gestione dello scambio breve. Alcaraz cercherà di ridurre lo scambio sotto i cinque colpi, Sinner punterà a spostarlo con delle traiettorie piatte e insisterà sul rovescio in corsa dello spagnolo che spesso è vulnerabile quando viene chiamato a difendersi da quella zona.
Da Panatta a oggi: l'impatto storico di un ritorno azzurro
Quando Adriano Panatta alzò il trofeo nel 1976, la racchetta in legno pesava quasi 400 grammi e il topspin di Björn Borg era una rivoluzione. Quarantanove anni più tardi, l'Italia ritrova un finalista capace di unire la potenza moderna e l'intelligenza tattica. Sinner, 23 anni, ha modificato la preparazione atletica per adattarsi al rosso parigino. L'eco mediatico in patria ricorda l'epoca di Panatta e segna l'avvio di un'era diversa. Se Sinner dovesse completare l'opera, il Roland Garros consegnerebbe all'Italia il primo doppio trionfo Slam maschile in meno di sei mesi, dopo il titolo all'Australian Open, ridefinendo l'ambizione di una generazione che ora guarda al futuro non più come un sogno, ma come un orizzonte concreto.
Questo è un articolo pubblicato il 05-06-2025 alle 11:56 sul giornale del 05 giugno 2025 - 7 letture
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