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CULTURA |
di Barbara Fioravanti |
Capitale Italiana della Cultura 2028, Ancona tra le città candidate |
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Secondo quanto riportato dal Mic in una nota, sono 25 i Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di "Capitale italiana della Cultura" per l’anno 2028 rispondendo all’avviso pubblicato dal Ministero della Cultura. Tra questi anche il capoluogo marchigiano. “Un primo passo che conferma la vitalità dei territori e la volontà diffusa di investire nella cultura come motore di sviluppo, coesione sociale e rigenerazione urbana”. Di seguito l’elenco delle città e delle Unioni di comuni che hanno presentato la manifestazione di interesse entro il termine fissato da bando al 3 luglio 2025: 1. Anagni (Frosinone) – Lazio 2. Ancona – Marche 3. Bacoli (Napoli) – Campania 4. Benevento – Campania 5. Catania – Sicilia 6. Colle di Val d'Elsa (Siena) – Toscana 7. Fiesole (Firenze) – Toscana 8. Forlì – Emilia-Romagna 9. Galatina (Lecce) – Puglia 10. Gioia Tauro (Reggio Calabria) – Calabria 11. Gravina in Puglia (Bari) – Puglia 12. Massa – Toscana 13. Melfi (Potenza) – Basilicata 14. Mirabella Eclano (Avellino) – Campania 15. Moncalieri (Torino) – Piemonte 16. Pieve di Soligo (Treviso) – Veneto 17. Pomezia (Roma) – Lazio 18. Rozzano (Milano) – Lombardia 19. Sala Consilina (Salerno) – Campania 20. Sarzana (La Spezia) – Liguria 21. Sessa Aurunca (Caserta) - Campania 22. Tarquinia (Viterbo) – Lazio 23. Unione dei comuni “Città Caudina” – Campania 24. Valeggio sul Mincio (Verona) – Veneto 25. Vieste (Foggia) – Puglia Le candidature provengono da tutto il territorio nazionale, spiega il Mic, e rappresentano un ampio spettro di realtà urbane, storiche e culturali: dalle città d’arte alle aree interne, dai borghi alle aggregazioni di Comuni. Con questa prima fase si apre ufficialmente il percorso verso la designazione della Capitale Italiana della Cultura 2028. I Comuni che hanno presentato manifestazione di interesse saranno ora chiamati a formalizzare la loro candidatura predisponendo, entro il 25 settembre 2025, un dossier di candidatura contenente il progetto culturale, le strategie di sviluppo territoriale, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi. Il titolo di "Capitale italiana della Cultura" ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e creativo delle città italiane e di promuovere politiche pubbliche innovative basate sulla cultura come leva di crescita, inclusione e attrattività. Nel corso degli anni, numerose città hanno beneficiato di questa opportunità, avviando processi di trasformazione e sviluppo. Dopo le esperienze di Matera (2019 come Capitale Europea), Parma (2020-21), Procida (2022), Bergamo e Brescia (2023), Pesaro (2024) e Agrigento (2025), il titolo per il 2026 è stato assegnato a L’Aquila e per il 2027 a Pordenone. Successivamente, una Giuria di esperti nominata con decreto ministeriale, selezionerà la città vincitrice che sarà proclamata entro marzo del 2026. Dichiarazioni del sindaco Daniele Silvetti e dell'assessore alla Cultura Marta Paraventi: "La candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura nasce dalla volontà forte e condivisa di rimettere la cultura al centro della progettualità cittadina. È da qui che vogliamo ripartire: dalla capacità di fare visione, di costruire il futuro di Ancona guardando con consapevolezza al suo passato e alla sua identità. Rimettere al centro la cultura significa riconoscere l’anima più autentica di questa città: il suo patrimonio storico, artistico e sociale, ma anche – e soprattutto – la sua profonda e antica vocazione marittima. Ancona è città di porto, di approdi e partenze, di rotte intrecciate e di scambi. È capitale naturale dell’Adriatico, un punto di riferimento che oggi vogliamo far emergere con ancora più forza. La nostra proposta parte da un’idea chiara: ridisegnare il futuro di Ancona attraverso ciò che la rende unica. Svelare i suoi segreti, riportarla al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, superare quella patina di anonimato sedimentata negli anni, e costruire, intorno alla cultura, una nuova centralità cittadina. Vogliamo che Ancona torni ad avere un’immagine definita, forte, riconoscibile: un brand culturale, che rifletta la sua identità storica e il suo sguardo verso il futuro. Questo percorso non riguarda solo la cultura in senso stretto. La candidatura è anche un’occasione per creare sinergie tra tutti i settori della città: dall’economia alla formazione, dal turismo alla sostenibilità, fino all’impresa e alla rigenerazione urbana. È un progetto che si fonda sul coinvolgimento attivo di tutta la comunità: istituzioni, operatori, associazioni, cittadini. Questa candidatura è già un’opportunità storica. Sarà un’occasione di studio, di confronto, di visione, e getterà le basi per lo sviluppo culturale e identitario di Ancona nei prossimi decenni. Crediamo profondamente in questo cammino e nel valore che potrà generare per la città, oggi e domani".
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CULTURA
Capitale Italiana della Cultura 2028, Ancona tra le città candidate
Secondo quanto riportato dal Mic in una nota, sono 25 i Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di "Capitale italiana della Cultura" per l’anno 2028 rispondendo all’avviso pubblicato dal Ministero della Cultura.
Tra questi anche il capoluogo marchigiano.
“Un primo passo che conferma la vitalità dei territori e la volontà diffusa di investire nella cultura come motore di sviluppo, coesione sociale e rigenerazione urbana”.
Di seguito l’elenco delle città e delle Unioni di comuni che hanno presentato la manifestazione di interesse entro il termine fissato da bando al 3 luglio 2025:
1. Anagni (Frosinone) – Lazio
2. Ancona – Marche
3. Bacoli (Napoli) – Campania
4. Benevento – Campania
5. Catania – Sicilia
6. Colle di Val d'Elsa (Siena) – Toscana
7. Fiesole (Firenze) – Toscana
8. Forlì – Emilia-Romagna
9. Galatina (Lecce) – Puglia
10. Gioia Tauro (Reggio Calabria) – Calabria
11. Gravina in Puglia (Bari) – Puglia
12. Massa – Toscana
13. Melfi (Potenza) – Basilicata
14. Mirabella Eclano (Avellino) – Campania
15. Moncalieri (Torino) – Piemonte
16. Pieve di Soligo (Treviso) – Veneto
17. Pomezia (Roma) – Lazio
18. Rozzano (Milano) – Lombardia
19. Sala Consilina (Salerno) – Campania
20. Sarzana (La Spezia) – Liguria
21. Sessa Aurunca (Caserta) - Campania
22. Tarquinia (Viterbo) – Lazio
23. Unione dei comuni “Città Caudina” – Campania
24. Valeggio sul Mincio (Verona) – Veneto
25. Vieste (Foggia) – Puglia
Le candidature provengono da tutto il territorio nazionale, spiega il Mic, e rappresentano un ampio spettro di realtà urbane, storiche e culturali: dalle città d’arte alle aree interne, dai borghi alle aggregazioni di Comuni.
Con questa prima fase si apre ufficialmente il percorso verso la designazione della Capitale Italiana della Cultura 2028. I Comuni che hanno presentato manifestazione di interesse saranno ora chiamati a formalizzare la loro candidatura predisponendo, entro il 25 settembre 2025, un dossier di candidatura contenente il progetto culturale, le strategie di sviluppo territoriale, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi.
Il titolo di "Capitale italiana della Cultura" ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e creativo delle città italiane e di promuovere politiche pubbliche innovative basate sulla cultura come leva di crescita, inclusione e attrattività.
Nel corso degli anni, numerose città hanno beneficiato di questa opportunità, avviando processi di trasformazione e sviluppo. Dopo le esperienze di Matera (2019 come Capitale Europea), Parma (2020-21), Procida (2022), Bergamo e Brescia (2023), Pesaro (2024) e Agrigento (2025), il titolo per il 2026 è stato assegnato a L’Aquila e per il 2027 a Pordenone.
Successivamente, una Giuria di esperti nominata con decreto ministeriale, selezionerà la città vincitrice che sarà proclamata entro marzo del 2026.
Dichiarazioni del sindaco Daniele Silvetti e dell'assessore alla Cultura Marta Paraventi: "La candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura nasce dalla volontà forte e condivisa di rimettere la cultura al centro della progettualità cittadina. È da qui che vogliamo ripartire: dalla capacità di fare visione, di costruire il futuro di Ancona guardando con consapevolezza al suo passato e alla sua identità.
Rimettere al centro la cultura significa riconoscere l’anima più autentica di questa città: il suo patrimonio storico, artistico e sociale, ma anche – e soprattutto – la sua profonda e antica vocazione marittima. Ancona è città di porto, di approdi e partenze, di rotte intrecciate e di scambi. È capitale naturale dell’Adriatico, un punto di riferimento che oggi vogliamo far emergere con ancora più forza.
La nostra proposta parte da un’idea chiara: ridisegnare il futuro di Ancona attraverso ciò che la rende unica. Svelare i suoi segreti, riportarla al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, superare quella patina di anonimato sedimentata negli anni, e costruire, intorno alla cultura, una nuova centralità cittadina. Vogliamo che Ancona torni ad avere un’immagine definita, forte, riconoscibile: un brand culturale, che rifletta la sua identità storica e il suo sguardo verso il futuro.
Questo percorso non riguarda solo la cultura in senso stretto. La candidatura è anche un’occasione per creare sinergie tra tutti i settori della città: dall’economia alla formazione, dal turismo alla sostenibilità, fino all’impresa e alla rigenerazione urbana. È un progetto che si fonda sul coinvolgimento attivo di tutta la comunità: istituzioni, operatori, associazioni, cittadini.
Questa candidatura è già un’opportunità storica. Sarà un’occasione di studio, di confronto, di visione, e getterà le basi per lo sviluppo culturale e identitario di Ancona nei prossimi decenni.
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Capitale Italiana della Cultura 2028, Ancona tra le città candidate
Secondo quanto riportato dal Mic in una nota, sono 25 i Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di "Capitale italiana della Cultura" per l’anno 2028 rispondendo all’avviso pubblicato dal Ministero della Cultura.
Tra questi anche il capoluogo marchigiano.
“Un primo passo che conferma la vitalità dei territori e la volontà diffusa di investire nella cultura come motore di sviluppo, coesione sociale e rigenerazione urbana”.
Di seguito l’elenco delle città e delle Unioni di comuni che hanno presentato la manifestazione di interesse entro il termine fissato da bando al 3 luglio 2025:
1. Anagni (Frosinone) – Lazio
2. Ancona – Marche
3. Bacoli (Napoli) – Campania
4. Benevento – Campania
5. Catania – Sicilia
6. Colle di Val d'Elsa (Siena) – Toscana
7. Fiesole (Firenze) – Toscana
8. Forlì – Emilia-Romagna
9. Galatina (Lecce) – Puglia
10. Gioia Tauro (Reggio Calabria) – Calabria
11. Gravina in Puglia (Bari) – Puglia
12. Massa – Toscana
13. Melfi (Potenza) – Basilicata
14. Mirabella Eclano (Avellino) – Campania
15. Moncalieri (Torino) – Piemonte
16. Pieve di Soligo (Treviso) – Veneto
17. Pomezia (Roma) – Lazio
18. Rozzano (Milano) – Lombardia
19. Sala Consilina (Salerno) – Campania
20. Sarzana (La Spezia) – Liguria
21. Sessa Aurunca (Caserta) - Campania
22. Tarquinia (Viterbo) – Lazio
23. Unione dei comuni “Città Caudina” – Campania
24. Valeggio sul Mincio (Verona) – Veneto
25. Vieste (Foggia) – Puglia
Le candidature provengono da tutto il territorio nazionale, spiega il Mic, e rappresentano un ampio spettro di realtà urbane, storiche e culturali: dalle città d’arte alle aree interne, dai borghi alle aggregazioni di Comuni.
Con questa prima fase si apre ufficialmente il percorso verso la designazione della Capitale Italiana della Cultura 2028. I Comuni che hanno presentato manifestazione di interesse saranno ora chiamati a formalizzare la loro candidatura predisponendo, entro il 25 settembre 2025, un dossier di candidatura contenente il progetto culturale, le strategie di sviluppo territoriale, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi.
Il titolo di "Capitale italiana della Cultura" ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e creativo delle città italiane e di promuovere politiche pubbliche innovative basate sulla cultura come leva di crescita, inclusione e attrattività.
Nel corso degli anni, numerose città hanno beneficiato di questa opportunità, avviando processi di trasformazione e sviluppo. Dopo le esperienze di Matera (2019 come Capitale Europea), Parma (2020-21), Procida (2022), Bergamo e Brescia (2023), Pesaro (2024) e Agrigento (2025), il titolo per il 2026 è stato assegnato a L’Aquila e per il 2027 a Pordenone.
Successivamente, una Giuria di esperti nominata con decreto ministeriale, selezionerà la città vincitrice che sarà proclamata entro marzo del 2026.
Dichiarazioni del sindaco Daniele Silvetti e dell'assessore alla Cultura Marta Paraventi: "La candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura nasce dalla volontà forte e condivisa di rimettere la cultura al centro della progettualità cittadina. È da qui che vogliamo ripartire: dalla capacità di fare visione, di costruire il futuro di Ancona guardando con consapevolezza al suo passato e alla sua identità.
Rimettere al centro la cultura significa riconoscere l’anima più autentica di questa città: il suo patrimonio storico, artistico e sociale, ma anche – e soprattutto – la sua profonda e antica vocazione marittima. Ancona è città di porto, di approdi e partenze, di rotte intrecciate e di scambi. È capitale naturale dell’Adriatico, un punto di riferimento che oggi vogliamo far emergere con ancora più forza.
La nostra proposta parte da un’idea chiara: ridisegnare il futuro di Ancona attraverso ciò che la rende unica. Svelare i suoi segreti, riportarla al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, superare quella patina di anonimato sedimentata negli anni, e costruire, intorno alla cultura, una nuova centralità cittadina. Vogliamo che Ancona torni ad avere un’immagine definita, forte, riconoscibile: un brand culturale, che rifletta la sua identità storica e il suo sguardo verso il futuro.
Questo percorso non riguarda solo la cultura in senso stretto. La candidatura è anche un’occasione per creare sinergie tra tutti i settori della città: dall’economia alla formazione, dal turismo alla sostenibilità, fino all’impresa e alla rigenerazione urbana. È un progetto che si fonda sul coinvolgimento attivo di tutta la comunità: istituzioni, operatori, associazioni, cittadini.
Questa candidatura è già un’opportunità storica. Sarà un’occasione di studio, di confronto, di visione, e getterà le basi per lo sviluppo culturale e identitario di Ancona nei prossimi decenni.
Crediamo profondamente in questo cammino e nel valore che potrà generare per la città, oggi e domani".
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