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ATTUALITà |
da Fabio Lo Savio |
Le dichiarazioni di Gianni Ciotti, socio della BCC di Ancona e Falconara |
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Gianni Ciotti, socio della BCC di Ancona e Falconara rende noto quanto segue: In qualità di socio storico della BCC di Ancona Falconara, ho preso atto della bufera, conseguente alle dimissioni della maggioranza, 5, dei Consiglieri della Banca, nel mese di giugno 2025. Non avrei mai immaginato che si sarebbe potuta verificare una così grave contestazione al Presidente in carica, che, come è riportato dagli organi di informazione: “Propone e ottiene una modalità irrituale per autenticare le firme delle deleghe dei soci al voto”. Sul punto, uno dei Consiglieri dimissionari, scrive che: “La riserva esclusiva dell’autenticazione in capo al Presidente e ai Notai, in deroga alle prassi consolidate che prevedevano l’autenticazione da parte anche degli altri amministratori, e dei funzionari di banca, avrà effetto di ostacolare la possibilità di partecipazione libera e paritaria alle elezioni. Tale scelta priva di ogni giustificazione, compromette le condizioni di democraticità del processo assembleare”. Datosi atto di quanto sopra, ritengo, quanto meno doveroso esprimere il mio parere su un fatto, che ritengo grave, che non mi risulta si sia mai verificato. Da quando le nomine alle cariche sociali, hanno avuto collateralità evidenti, è immaginabile che possano verificarsi situazioni del genere, come sostiene uno dei Consiglieri dimissionari, in merito alla loro sostituzione, e cioè che: “La votazione dei cinque nuovi Consiglieri riconfermerebbe la sfiducia già espressa al Presidente Catana nei fatti, dalla maggioranza del Cda, il tutto aggravato dalle decisioni dallo stesso volte ad imporre un contesto di voto viziato da condizioni discriminatorie o da ostacoli procedurali surrettizi”. Ed ancora è detto: “Per cui, con questa modalità di autentica, i soci che si sentono rappresentati dai dimissionari, costituenti la maggioranza dell’elettorato attivo, si troverebbero di fatto a manifestare il proprio dissenso nelle mani dello stesso Catana”. Preso atto di quanto sopra, si ritiene che l’assemblea del 26 luglio prossimo avente ad oggetto la: “Nomina di cinque componenti del Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2386 cod.civ. per gli esercizi 2025-2026”, vada sospesa/annullata, non solo perché la veemenza e la gravità dei contrasti emersi all’interno del CdA fa apparire pienamente comprensibile e senz’altro “giustificata” la scelta delle dimissioni fatta dalla maggioranza dei membri del CdA, da intendersi come decisione, ma anche e più ancora, perché è inimmaginabile che un Cda, nel quale si dimettono il 55% dei Consiglieri non si presenti interamente dimissionario, dando alla compagine sociale tutta la possibilità di presentare candidature alle cariche nel Consiglio di Amministrazione previa compilazione di elenchi di candidati da sottoporre alla valutazione della Capogruppo, e poi ai soci tutti, senza doverne subire gli indirizzi dai quali è auspicabile che non sia derivata la decisione delle intervenute dimissioni. Ma soprattutto è impensabile che, prima di tale assemblea, NON ne venga convocata un’altra, con all’ORDINE del giorno i chiarimenti sulle motivazioni delle intervenute dimissioni della maggioranza dei Consiglieri, perché è fondamentale NON solo saperne le effettive gravi motivazioni/divergenze intervenute, ma anche sapere chi abbia fornito i NOMINATIVI dei nuovi candidati, che come dice il Presidente: “con questa nuova lista di candidati consiglieri, vogliamo inserire nel Consiglio di Amministrazione, professionalità di rilievo che contribuiranno a perseguire i progetti avviati dall’organo di amministrazione della banca” . Ritengo, infine, che l’intera compagine sociale debba essere adeguatamente informata di tutto quanto intervenuto, per cui è fondamentale procedere nei termini sopra indicati, per dare ai 4.662 soci adeguati chiarimenti su quanto verificatosi, il tutto in una assemblea che sia possibile seguire anche on line che permetta ai soci tutti di avere certezze sulla persona adatta a gestire una realtà di tali dimensioni non lasciando NULLA al caso, né all’improvvisazione di pochi intoccabili. |
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ATTUALITà
Le dichiarazioni di Gianni Ciotti, socio della BCC di Ancona e Falconara
Gianni Ciotti, socio della BCC di Ancona e Falconara rende noto quanto segue: In qualità di socio storico della BCC di Ancona Falconara, ho preso atto della bufera, conseguente alle dimissioni della maggioranza, 5, dei Consiglieri della Banca, nel mese di giugno 2025.
Non avrei mai immaginato che si sarebbe potuta verificare una così grave contestazione al Presidente in carica, che, come è riportato dagli organi di informazione: “Propone e ottiene una modalità irrituale per autenticare le firme delle deleghe dei soci al voto”.
Sul punto, uno dei Consiglieri dimissionari, scrive che: “La riserva esclusiva dell’autenticazione in capo al Presidente e ai Notai, in deroga alle prassi consolidate che prevedevano l’autenticazione da parte anche degli altri amministratori, e dei funzionari di banca, avrà effetto di ostacolare la possibilità di partecipazione libera e paritaria alle elezioni. Tale scelta priva di ogni giustificazione, compromette le condizioni di democraticità del processo assembleare”.
Datosi atto di quanto sopra, ritengo, quanto meno doveroso esprimere il mio parere su un fatto, che ritengo grave, che non mi risulta si sia mai verificato.
Da quando le nomine alle cariche sociali, hanno avuto collateralità evidenti, è immaginabile che possano verificarsi situazioni del genere, come sostiene uno dei Consiglieri dimissionari, in merito alla loro sostituzione, e cioè che: “La votazione dei cinque nuovi Consiglieri riconfermerebbe la sfiducia già espressa al Presidente Catana nei fatti, dalla maggioranza del Cda, il tutto aggravato dalle decisioni dallo stesso volte ad imporre un contesto di voto viziato da condizioni discriminatorie o da ostacoli procedurali surrettizi”. Ed ancora è detto: “Per cui, con questa modalità di autentica, i soci che si sentono rappresentati dai dimissionari, costituenti la maggioranza dell’elettorato attivo, si troverebbero di fatto a manifestare il proprio dissenso nelle mani dello stesso Catana”.
Preso atto di quanto sopra, si ritiene che l’assemblea del 26 luglio prossimo avente ad oggetto la: “Nomina di cinque componenti del Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2386 cod.civ. per gli esercizi 2025-2026”, vada sospesa/annullata, non solo perché la veemenza e la gravità dei contrasti emersi all’interno del CdA fa apparire pienamente comprensibile e senz’altro “giustificata” la scelta delle dimissioni fatta dalla maggioranza dei membri del CdA, da intendersi come decisione, ma anche e più ancora, perché è inimmaginabile che un Cda, nel quale si dimettono il 55% dei Consiglieri non si presenti interamente dimissionario, dando alla compagine sociale tutta la possibilità di presentare candidature alle cariche nel Consiglio di Amministrazione previa compilazione di elenchi di candidati da sottoporre alla valutazione della Capogruppo, e poi ai soci tutti, senza doverne subire gli indirizzi dai quali è auspicabile che non sia derivata la decisione delle intervenute dimissioni.
Ma soprattutto è impensabile che, prima di tale assemblea, NON ne venga convocata un’altra, con all’ORDINE del giorno i chiarimenti sulle motivazioni delle intervenute dimissioni della maggioranza dei Consiglieri, perché è fondamentale NON solo saperne le effettive gravi motivazioni/divergenze intervenute, ma anche sapere chi abbia fornito i NOMINATIVI dei nuovi candidati, che come dice il Presidente: “con questa nuova lista di candidati consiglieri, vogliamo inserire nel Consiglio di Amministrazione, professionalità di rilievo che contribuiranno a perseguire i progetti avviati dall’organo di amministrazione della banca” .
Ritengo, infine, che l’intera compagine sociale debba essere adeguatamente informata di tutto quanto intervenuto, per cui è fondamentale procedere nei termini sopra indicati, per dare ai 4.662 soci adeguati chiarimenti su quanto verificatosi, il tutto in una assemblea che sia possibile seguire anche on line che permetta ai soci tutti di avere certezze sulla persona adatta a gestire una realtà di tali dimensioni non lasciando NULLA al caso, né all’improvvisazione di pochi intoccabili.
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Le dichiarazioni di Gianni Ciotti, socio della BCC di Ancona e Falconara
Gianni Ciotti, socio della BCC di Ancona e Falconara rende noto quanto segue: In qualità di socio storico della BCC di Ancona Falconara, ho preso atto della bufera, conseguente alle dimissioni della maggioranza, 5, dei Consiglieri della Banca, nel mese di giugno 2025.
Non avrei mai immaginato che si sarebbe potuta verificare una così grave contestazione al Presidente in carica, che, come è riportato dagli organi di informazione: “Propone e ottiene una modalità irrituale per autenticare le firme delle deleghe dei soci al voto”.
Sul punto, uno dei Consiglieri dimissionari, scrive che: “La riserva esclusiva dell’autenticazione in capo al Presidente e ai Notai, in deroga alle prassi consolidate che prevedevano l’autenticazione da parte anche degli altri amministratori, e dei funzionari di banca, avrà effetto di ostacolare la possibilità di partecipazione libera e paritaria alle elezioni. Tale scelta priva di ogni giustificazione, compromette le condizioni di democraticità del processo assembleare”.
Datosi atto di quanto sopra, ritengo, quanto meno doveroso esprimere il mio parere su un fatto, che ritengo grave, che non mi risulta si sia mai verificato.
Da quando le nomine alle cariche sociali, hanno avuto collateralità evidenti, è immaginabile che possano verificarsi situazioni del genere, come sostiene uno dei Consiglieri dimissionari, in merito alla loro sostituzione, e cioè che: “La votazione dei cinque nuovi Consiglieri riconfermerebbe la sfiducia già espressa al Presidente Catana nei fatti, dalla maggioranza del Cda, il tutto aggravato dalle decisioni dallo stesso volte ad imporre un contesto di voto viziato da condizioni discriminatorie o da ostacoli procedurali surrettizi”. Ed ancora è detto: “Per cui, con questa modalità di autentica, i soci che si sentono rappresentati dai dimissionari, costituenti la maggioranza dell’elettorato attivo, si troverebbero di fatto a manifestare il proprio dissenso nelle mani dello stesso Catana”.
Preso atto di quanto sopra, si ritiene che l’assemblea del 26 luglio prossimo avente ad oggetto la: “Nomina di cinque componenti del Consiglio di Amministrazione ai sensi dell’art. 2386 cod.civ. per gli esercizi 2025-2026”, vada sospesa/annullata, non solo perché la veemenza e la gravità dei contrasti emersi all’interno del CdA fa apparire pienamente comprensibile e senz’altro “giustificata” la scelta delle dimissioni fatta dalla maggioranza dei membri del CdA, da intendersi come decisione, ma anche e più ancora, perché è inimmaginabile che un Cda, nel quale si dimettono il 55% dei Consiglieri non si presenti interamente dimissionario, dando alla compagine sociale tutta la possibilità di presentare candidature alle cariche nel Consiglio di Amministrazione previa compilazione di elenchi di candidati da sottoporre alla valutazione della Capogruppo, e poi ai soci tutti, senza doverne subire gli indirizzi dai quali è auspicabile che non sia derivata la decisione delle intervenute dimissioni.
Ma soprattutto è impensabile che, prima di tale assemblea, NON ne venga convocata un’altra, con all’ORDINE del giorno i chiarimenti sulle motivazioni delle intervenute dimissioni della maggioranza dei Consiglieri, perché è fondamentale NON solo saperne le effettive gravi motivazioni/divergenze intervenute, ma anche sapere chi abbia fornito i NOMINATIVI dei nuovi candidati, che come dice il Presidente: “con questa nuova lista di candidati consiglieri, vogliamo inserire nel Consiglio di Amministrazione, professionalità di rilievo che contribuiranno a perseguire i progetti avviati dall’organo di amministrazione della banca” .
Ritengo, infine, che l’intera compagine sociale debba essere adeguatamente informata di tutto quanto intervenuto, per cui è fondamentale procedere nei termini sopra indicati, per dare ai 4.662 soci adeguati chiarimenti su quanto verificatosi, il tutto in una assemblea che sia possibile seguire anche on line che permetta ai soci tutti di avere certezze sulla persona adatta a gestire una realtà di tali dimensioni non lasciando NULLA al caso, né all’improvvisazione di pochi intoccabili.

