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comunicato stampa

Slow Food: "La Regione ha cominciato a interessarsi del mosciolo troppo tardi, doveva pensare ai ristori per i pescatori"

3' di lettura

Abbiamo letto sulla stampa locale dichiarazioni secondo le quali la riunione che si è svolta in Regione mercoledì 16 scorso sulla problematica del mosciolo si sarebbe conclusa con la condivisione di tutti i presenti, compresa quindi la Condotta Slow Food.

Ci rincresce dover comunicare che ciò non corrisponde alla realtà, dato che la decisione che ha concluso la riunione non è compatibile con la nostra posizione, comunicata in maniera chiara e trasparente negli ultimi mesi e, alle istituzioni, già da dicembre 2024. Compiendo uno sforzo, possiamo provare a comprendere la soluzione di compromesso attuata per questa stagione – cioè, anticipare la chiusura della pesca al 15 agosto – ma senza condividerla.

Senza entrare in polemiche, esponiamo alcune considerazioni sufficienti a motivare il nostro dissenso.

Nell’ultimo periodo è stato affermato più volte, da tutte le parti in causa, che gli esemplari adulti di mosciolo sono pochissimi, presenti soprattutto a profondità maggiori. Poiché secondo gli esperti scientifici questi esemplari sono molto importanti per il futuro del mosciolo, raccoglierli sembra contro logica, pescando, peraltro, a fronte di un guadagno modesto visti i ridotti quantitativi.

Dobbiamo invece far presente che a nostro avviso la Regione ha cominciato a interessarsi del mosciolo troppo tardi, trascurando completamente gli aspetti ambientali del Conero, di cui il mosciolo è elemento importante. Prendere come modello e metodo il tavolo tecnico istituito in Comune a fine 2023 sarebbe stato un approccio maggiormente efficace e in grado di integrare tutte le competenze coinvolte in questa questione, evitando di ritrovarsi a luglio 2025 nella situazione attuale.

La Regione doveva certamente pensare ai ristori per i pescatori, ma coordinandoli opportunamente con la chiusura della pesca: mettere in simultanea la chiusura della pesca e i ristori a nostro avviso è stato un errore che ha causato problemi sia per i pescatori che per il mosciolo; senza dire che le chiusure a singhiozzo di questo periodo sono state poco comprensibili per tutti, non ultimi i ristoratori di Portonovo.

Come anticipato, si trova agli atti la nostra nota scritta nel dicembre 2024, nella quale segnalavamo a tutti la necessità di disporre la chiusura integrale della pesca 2025 già nei primi mesi del 2025 per vari motivi, primo dei quali avere il tempo per predisporre i ristori per i pescatori. Ritenevamo logico che la chiusura fosse la premessa indispensabile per iniziare la procedura per i ristori, evitando di portare la situazione in un vicolo cieco dal quale si sta cercando di uscire con modi che non possiamo condividere.

Concludiamo dicendo che anche grazie al nostro impegno nel segnalare tempestivamente e ripetutamente l'emergenza legata al mosciolo, sostenuta e diffusa anche da altre associazioni, i pescatori hanno ottenuto un primo ristoro dalla Regione Marche; di questo ci riteniamo soddisfatti, e crediamo che ciò sia solo l'inizio di un percorso – intrapreso con il tavolo tecnico – per tutelare sia i pescatori che una specie che da sempre caratterizza fortemente il nostro mare.

Un ringraziamento alle tante associazioni e ai numerosi cittadini che condividono la posizione di Slow Food, e in particolare al Sindaco Daniele Silvetti, dal quale gli anconetani si sentono pienamente rappresentati a favore del mosciolo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2025 alle 17:06 sul giornale del 21 luglio 2025 - 44 letture






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