CNDDU: "Accessibilità negata a Palombina, la spiaggia diventa uno spazio di disuguaglianza"
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene con fermezza rispetto alla grave situazione verificatasi presso la località balneare di Palombina, nel territorio compreso tra Ancona e Falconara Marittima, dove l’accesso alla spiaggia per le persone con disabilità è ostacolato da una serie di criticità strutturali, normative e, soprattutto, culturali.
I dati riportati dagli organi di stampa parlano chiaro: su otto stalli riservati ai disabili, quattro risultano soggetti a limitazione oraria (dalle 8 alle 12), rendendo indisponibile il 50% dei parcheggi oltre quell’orario. Una scelta normativa – disciplinata dall’ordinanza comunale n. 61902 del 27 giugno 2008 – che appare anacronistica, irragionevole e in contrasto con i principi fondamentali di uguaglianza sanciti dalla Costituzione italiana (art. 3) e con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia in virtù della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Ci troviamo di fronte non a una semplice inefficienza amministrativa, ma a un sintomo ben più grave: la sistematica trascuratezza nei confronti del diritto all’accesso, alla mobilità e alla fruizione equa degli spazi pubblici da parte delle persone con disabilità. È del tutto inaccettabile che, nel 2025, si debba ancora affrontare una “corsa a ostacoli” per raggiungere una spiaggia, tra barriere architettoniche, vegetazione incolta, motorini parcheggiati nei pressi delle rampe di accesso e alberi pericolanti caduti lungo i percorsi.
La presenza di un ascensore sul cavalcavia – potenzialmente simbolo di inclusione – si svuota di significato quando l’accesso stesso a quel punto risulta impraticabile. Peggio ancora, l’assenza di controlli e l’indifferenza verso i comportamenti di sosta selvaggia nei pressi degli stalli riservati disegnano uno scenario che non è solo disfunzionale, ma palesemente discriminatorio.
Il CNDDU:
- Condanna con forza la scelta di limitare temporalmente l’utilizzo di stalli riservati alle persone con disabilità, pratica che nega, di fatto, la piena e libera fruizione degli spazi pubblici.
- Chiede con urgenza la revisione dell’ordinanza 61902/2008, nella direzione di una piena conformità ai principi di accessibilità e non discriminazione.
- Sollecita il Comune di Ancona ad assumere immediate responsabilità rispetto alla manutenzione dei percorsi pedonali, alla sicurezza della vegetazione e alla gestione della mobilità nei pressi degli accessi al mare.
- Invita le autorità locali a un cambio di paradigma culturale, affinché le politiche urbane siano concepite non solo per “adeguarsi” alle esigenze delle persone con disabilità, ma per riconoscere queste stesse esigenze come diritto indisponibile, centrale nella progettazione di qualunque spazio pubblico.
I diritti non vanno a orario. L’accessibilità non è una concessione, ma un obbligo dello Stato e delle sue articolazioni. È ora che le istituzioni locali abbandonino la logica dell’eccezione e garantiscano il rispetto sistematico e concreto della dignità delle persone.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2025 alle 07:38 sul giornale del 31 luglio 2025 - 129 letture
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