Gioco pubblico, l’importanza della formazione per un gambling sicuro e responsabile
In tutti i posti di lavoro, la formazione continua è un diritto ma anche un dovere. E’ un’opportunità di crescita, un investimento dell’azienda, un’occasione per ampliare i propri orizzonti.
Ci sono settori, poi, dove la formazione diventa un elemento chiave per garantire legalità, sicurezza e benessere dei clienti. Stiamo parlando del gioco d’azzardo, un comparto in cui la formazione sta assumendo un ruolo di primo piano negli ultimi anni.
“In un contesto in cui il gioco è sempre più accessibile e pervasivo, dotare gli operatori e i gestori di sale gioco degli strumenti necessari per riconoscere e prevenire comportamenti a rischio è oggi una priorità, riconosciuta tanto dalle istituzioni quanto dagli operatori del settore” spiega in esclusiva l’esperta Silvia Urso, della redazione di Giochi di Slot. Un adempimento normativo, certo, ma anche uno strumento di prevenzione capace di incidere sulla salute pubblica, sulla sicurezza e sulla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. Ma in cosa deve consistere la formazione per addetti ai lavori nell’ambito del gambling?
I percorsi formativi si concentrano su diversi ambiti: si parte dalla conoscenza della normativa e dalle tecniche per identificare comportamenti problematici, passando per la gestione delle relazioni con i clienti, fino al riconoscimento dei segnali precoci di dipendenza. “Un tipo di formazione che è fondamentale non solo per chi lavora direttamente con i giocatori – continua ancora Silvia Urso di Giochi di Slot - ma anche per i funzionari pubblici e i professionisti del settore sociosanitario, chiamati a monitorare e intervenire in caso di gioco patologico”. E in senso è da sottolineare l’impegno delle regioni e degli enti locali nell’organizzare corsi e programmi specifici, spesso cofinanziati attraverso fondi pubblici nazionali o risorse sanitarie. Tra le regioni più virtuose figura la Lombardia, ma campagne di formazione e di informazione sono ormai diffuse su tutto il territorio nazionale grazie al coordinamento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato.
Formare vuol dire infatti creare i presupposti per un gioco responsabile, unendo tutte quelle pratiche e strategie che puntano a ridurre i rischi, tutelare i giocatori e promuovere un uso consapevole e misurato del gioco. “La formazione ha un ruolo centrale nell’educare gli operatori a riconoscere i comportamenti compulsivi – continua l’esperta - a indirizzare i giocatori verso servizi di aiuto, a comunicare in modo trasparente e a evitare strategie promozionali aggressive. La prevenzione del gioco patologico passa anche attraverso l’intelligenza artificiale e le tecnologie predittive, ma senza una componente umana preparata e consapevole, nessun sistema automatizzato può essere davvero efficace”.
Non solo gioco responsabile, la formazione degli addetti ai lavori mira anche a contrastare fenomeni criminali che trovano nell’azzardo un possibile canale di ingresso. Ci riferiamo soprattutto al rischio di riciclaggio di denaro, reale e costante, soprattutto nel comparto terrestre, ma anche dinamiche di genere, come il rischio che il gioco diventi contesto di violenza economica o psicologica nei confronti delle donne. “La crescente partecipazione femminile al gioco d’azzardo impone un aggiornamento delle strategie di tutela – conclude Silvia Urso - È necessario dunque che gli operatori siano formati per riconoscere segnali di disagio e che sappiano come intervenire quando il gioco si intreccia con situazioni di abuso o dipendenza. Servono percorsi formativi mirati, capaci di affrontare la questione non solo da un punto di vista sanitario, ma anche culturale e sociale”.
Per questo la formazione è fondamentale. Per non lasciare indietro nessuno.
Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2025 alle 22:27 sul giornale del 04 agosto 2025 - 11 letture
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