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comunicato stampa

Sindacati su Conerobus: "No alle riduzioni di organico e salari"

4' di lettura

No alla riduzione di organico e no alla riduzione dei salari.

Incertezza sul futuro dell’azienda di trasporto pubblico: difficoltà economiche e rischio occupazionale per i dipendenti. I soci tacciono sul piano di rilancio.

Cresce l’allarme attorno a Conerobus, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale ad Ancona e nei comuni limitrofi. A preoccupare non è solo la crisi finanziaria in cui versa la società, ma anche l’assenza di un piano industriale in grado di tracciare un percorso di rilancio credibile e condiviso.

Nonostante i ripetuti appelli e le sollecitazioni da parte di sindacati e lavoratori, ad oggi non è stato ancora presentato alcun documento ufficiale che delinei le strategie future dell’azienda. E questo silenzio pesa come un macigno, alimentando l’incertezza su un servizio essenziale per i cittadini e su centinaia di posti di lavoro.

Le difficoltà economiche di Conerobus sono ormai sotto gli occhi di tutti. Secondo quanto emerso da recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa da esponenti dell’azienda e dello stesso Comune di Ancona – che è il socio principale della società – i bilanci non risultano ancora chiusi e si prevedono perdite consistenti. Un segnale allarmante che testimonia la gravità della situazione e che lascia spazio a poche interpretazioni.

Il Comune e i soci, pur riconoscendo la complessità del momento, non hanno ancora fornito indicazioni chiare su come intendono intervenire per scongiurare un tracollo che avrebbe conseguenze pesanti non solo sui servizi offerti ai cittadini, ma anche sull’occupazione.

Le organizzazioni sindacali, in data 8 agosto, hanno aperto le procedure di raffreddamento, anche perché da parte dei soci si registra un assoluto disinteresse e un silenzio totale su tutta la questione critica di Conerobus. Una situazione che esaspera il clima interno e alimenta fortemente le tensioni tra i lavoratori.

Una delle cause strutturali della crisi riguarda la cronica mancanza di fondi adeguati a sostenere il servizio. I contratti di servizio sottoscritti tra la Regione Marche e A.T.M.A., e quello tra il Comune di Ancona e Conerobus SpA per i chilometri aggiuntivi, non tengono conto dell’impatto dell’inflazione. Questo meccanismo, che non prevede l’adeguamento automatico dei corrispettivi al crescere dei costi reali, genera squilibri finanziari crescenti e mette in difficoltà l’intero sistema.

Le conseguenze si riflettono inevitabilmente sia sui lavoratori – sempre più sotto pressione – sia sui cittadini, che subiscono tagli ai servizi, disagi e una qualità sempre più compromessa del trasporto pubblico locale.

Ed è proprio sul fronte occupazionale che si registrano le preoccupazioni più forti. Secondo indiscrezioni che circolano con insistenza negli ambienti aziendali e sindacali, l’ipotesi di una riduzione del personale sarebbe concreta e già oggetto di valutazioni da parte della dirigenza.

Un eventuale taglio avrebbe un impatto devastante non solo per i lavoratori direttamente coinvolti, ma per l’intero equilibrio del servizio pubblico, già messo a dura prova da carenze strutturali e da un parco mezzi non sempre all’altezza delle necessità.

Le organizzazioni sindacali non accetteranno mai una riduzione di personale né tantomeno una riduzione dei salari, già tra i più bassi d’Italia nonostante le grandi responsabilità derivanti da questo lavoro.

La situazione di Conerobus interroga direttamente la politica locale. Il Comune di Ancona, nella sua veste di principale socio, e la Provincia di Ancona hanno il dovere di garantire trasparenza, visione strategica e tutela occupazionale. Al momento, però, non arrivano segnali rassicuranti.

Le forze politiche e le istituzioni locali sono chiamate a un’assunzione di responsabilità urgente e non più rinviabile. Servono risposte concrete, non solo promesse. Serve un piano industriale che definisca gli investimenti, le riorganizzazioni e le strategie per riportare l’azienda in equilibrio, salvaguardando al contempo il servizio pubblico e i posti di lavoro.

L’immobilismo non è più un’opzione. Ogni giorno che passa senza un piano chiaro rappresenta un passo verso il baratro per Conerobus. E con essa, rischiano di sprofondare anche i diritti di chi lavora e la qualità della vita di chi si affida ogni giorno al trasporto pubblico. La città merita risposte. I lavoratori meritano certezze. E il tempo, purtroppo, è sempre meno.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2025 alle 14:18 sul giornale del 09 agosto 2025 - 525 letture






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