Manifesto "Design ed ergonomia per le Marche"
Intorno al 1760 la rivoluzione industriale nei Paesi europei, tra propositi e contraddizioni, avvia uno sviluppo sociale con l’affermazione di teorie a tutela dell’uomo nella vivibilità dei luoghi e nella sua capacità creatività.
Nel 1880 l’Arts and crafts di Wiliam Morris e Jhon Ruskin indica i principi etici che il Medioevo aveva stabilito come irrinunciabili per identificare le virtù di chi lavora, la funzionalità organizzativa in relazione a scienza, tecnica, spiritualità, creatività e manualità fabbricatrice.
Il manufatto artigiano diventa bello, utile ed economico per tanti, non ancora per tutti.
Sono i prodromi del design.
Nel 1919 nasce la prima vera e paradigmatica scuola di design al mondo: la Bauhaus,
‘La Casa della costruzione’ che evoca il medievale Bauhütte, la loggia dei muratori a rimarcare l’importanza del lavoro manuale.
La Bauhaus pone l’accento sull'ergonomia, - sulla salute, sicurezza e benessere - dell’uomo da conseguire con la progettazione di oggetti estetici e funzionali a lui adatti.
Dal 1953 la Scuola di Ulm ne perfezionerà il rapporto nella prospettiva di un design ergonomico.
Il termine design circolava già, ma in ristrette cerchie; non era ancora diffuso.
La prima volta che viene ufficialmente usato accade con
l’Expo di Londra del 1851- Cristal Palace della Great exbition,
1°esposizione riconosciuta dal BIE - Bureau International des Expositions.
Gli architetti Basile padre e figlio, italiani attenti alle moderne iniziative, acquisiscono una visione internazionale. Il figlio Ernesto esponente del Modernismo e del Liberty è chiamato a progettare a Roma il Palazzo di Montecitorio sede della Camera dei Deputati del Parlamento. Anticiperanno gli effetti dell’industrializzazione in particolare nel settore italiano dei mobili, con attenzione all’oggetto, risultato di ingegno e unicità.
I Conti Florio legheranno la propria immagine all’innovazione progettuale:
un prodotto dovrà essere unico, funzionale e ricco di significati, caratterizzato dai nuovi indirizzi progettuali e carico pure, degli antichi valori.
Il design coniuga l’antico e il moderno.
La ricerca scientifica e la partecipazione alle manifestazioni internazionali saranno esibite come capacità di agire nella modernità con proposte nuove.
Oreste Ruggeri di Pesaro ne è un esempio.
Partecipa con le sue invenzioni, prodotti di un ‘design ante litteram’,
nel 1900 all’Exposition Universelle et International di Parigi mettendo in evidenza l’intraprendenza personale e la capacità di trasformare l’idea in impresa.
L’Italia, senza i clamori delle altre nazioni europee intanto, oltre a fondare un’industria dal carattere artigianale nell’inestimabile cultura medievale, trova le direttrici dell’innovazione per un reiterato impulso alle arti applicate e all’architettura che genererà il profondo legame tra il genius loci e il territorio con le stratificate ricerche storiche e archeologiche connesse alla relazione tra materia, manufatto e missione.
Nel periodo tra le due guerre incomincia a diffondersi la cultura di progetto e una nuova mentalità imprenditoriale costruita sulla consulenza artistica alle imprese.
Il filosofo Ernest Block la definisce: la nuova era di Pericle.
Nell’elaborare il programma didattico Walter Gropius, primo direttore della Bauhaus, riprende la concezione estetica del collega Bruno Taut che auspica:
“L’unione profonda di tutte le discipline in una nuova arte del costruire che porterà ad una nuova realtà culturale – Gesamtkunstwerk - l’opera d’arte totale, termine citato per primo da Richard Wagner”.
Mutatis mutandis.
Oggi viviamo in Europa, in un clima simile agli esordi della Repubblica di Weimar, in cui si assiste ad un fiorire di iniziative, proposte e progetti, che tuttavia rischiano di divenire velleitari e inefficaci se non partecipati, condivisi e sostenuti da più realtà in una vera e concreta convergenza di discipline: cambiare il ductus lineare in una direzione storica, pacifica e di progresso, è un imperativo categorico per tutti.
Il territorio è l’ambito dal quale ripartire per tracciare il segno, la cifra identitaria della volontà diffusa di rinnovamento e confronto di una comunità viva e vitale.
Il territorio è l’organismo che va conosciuto, pensato e progettato in progress come un’opera d’arte aperta e totale, una Gesamtkunstwerk, a cui tutti debbono partecipare con le proprie competenze - artigiani, commercianti, industriali, artisti, architetti, designer, ingegneri, informatici, filosofi, geologi, insegnanti, scienziati, studenti -, perché la sua identità urbana possa attualizzarsi attraverso una politica alta, declinata nella cultura, nell’economia, nell’etica sociale, nel lavoro, soprattutto quello giovanile e femminile.
Questa, è la missione condivisa da Artium Universitas CNIPA di Ancona:
ristabilire la funzione bauhausiana di consulenza artistica del design ergonomico da esercitare insieme con le altre discipline di progetto - l’architettura, l’ingegneria e l’artigianato per primi - in un regime collegiale in cui il pubblico e il privato operino d’intesa.
Nelle Marche, nell’evidenza dei dati scientifici e delle emergenze umanistiche, gli studenti delle Università, delle Accademie d’arte e dei Conservatori saranno chiamati a confrontarsi con progettisti, imprenditori dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sviluppando, come nella Bauhaus, ‘un laboratorio permanente di idee, progetti a sistema’ elaborati, condivisi, partecipati da molti e per tutti.
La Regione Marche, storicamente di questa forte e continua istanza popolare, ne dò atto, si è fatta interprete più volte con eventi e programmi finalizzati:
. nel 1984 contribuisce alla realizzazione del 1° Congresso nazionale in Ancona della SIE, Società Italiana di Ergonomia dal titolo “Ergonomia, Design d’impresa” realizzato dal Centro Sperimentale di Design CNIPA di Ancona con l’università di Ancona
nel Palazzo degli Anziani, sede di economia.
Da qui, mosse la forte determinazione a chiedere una norma in materia.
. nel 1992 tale volontà popolare si traduce nella Proposta di Legge dal titolo “Istituzione della Scuola Regionale specializzata in formazione e ricerca nei settori del design e dell’ergonomia: ISDE, Istituto di Design”, elaborata da una commissione di studio coordinata dal presidente della Finanziaria Regionale Marche Carlo Alberto del Mastro.
. nel 2011, in occasione del 150ennale dell’Unità d’Italia, la grande mostra nazionale
“La storia d’Italia per oggetti”, realizzata alla Mole Vanvitelliana
dal Centro Sperimentale di Design CNIPA di Ancona con la Regione Marche, consolidò la posizione della città dorica nel gotha del design italiano, suggellata dalla Medaglia al Merito conferita dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
. nel 2014 presentazione di una nuova proposta di legge aggiornata sulla stessa materia a firma del consigliere regionale Dino Latini
. nel 2018, la presentazione del mio libro “Artigenesi”, Aracne editrice di Roma dove racconto il design delle Marche, al Salone del libro di Torino con
il presidente del Consiglio Regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo.
Finalmente, il 5 agosto 2025 questa spontanea, naturale spinta costante, propulsiva che emerge da oltre 50 anni dalla comunità marchigiana, ha motivato, sostenuto e consentito l’approvazione del Consiglio Regionale delle Marche della Legge n. 22
“Interventi della Regione a sostegno del design e dell’ergonomia”,
voluta e promossa dal Presidente Dino Latini.
Oggi, le Marche è la prima regione in Italia a disporre di uno strumento qualificato di legge finalizzato a progetti integrati di design ergonomico per la ricerca, la formazione, l’occupazione e la produzione, quale contributo eccellente significativo delle Marche al Made in Italy, nella prospettiva “Glocale”: orientarsi al “Globale” radicati nel “Locale”.
“E pluribus unum, da molti uno”,
l’aspirazione di Virgilio, ora si può realizzare dunque, nella volontà unanime di concorrere insieme – Scuole, Università, Accademie, Centri di ricerca, Amministrazioni pubbliche, aziende e attori del territorio -, a realizzare un progetto unitario di “Arte totale del Made in Marche”.
Ora è possibile, la legge lo consente, realizziamolo!
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-09-2025 alle 14:47 sul giornale del 05 settembre 2025 - 22 letture
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