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Mangialardi (PD): "Gratuità degli Asili Nido nelle Marche: perché è possibile e perché mi impegnerò a realizzare questa proposta"

2' di lettura

Nelle Marche la situazione dei servizi per la prima infanzia è ancora critica. I posti disponibili tra nidi, micronidi e sezioni primavera sono appena 8.976, a fronte di 28.554 bambini 0-2 anni: significa che solo il 31% dei piccoli trova spazio nei servizi educativi, percentuale che scende al 28,5% se consideriamo i soli asili nido.

Siamo dunque sotto sia la media nazionale sia l’obiettivo europeo del 33% (dati ISTAT – CGIL Marche).

A questo si aggiunge un problema economico. Le famiglie marchigiane sostengono uno dei costi più alti d’Italia: 1.507 euro annui per figlio, contro una media nazionale di 1.431. La loro compartecipazione alla spesa è del 23,9%, ben sopra il 17% della media italiana, mentre i Comuni spendono in media solo 4.798 euro per utente, molto meno dei 7.006 euro a livello nazionale. Le Marche risultano così la terza regione in Italia per spesa a carico delle famiglie, dopo Molise e Calabria.

Il risultato è un circolo vizioso che pesa soprattutto sulle donne: la scarsità e i costi elevati dei servizi educativi limitano la partecipazione femminile al lavoro.

La gratuità degli asili nido non è un semplice aiuto economico alle famiglie: è una misura di equità sociale e di sviluppo economico. Vuol dire dare pari opportunità a tutti i bambini, ridurre un peso insostenibile per i genitori, favorire l’occupazione femminile e offrire ai giovani un motivo in più per costruire il proprio futuro nelle Marche, invece di andare altrove.

Per queste ragioni, per quanto riguarda la il futuro degli asili nido della nostra Regione mi impegno per:

1-Garantire la gratuità degli asili nido seguendo i modelli già sperimentati dalla Regione Toscana, utilizzando quindi criteri di reddito per accedere alla misura (accesso per ISEE fino a 40.000 €).

2-Aumentare i posti disponibili, superando l’attuale 28,5% e raggiungendo (e superando) il 33% in tutte le province.

3-Creare nuovo lavoro qualificato nel settore educativo, perché più servizi significano anche più opportunità occupazionali.

Con questa scelta, le Marche diventano una regione che mette davvero le famiglie e i bambini al centro. Non più bonus temporanei o interventi parziali, ma un sistema educativo universale, gratuito e di qualità.

Un investimento che libera risorse per le famiglie, rafforza l’occupazione femminile, riduce le disuguaglianze e genera nuova occupazione. In una parola, un investimento nel futuro delle Marche.



Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 06-09-2025 alle 12:22 sul giornale del 08 settembre 2025 - 19 letture






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