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comunicato stampa

Manuela Caucci (FI): "Unire sociale e sanità è una priorità per le Marche"

3' di lettura

Accentuare e sviluppare ulteriormente il processo di integrazione socio sanitaria nelle Marche.

La candidata indipendente nelle liste di Forza Italia, Manuela Caucci, interviene sulla combinazione dei temi sanitari e sociali, un punto fermo della propria campagna elettorale e lo fa ponendo l’accento soprattutto sulla condizione che investe il mondo della disabilità, quello delle persone anziani e dei giovani più in difficoltà. “Occorre sviluppare strumenti e strutture integrate efficaci che ne sappiano raccogliere richieste ed esigenze” dice Caucci che del sociale si è occupata in questi due primi anni da assessore al Comune di Ancona.

Di esempi relativi ad una maggiore integrazione tra le strutture e le strategie sociali e sanitarie ve ne sono diversi, uno di questo è il Pua (Punto Unico di Accesso), una porta unitaria di accesso alle cure territoriali e alle prestazioni sociali. “Con centri come questi si riesce a eliminare in buona parte la dispersione di energie dando punti di rifermento sicuri e certi a chi ne ha bisogno. Serve che in uno stesso luogo vi siano professionisti sanitari e quelli legati al sociale, un sistema che snellirebbe notevolmente le procedure e permetterebbe di dare risposte più celeri e immediate ai cittadini”.

Il Pua realizza una modalità organizzativa rivolta alle persone fragili, atta a facilitare un accesso unificato alle prestazioni sanitarie socio sanitarie e sociali. Le finalità di questo sportello/struttura sono la promozione, l’agevolazione e la semplificazione dell’accesso ai servizi socio sanitari, fornire informazioni sui servizi sociali e sulle modalità per accedervi, orientare le persone e le famiglie sui diritti e le prestazioni in una logica di continuità assistenziale, garantire la valutazione multidimensionale delle persone non autosufficienti e fornire un unico punto di accesso alle prestazioni sociosanitarie grazie all’apporto di nuove tecnologie, alla digitalizzazione delle procedure e al dialogo tra i sistemi informatici delle istituzioni.

Altro esempio di integrazione sociosanitaria è la Casa Rossa, il cui obiettivo è quello di costruire attorno ad essa tutti quei progetti di integrazione che permetteranno di dare risposte adeguate alle persone con problemi di salute mentale e alle loro famiglie.

Si tratta di un progetto strutturato con personale adeguato dove i pazienti possono essere seguiti passo passo nel loro percorso di terapia. Fondamentale la partecipazione delle associazioni formate dai famigliari dei ragazzi con problemi di salute mentale, assicura Caucci.

Prevista una "forte sinergia" con l'università e con l'amministrazione comunale per attività da realizzare nell’appezzamento di terra esterno il cui obiettivo è far includere nel progetto anche le persone fragili che l’amministrazione ha in carico con attività "diurne" di agricoltura sociale.

Nel frattempo, come data simbolica di rinascita per il parco di 6 ettari della Casa Rossa immersa nel verde del Crass, è stata organizzata nei mesi scorsi la raccolta di olive ed uva, grazie ad una iniziativa realizzata sempre in collaborazione con la Facoltà di Agraria con il contributo dei pazienti in cura al Dipartimento di Salute Mentale Ast di Ancona, gli operatori del servizio e la Direzione socio sanitaria. Un vero punto di riferimento questa struttura, conclude Caucci, per tutta la città che può essere presa modello nel resto della regione, soprattutto per la fascia di età tra i 15 e i 25 anni, rivelatasi molto fragile.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2025 alle 13:27 sul giornale del 08 settembre 2025 - 39 letture






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