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ATTUALITà |
da FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL |
Sindacati: "Conerobus a rischio, senza risposte sul futuro. Sciopero dei lavoratori il 24 settembre" |
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La crisi di Conerobus S.p.A. non è più rinviabile né nascosta dietro annunci. I sindacati FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL proclamano per il 24 settembre 2025 uno sciopero di 4 ore, coinvolgendo tutti i lavoratori dell’azienda, nel rispetto delle norme sul trasporto pubblico locale. Oggi non è in gioco solo l’occupazione di 460 famiglie, ma il futuro stesso del trasporto pubblico di Ancona e della provincia. La crisi di Conerobus S.p.A. ad oggi è senza soluzioni: piano industriale mai presentato, totale assenza di trasparenza sui conti, scaricabarile politico e ipotesi di tagli al personale che mettono a rischio 460 famiglie. Le risorse promesse da Comune e Regione si rivelano insufficienti, i contratti di servizio sono ormai obsoleti e gli accordi sindacali non vengono rispettati. Una delle cause strutturali della crisi riguarda la cronica insufficienza di fondi per sostenere il servizio. I contratti di servizio sottoscritti tra la Regione Marche e A.T.M.A., e quello tra il Comune di Ancona e Conerobus S.p.A. per i chilometri aggiuntivi, non tengono conto dell’inflazione e dell’aumento dei costi operativi. La mancanza di un adeguamento automatico dei corrispettivi al crescere dei costi reali (carburante, manutenzioni, ricambi, salari) genera squilibri finanziari crescenti, rendendo sempre più difficile garantire un servizio pubblico efficiente e sostenibile e rende sempre più fragile la sostenibilità del trasporto pubblico locale. A questo si aggiunge che il Fondo Nazionale Trasporti è insufficiente e, nella sua ripartizione, le Marche risultano collocate all’ultimo posto. Questa situazione penalizza ulteriormente il territorio e rende il sistema del trasporto pubblico locale sempre più fragile e incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Persino i soci hanno disertato il confronto del 7 agosto, lasciando lavoratori e cittadini senza risposte. Dopo il fallimento della conciliazione in Prefettura, lo sciopero del 24 settembre è l’unica risposta possibile. Non si tratta solo di una vertenza sindacale. Ogni autobus che si ferma, ogni corsa che salta, ogni lavoratore lasciato senza tutele significa un diritto negato ai cittadini: studenti, pendolari, anziani, famiglie. Ad oggi ci sono circa 60 mezzi fermi nei piazzali in attesa di manutenzioni assicurazioni ricambi e questo potrebbe mettere a repentaglio il servizio alla riapertura delle scuole il 15 settembre. “Se oggi non si interviene – denunciano i sindacati – domani il rischio è di ritrovarsi senza un vero trasporto pubblico locale, con conseguenze pesantissime per la mobilità e per la vita quotidiana di migliaia di persone”. Lo sciopero del 24 settembre sarà un primo segnale di mobilitazione: non solo per difendere i posti di lavoro, ma per garantire alla comunità un servizio pubblico dignitoso e sostenibile. Non possiamo accettare silenzi e promesse vuote. È il momento che istituzioni e azienda dicano chiaramente quale futuro vogliono dare a Conerobus, ai lavoratori e ai cittadini.
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ATTUALITà
Sindacati: "Conerobus a rischio, senza risposte sul futuro. Sciopero dei lavoratori il 24 settembre"
La crisi di Conerobus S.p.A. non è più rinviabile né nascosta dietro annunci.
I sindacati FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL proclamano per il 24 settembre 2025 uno sciopero di 4 ore, coinvolgendo tutti i lavoratori dell’azienda, nel rispetto delle norme sul trasporto pubblico locale.
Oggi non è in gioco solo l’occupazione di 460 famiglie, ma il futuro stesso del trasporto pubblico di Ancona e della provincia.
La crisi di Conerobus S.p.A. ad oggi è senza soluzioni: piano industriale mai presentato, totale assenza di trasparenza sui conti, scaricabarile politico e ipotesi di tagli al personale che mettono a rischio 460 famiglie. Le risorse promesse da Comune e Regione si rivelano insufficienti, i contratti di servizio sono ormai obsoleti e gli accordi sindacali non vengono rispettati.
Una delle cause strutturali della crisi riguarda la cronica insufficienza di fondi per sostenere il servizio. I contratti di servizio sottoscritti tra la Regione Marche e A.T.M.A., e quello tra il Comune di Ancona e Conerobus S.p.A. per i chilometri aggiuntivi, non tengono conto dell’inflazione e dell’aumento dei costi operativi. La mancanza di un adeguamento automatico dei corrispettivi al crescere dei costi reali (carburante, manutenzioni, ricambi, salari) genera squilibri finanziari crescenti, rendendo sempre più difficile garantire un servizio pubblico efficiente e sostenibile e rende sempre più fragile la sostenibilità del trasporto pubblico locale.
A questo si aggiunge che il Fondo Nazionale Trasporti è insufficiente e, nella sua ripartizione, le Marche risultano collocate all’ultimo posto. Questa situazione penalizza ulteriormente il territorio e rende il sistema del trasporto pubblico locale sempre più fragile e incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Persino i soci hanno disertato il confronto del 7 agosto, lasciando lavoratori e cittadini senza risposte. Dopo il fallimento della conciliazione in Prefettura, lo sciopero del 24 settembre è l’unica risposta possibile. Non si tratta solo di una vertenza sindacale. Ogni autobus che si ferma, ogni corsa che salta, ogni lavoratore lasciato senza tutele significa un diritto negato ai cittadini: studenti, pendolari, anziani, famiglie.
Ad oggi ci sono circa 60 mezzi fermi nei piazzali in attesa di manutenzioni assicurazioni ricambi e questo potrebbe mettere a repentaglio il servizio alla riapertura delle scuole il 15 settembre.
“Se oggi non si interviene – denunciano i sindacati – domani il rischio è di ritrovarsi senza un vero trasporto pubblico locale, con conseguenze pesantissime per la mobilità e per la vita quotidiana di migliaia di persone”.
Lo sciopero del 24 settembre sarà un primo segnale di mobilitazione: non solo per difendere i posti di lavoro, ma per garantire alla comunità un servizio pubblico dignitoso e sostenibile.
Non possiamo accettare silenzi e promesse vuote. È il momento che istituzioni e azienda dicano chiaramente quale futuro vogliono dare a Conerobus, ai lavoratori e ai cittadini.
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Sindacati: "Conerobus a rischio, senza risposte sul futuro. Sciopero dei lavoratori il 24 settembre"
La crisi di Conerobus S.p.A. non è più rinviabile né nascosta dietro annunci.
I sindacati FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL proclamano per il 24 settembre 2025 uno sciopero di 4 ore, coinvolgendo tutti i lavoratori dell’azienda, nel rispetto delle norme sul trasporto pubblico locale.
Oggi non è in gioco solo l’occupazione di 460 famiglie, ma il futuro stesso del trasporto pubblico di Ancona e della provincia.
La crisi di Conerobus S.p.A. ad oggi è senza soluzioni: piano industriale mai presentato, totale assenza di trasparenza sui conti, scaricabarile politico e ipotesi di tagli al personale che mettono a rischio 460 famiglie. Le risorse promesse da Comune e Regione si rivelano insufficienti, i contratti di servizio sono ormai obsoleti e gli accordi sindacali non vengono rispettati.
Una delle cause strutturali della crisi riguarda la cronica insufficienza di fondi per sostenere il servizio. I contratti di servizio sottoscritti tra la Regione Marche e A.T.M.A., e quello tra il Comune di Ancona e Conerobus S.p.A. per i chilometri aggiuntivi, non tengono conto dell’inflazione e dell’aumento dei costi operativi. La mancanza di un adeguamento automatico dei corrispettivi al crescere dei costi reali (carburante, manutenzioni, ricambi, salari) genera squilibri finanziari crescenti, rendendo sempre più difficile garantire un servizio pubblico efficiente e sostenibile e rende sempre più fragile la sostenibilità del trasporto pubblico locale.
A questo si aggiunge che il Fondo Nazionale Trasporti è insufficiente e, nella sua ripartizione, le Marche risultano collocate all’ultimo posto. Questa situazione penalizza ulteriormente il territorio e rende il sistema del trasporto pubblico locale sempre più fragile e incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini.
Persino i soci hanno disertato il confronto del 7 agosto, lasciando lavoratori e cittadini senza risposte. Dopo il fallimento della conciliazione in Prefettura, lo sciopero del 24 settembre è l’unica risposta possibile. Non si tratta solo di una vertenza sindacale. Ogni autobus che si ferma, ogni corsa che salta, ogni lavoratore lasciato senza tutele significa un diritto negato ai cittadini: studenti, pendolari, anziani, famiglie.
Ad oggi ci sono circa 60 mezzi fermi nei piazzali in attesa di manutenzioni assicurazioni ricambi e questo potrebbe mettere a repentaglio il servizio alla riapertura delle scuole il 15 settembre.
“Se oggi non si interviene – denunciano i sindacati – domani il rischio è di ritrovarsi senza un vero trasporto pubblico locale, con conseguenze pesantissime per la mobilità e per la vita quotidiana di migliaia di persone”.
Lo sciopero del 24 settembre sarà un primo segnale di mobilitazione: non solo per difendere i posti di lavoro, ma per garantire alla comunità un servizio pubblico dignitoso e sostenibile.
Non possiamo accettare silenzi e promesse vuote. È il momento che istituzioni e azienda dicano chiaramente quale futuro vogliono dare a Conerobus, ai lavoratori e ai cittadini.

