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Il MAN Marche apre al pubblico i suoi depositi: altri 6mila reperti visibili

3' di lettura

Altri 6mila nuovi reperti da tutta la regione visibili al Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona grazie all'apertura dei depositi, inaugurati la mattina di martedì 16 dicembre alla presenza di Massimo Osanna, Direttore generale Musei del Mic.

Il progetto "Il patrimonio invisibile - Depositi aperti" del Ministero della Cultura, con un investimento di 800mila euro nell'ambito del Pnrr, permette di accedere a una nuova area che si colloca al di sotto della terrazza vanvitelliana, in spazi mai visti fino a oggi dal pubblico.

Qui si possono vedere una parte degli oltre 180mila reperti dei magazzini del museo, raccolti in oltre 160 anni di storia, che da ora saranno esposti in nuovi 400 metri quadrati.

Vi si trovano anche una sala studio per ricercatori del patrimonio archeologico e un nuovo laboratorio di restauro.

Nella sala dedicata al deposito macerie sono conservate invece alcune teche originali del precedente museo, nell'ex convento di San Francesco alla Scale, distrutto a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Operazioni di restauro sono state svolte anche nell'ex-via dell'Arsenale, oggi visitabile. Si tratta un lacerto del tessuto urbano dell'Ancona pre-bellica, una delle stradine che collegavano il colle Guasco al porto antico attraversando la proprietà dei conti Ferretti, che è stato anche set per Ossessione, il film che Luchino Visconti girò ad Ancona nel 1943.

"Nelle Marche si scopre la ricchezza del patrimonio italiano, le Marche nella loro pluralità raccontano la ricchezza propria e quella dell'intera nazione - spiega Luigi Gallo direttore regionale Musei nazionali Marche, come riportato da Ansa -. Una storia locale, molto locale, a volte personale, come si scopre nei corredi delle tombe, ma anche una storia di tutti. L'apertura dei depositi del Man cristallizza un momento storico per i musei italiani, che stanno vivendo una nuova stagione grazie i fondi del Pnrr. Nei depositi- aggiunge- non ci sono didascalie ma solo note di riferimento con scritte a mano e numeri d'inventario, come si confà a un desposito".

"È stato un lavoro enorme- racconta Diego Voltolini direttore Man Marche- avviato quattro anni fa con la mia nomina a direttore di questo museo. Restituiamo al pubblico un'enorme quantità di reperti archeologici. La chiave del Pnrr era l'accessibilità pur rimanendo dell'ottica del deposito. In una stanza c'è tutta la storia antica, la stratificazione di Ancona e poi tanti pannelli, anfore, epigrafi. Siamo solo all'inizio di un ripensamento completo, il museo aveva necessità di essere traghettato nel nuovo millennio".

Presente anche la restauratrice Manuela Faieta che ha curato i reperti dei depositi: "Abbiamo riaperto delle casse in legno con reperti che erano stati ricoverati dopo il terremoto del '72, siamo andati alla ricerca dei reperti che sapevamo avere nei depositi ma non sapevamo dove, oggi lo sappiamo e ritrovarli è stato molto emozionante".

Il prof. Massimo Osanna, Direttore generale Musei del Mic, in città per l'apertura ufficiale dei Depositi del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ha visitato anche gli spazi vanvitelliani e il Museo Omero. Accompagnato dal direttore Musei Marche Luigi Gallo, ha particolarmente apprezzato i grandi capolavori della scultura, i modelli architettonici, la sezione Design e in generale l'impronta fortemente didattica e inclusiva della collezione.

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Questo è un articolo pubblicato il 16-12-2025 alle 18:27 sul giornale del 17 dicembre 2025 - 117 letture






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