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Andrea Raschia: "Un Anno migliore? Forza, muoviamoci!"

3' di lettura

Non si può non avere il cuore ferito dalle immagini del rogo che ha bruciato la vita di tanti giovani a Crans Montana.

Un cuore peraltro già spezzato per la Palestina martoriata, bambini che muoiono di fame e di freddo; per le guerre tutt'ora in atto. Mentre la legge della giungla prende il dominio quando al più forte servono risorse naturali e petrolio. Moderne forme di imperialismo e colonialismo si affermano: è il nuovo che avanza?

A giudicare da ciò che si vede sotto il sole il 2026 non sembra proprio avviarsi con i migliori auspici. Nonostante il sincero scambio di auguri di un anno migliore, sereno e perfino di Pace.

Nell'attesa, speriamo sia almeno sopportabile.

A tal fine è consigliabile non restar tutti con le mani in mano, per quanto smarriti, impauriti, disincantati. E impigriti, purtroppo.

Il cambiamento non è una chimera, è possibile ma non automatico e scontato: è un processo che richiede impegno quotidiano, perseveranza e volontà collettiva per segnare il corso degli avvenimenti.

Ancona, novembre 2025. Il Consiglio comunale, quasi distratto e nel disinteresse generale, avvia l'iter per la costruzione di un impianto crematorio sito nel cimitero cittadino a ridosso del centro abitato.

Il reiterato allarme di esperti, ripreso e rilanciato dai media, con la presenza combattiva di un cittadino in Aula ottengono l'attenzione di alcuni consiglieri. Si apre così un supplemento di istruttoria e un dibattito la cui conclusione, però, non sovverte esiti ormai attesi.

Da quel momento, però, la Città segna un risveglio: il Prefetto è sollecitato a chieder lumi; un Comitato di quartiere raccoglie migliaia di firme, convoca assemblee per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle conseguenze pericolose per la salute pubblica. Infine, la formale richiesta di Referendum. Sembra missione ardua, impossibile. Politica intestardita, barricata su decisioni ormai assunte, burocrazia ancor più sorda. Mentre monta la consapevolezza di una scelta sbagliata, inopportuna quanto rischiosa.

Tra i botti di Capodanno è quello del Sindaco a suscitar un boato fragoroso. Non un petardo, stavolta, un post lanciato all'una: la notte porta consiglio evidentemente...

Con una decisione a sorpresa blocca l'iter e comunica che l'impianto non si farà.

"Ascoltate le proteste Disinnescato il Referendum -titola un quotidiano locale, curiosamente allarmato dalla prospettiva- Stop alla realizzazione dell'infrastruttura"

A Tavernelle...

Pericolo scampato? C'è poco da star tranquilli. S'ode il gracchiar di vecchie cornacchie nere a suggerir soluzioni. Irrispettose di Istituzioni che stavolta insieme ai cittadini dovranno individuare siti alternativi. Sempre che siano indispensabili alla bisogna, alla pubblica utilità! Altrimenti meglio respirar aria sana e pulita, no?

Intanto, la notizia è indubbiamente positiva. Impegno e partecipazione pagano. I cittadini possono far prevalere l'interesse generale!

Una piccola luce, fioca, certo troppo flebile, lontana nel mondo che si incendia.

Un lieve chiarore da alimentare: indica una direzione di marcia da percorrere tutti assieme. Una risposta alla rassegnazione, un modo per tenerci stretto il Bene comune: Libertà, Diritti, Uguaglianza, Giustizia e Coesione sociale.

È vero, non sempre tutto funziona come dovrebbe, ma non è saggio privarsene.

È ciò che valorizza il senso di comunità e di appartenenza. Per questo da affidare a mani sicure quanto disinteressate; capaci di un'interpretazione diversa per la gestione della cosa pubblica in grado di affermare il vero significato della Politica: "parte essenziale dell'attività umana che concerne i rapporti sociali con i propri simili".

Il cambiamento non è una chimera, è possibile ma non automatico: è un processo che richiede impegno quotidiano, perseveranza e volontà collettiva. Ciò può influenzare il corso delle cose.



Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2026 alle 10:26 sul giornale del 08 gennaio 2026 - 176 letture






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