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CULTURA |
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Prima / Dopo / Ancora, al Museo Omero mostra di Acquarandagia sabato 24 e domenica 25 gennaio. La nuova vita dei rifiuti |
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Prima / Dopo / Ancora nasce da una riflessione ispirata alle parole di Michelangelo Pistoletto: "riprendere tutto quello che abbiamo abbandonato, scartato nel passato e riconsiderarlo". Da questa idea è iniziata una piccola ricerca sul campo: osservare gli oggetti raccolti sulle spiagge italiane e provare a trasformarli in domande, non solo in rifiuti. L'installazione è realizzata da Acquarandagia, progetto indipendente di Elisabetta Pennacchioni (Ambasciatrice per il Patto del clima europeo), che promuove una sostenibilità concreta attraverso esperienze dirette, raccolta di materiali abbandonati e pratiche di riuso e divulgazione ambientale. L'opera si articola in tre tavoli, collegati da un filo immaginario, che rappresentano le fasi della vita degli oggetti:
Gli otto oggetti esposti sono organizzati in quattro coppie tematiche:
Il numero otto diventa centrale: la sua forma richiama il simbolo dell'infinito, un ciclo che non si chiude, in cui lo scarto non è una fine ma un nuovo inizio. Il progetto non intende fornire risposte definitive, ma aprire uno spazio di osservazione:
Info L'installazione è visitabile per due giornate: sabato 24 gennaio, dalle 15:00 alle 18:00 e domenica 25 gennaio, dalle 10:00 alle 18:00. |
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| Aprilo qui https://vivere.me/grsQ | |
CULTURA
Prima / Dopo / Ancora, al Museo Omero mostra di Acquarandagia sabato 24 e domenica 25 gennaio. La nuova vita dei rifiuti
Prima / Dopo / Ancora nasce da una riflessione ispirata alle parole di Michelangelo Pistoletto: "riprendere tutto quello che abbiamo abbandonato, scartato nel passato e riconsiderarlo".
Da questa idea è iniziata una piccola ricerca sul campo: osservare gli oggetti raccolti sulle spiagge italiane e provare a trasformarli in domande, non solo in rifiuti.
L'installazione è realizzata da Acquarandagia, progetto indipendente di Elisabetta Pennacchioni (Ambasciatrice per il Patto del clima europeo), che promuove una sostenibilità concreta attraverso esperienze dirette, raccolta di materiali abbandonati e pratiche di riuso e divulgazione ambientale.
Dopo oltre otto anni di raccolta, l'obiettivo è diventato quello di trasformare gli scarti in uno spazio di pensiero: non una denuncia, ma un invito alla responsabilità quotidiana.
L'opera si articola in tre tavoli, collegati da un filo immaginario, che rappresentano le fasi della vita degli oggetti:
- Prima - il loro uso originario e alcuni dati sul problema;
- Dopo - il momento dell'abbandono;
- Ancora - una possibilità di trasformazione, o un piccolo gesto che può fare la differenza.
Gli otto oggetti esposti sono organizzati in quattro coppie tematiche:
- RAEE e capsule del caffè: simboli di come è possibile differenziare correttamente un oggetto arrivato alla fine del ciclo.
- Jeans e tappi di bottiglia: esempi di upcycling (riuso creativo) e creatività artigianale.
- Cotton-fioc e sacchetti igienici per cani: segni del passaggio dalla plastica alla carta compostabile.
- Copri-punta degli ombrelloni e tappi di bottiglia: gesti di manutenzione e prevenzione ambientale.
Il numero otto diventa centrale: la sua forma richiama il simbolo dell'infinito, un ciclo che non si chiude, in cui lo scarto non è una fine ma un nuovo inizio.
Il progetto non intende fornire risposte definitive, ma aprire uno spazio di osservazione:
Che cosa ci raccontano gli oggetti che lasciamo indietro?
E quanto può cambiare se iniziamo a non staccare un tappo, a riparare un conetto, a restituire nuova vita a un capo dismesso?
Info
L'installazione è visitabile per due giornate: sabato 24 gennaio, dalle 15:00 alle 18:00 e domenica 25 gennaio, dalle 10:00 alle 18:00.
L'ingresso al museo è gratuito, ad eccezione della Collezione Design.
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Prima / Dopo / Ancora, al Museo Omero mostra di Acquarandagia sabato 24 e domenica 25 gennaio. La nuova vita dei rifiuti
Prima / Dopo / Ancora nasce da una riflessione ispirata alle parole di Michelangelo Pistoletto: "riprendere tutto quello che abbiamo abbandonato, scartato nel passato e riconsiderarlo".
Da questa idea è iniziata una piccola ricerca sul campo: osservare gli oggetti raccolti sulle spiagge italiane e provare a trasformarli in domande, non solo in rifiuti.
L'installazione è realizzata da Acquarandagia, progetto indipendente di Elisabetta Pennacchioni (Ambasciatrice per il Patto del clima europeo), che promuove una sostenibilità concreta attraverso esperienze dirette, raccolta di materiali abbandonati e pratiche di riuso e divulgazione ambientale.
Dopo oltre otto anni di raccolta, l'obiettivo è diventato quello di trasformare gli scarti in uno spazio di pensiero: non una denuncia, ma un invito alla responsabilità quotidiana.
L'opera si articola in tre tavoli, collegati da un filo immaginario, che rappresentano le fasi della vita degli oggetti:
- Prima - il loro uso originario e alcuni dati sul problema;
- Dopo - il momento dell'abbandono;
- Ancora - una possibilità di trasformazione, o un piccolo gesto che può fare la differenza.
Gli otto oggetti esposti sono organizzati in quattro coppie tematiche:
- RAEE e capsule del caffè: simboli di come è possibile differenziare correttamente un oggetto arrivato alla fine del ciclo.
- Jeans e tappi di bottiglia: esempi di upcycling (riuso creativo) e creatività artigianale.
- Cotton-fioc e sacchetti igienici per cani: segni del passaggio dalla plastica alla carta compostabile.
- Copri-punta degli ombrelloni e tappi di bottiglia: gesti di manutenzione e prevenzione ambientale.
Il numero otto diventa centrale: la sua forma richiama il simbolo dell'infinito, un ciclo che non si chiude, in cui lo scarto non è una fine ma un nuovo inizio.
Il progetto non intende fornire risposte definitive, ma aprire uno spazio di osservazione:
Che cosa ci raccontano gli oggetti che lasciamo indietro?
E quanto può cambiare se iniziamo a non staccare un tappo, a riparare un conetto, a restituire nuova vita a un capo dismesso?
Info
L'installazione è visitabile per due giornate: sabato 24 gennaio, dalle 15:00 alle 18:00 e domenica 25 gennaio, dalle 10:00 alle 18:00.
L'ingresso al museo è gratuito, ad eccezione della Collezione Design.

