Stanata una banda del "finto maresciallo", truffe ad anziani anche in provincia di Ancona per 200mila euro
La mattina di giovedì 8 gennaio è stata eseguita un'ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere emessa a carico di 7 persone, di età compresa tra i 25 e 58 anni.
Tutti sono indagati per associazione a delinquere, con base operativa nella città di Napoli, finalizzata alla commissione di truffe ai danni di persone anziane.
Gli investigatori hanno ricostruito ben nove episodi di truffa, a partire dal dicembre del 2024, che hanno toccato anche la provincia di Ancona oltre a quelle di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino e Lecce. Truffe che hanno consentito alla “banda” di ricavare circa 200mila euro.
Le vittime (tutte di età compresa tra i 75 e 89 anni) venivano contattate sull'utenza telefonica di casa da una persona che si qualificava come “maresciallo”, il quale comunicava che un parente dell'anziano aveva provocato un incidente stradale con un'auto senza assicurazione, in cui era rimasta gravemente ferita una persona.
Per aumentare la pressione psicologica sulla vittima della truffa, i malviventi spesso raccontavano che a restare ferito fosse stato un bambino, per il quale era stato necessario il trasporto d'urgenza in ospedale, o una donna in gravidanza in grave pericolo di vita.
Le richieste avvenivano in maniera insistente, con più telefonate anche sul numero di cellulare degli anziani, perseguendo così due obiettivi fondamentali: il controllo totale del truffato dal punto di vista psicologico, nonché evitare che la vittima potesse mettersi in contatto con qualche parente e scoprire l'inganno
L'unica “soluzione” per evitare l'arresto del parente era quella di pagare con denaro o gioielli.
Uno dei promotori e capi dell'organizzazione dirigeva le attività degli altri componenti mentre era agli arresti domiciliari.
L’ordinanza emessa dal Gip di Napoli ha disposto inoltre, nei confronti di altre quattro persone, ritenute gravemente indiziate di aver partecipato a singole truffe, la misura dell'obbligo di dimora nel Comune di Napoli e dell'obbligo di presentazione quotidiana presso il commissariato di pubblica sicurezza territorialmente competente.
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Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2026 alle 11:16 sul giornale del 08 gennaio 2026 - 99 letture
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