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comunicato stampa

Falconara: Ambrogini (Riformisti - VF - AF), "Il 2026 ci 'regala' un nuovo impianto a idrogeno"

2' di lettura

Secondo impianto ad idrogeno verde a distanza di un km dall’altro impianto ancora in costruzione, peraltro all’interno di una raffineria di petrolio situata in un SIN, cioè un sito di interesse nazionale, di un'area contaminata molto estesa, classificata come pericolosa dallo Stato italiano e che necessita di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari.

Come consigliere comunale garante della trasparenza e della sicurezza dei cittadini vengo innanzitutto a denunciare, prima di entrare nel merito, l’evidente mancato rispetto istituzionale nonchè la gravità del fatto che l'amministrazione comunale abbia espresso parere positivo alla costruzione di tale centrale senza passare dal Consiglio comunale o informare la cittadinanza, scavalcando il Consiglio Comunale su un tema che impatta il territorio per i prossimi decenni. Perché i rappresentanti dei cittadini sono stati tenuti all'oscuro? La sindaca Signorini, accogliendo con favore questa notizia da parte della Regione prima di un dibattito pubblico trasforma la partecipazione dei cittadini in un inutile pro forma a cose già fatte ed è inaccettabile che decisioni di tale impatto sul territorio, sulla sicurezza e sulla salute pubblica vengano prese a porte chiuse, escludendo i rappresentanti eletti ed i residenti che vivono nelle vicinanze del polo industriale.

Un impianto ad idrogeno all'interno di una raffineria è un elemento di rischio. Due impianti a distanza di un solo chilometro creano un effetto cumulo che non può essere ignorato. È stata fatta una valutazione d'impatto complessiva o ci si è limitati a guardare i singoli progetti?

La costruzione di un secondo impianto a distanza così ravvicinata dal primo pone seri dubbi sulla gestione del rischio industriale. Qual è l’effetto cumulativo dei due siti in presenza anche della Raffineria? Esiste un piano di sicurezza aggiornato che tenga conto della vicinanza dei due impianti a idrogeno? Siamo sicuramente a favore dell’innovazione tecnologica che crea anche nuova occupazione, ma non possiamo accettare che la transizione energetica diventi un pretesto per scavalcare il confronto democratico e la sicurezza dei cittadini. L'idrogeno è davvero “verde” se serve solo a decarbonizzare marginalmente un processo che resta basato sui combustibili fossili? O è solo un'operazione di greenwashing finanziata con fondi pubblici? Il nuovo impianto ad idrogeno beneficerà di ingenti fondi pubblici PNNR. Ci chiediamo se sia legittimo utilizzare risorse della collettività per potenziare siti industriali ad alto rischio in zone SIN, già densamente cariche di servitù ambientali, senza che vi sia stata una Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) partecipata o un dibattito pubblico sulla reale utilità strategica di questa "vicinanza" tra impianti.

Chiediamo l'immediata sospensione delle procedure, l'apertura di un tavolo tecnico pubblico e la convocazione della Commissione Ambiente con successivo Consiglio Comunale urgente.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2026 alle 08:37 sul giornale del 11 gennaio 2026 - 135 letture






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