Falconara: Nobili (Avs) su impianto a idrogeno, “Chiediamo massima trasparenza e verifiche su criticità per ambiente e salute”
Andrea Nobili interroga la Giunta regionale sulla decisione di finanziare con 14 milioni di fondi Pnrr un futuro impianto di produzione di idrogeno presso lo stabilimento Api di Falconara Marittima.
“La transizione energetica è una sfida fondamentale, ma non può essere calata dall’alto su territori che da decenni pagano un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari. Falconara non è un’area qualunque”, commenta Nobili, consigliere regionale di Avs e membro della Commissione Ambiente, che ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta. “Quello di Falconara è un territorio segnato da una lunga convivenza con grandi impianti industriali, da criticità ambientali documentate e da preoccupazioni diffuse sulla salute. Ed è anche una comunità che non è mai rimasta in silenzio. In questi anni i comitati cittadini falconaresi hanno svolto un ruolo essenziale: informando, vigilando, chiedendo dati, pretendendo risposte, spesso al posto dei vuoti istituzionali”.
Proprio per questo, Nobili chiede alla Regione piena trasparenza sull’uso delle risorse pubbliche, sui benefici ambientali reali, misurabili e verificabili del progetto, su come e se siano stati considerati gli effetti sulla salute dei cittadini in un contesto già fragile e se esista una valutazione complessiva degli impatti, considerando che nella stessa area sono annunciati più progetti legati alla filiera dell’idrogeno.
“Un altro tema che non può essere eluso riguarda il cambio di proprietà dello stabilimento Api, oggi controllato dal gruppo Socar, riconducibile a un fondo straniero controllato dal governo azero”, continua il consigliere Andrea Nobili, che nella propria interrogazione alla Giunta specifica: “La circostanza che il beneficiario finale di risorse pubbliche Pnrr sia riconducibile a un soggetto controllato da uno Stato terzo extra-UE non assume rilievo in quanto tale sotto il profilo della legittimità dell’investimento, ma impone una particolare attenzione istituzionale in termini di trasparenza, coerenza strategica degli interventi e verifica degli obiettivi ambientali e delle ricadute territoriali”.
“Non si tratta di fare propaganda o demonizzazioni, ma di pretendere, quando si usano fondi pubblici, un livello massimo di controllo, coerenza strategica e garanzie ambientali”, conclude Nobili. “La transizione ecologica non può essere una somma di progetti isolati, né una bandierina da piantare su territori già saturi. Deve essere una scelta pubblica governata, fondata su dati, pianificazione, monitoraggi seri e informazione continua ai cittadini. L’idrogeno può essere un’opportunità, ma solo se è davvero parte di una strategia che metta al centro ambiente, salute e giustizia territoriale. Altrimenti non è transizione: è solo un’altra promessa che evapora”.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2026 alle 11:03 sul giornale del 12 gennaio 2026 - 56 letture
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