Comitato Porto-Città di Ancona: "Quanta fretta, ma dove corri, dove vai?"
Che l’Autorità Portuale di Ancona abbia l’abitudine di enfatizzare le sue proposte, in gergo diremmo “spararle grosse”, siamo già abituati.
Questi ultimi anni siamo stati inondati da dichiarazioni roboanti circa la realizzazione di opere risolutive dei molti problemi del porto di Ancona, poi tutte mestamente rientrate all’approssimarsi delle date fissate per la loro conclusione. Così la questione dei moli 19-20-21 quando, sull’onda della spinta politica, sembrava possibile spostare lì 3 traghetti, poi scesi a 2, poi solo a 1. Di pari passo c’è stato il balletto delle date, prima entro il 2029, poi entro il 2026, ora entro il 2027; magari tra qualche mese ci sentiremo dire che .... ‘del doman non v’è certezza’.
Oggi abbiamo lo scoop sul costo per l’elettrificazione del molo Clementino, cioè delle canalizzazioni che porteranno l’elettricità al molo Clementino, ma la richiesta del Ministero dell'Ambiente non era la possibilità dell’impianto, quanto la certezza dei MegaWatt che passeranno nell’impianto per nutrire le grandi navi di MSC. Oggi ci forniscono anche un rendering del progetto che non riporta, probabilmente perché la cementificazione risulterebbe visivamente impattante, la strada che collegherà il nuovo banchinamento al parcheggio interno di Fincantieri e che in realtà farà sì che i nostri monumenti identitari diventeranno aiuole spartitraffico. Infine, una perplessità sorge spontanea: nel 2017 il costo del banchinamento del Molo Clementino ammontava a 22 milioni di euro ma oggi, con l’aumento del materiale da costruzione e l’inflazione che ha eroso salari, stipendi e pensioni, quale miracolo è avvenuto per far scendere la spesa da 22 a 17 milioni di euro?
Dice il Presidente Garofalo che, comunque vada, il banchinamento del fronte esterno del molo Clementino si farà seppur per le sole navi militari, in quanto intervento è previsto dal PRP del 1988. Bene, qualora si procedesse al banchinamento per le sole navi militari il nostro porto antico non verrebbe ferito dalle costruzioni del terminal croceristico e di nuove strade di scorrimento per i mezzi, così i nostri archi Traiano e Clementino non diverrebbero isole spartitraffico come invece accadrebbe per accogliere le grandi navi da crociera e, soprattutto, sarebbe un intervento conforme al PRP e al PRG che considera la sosta delle navi militari molto meno impattante per i monumenti e per l’inquinamento atmosferico e acustico (testuali parole delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG del Comune)
Poi ci sono le cose che non vengono dette per meglio veicolare il consenso e la bontà del banchinamento del Molo Clementino per le grandi navi da crociera e cioè:
- la Soprintendenza non è favorevole a questa grandiosa opera tanto che ne chiede lo spostamento nella penisola prevista nel nuovo PRP. La richiesta è all’interno delle osservazioni del progetto del banchinamento riconfermato all’interno del nuovo PRP anch’esso in attesa dell’iter autorizzativo VIA VAS al Ministero dell’Ambiente
- poi ci siamo noi, i cittadini, le associazioni locali pronti a difendere il nostro porto antico ed insieme a tutelare la salute. Non staremo a guardare dalle finestre
L’unica via d’uscite per evitare lo scempio al Porto Antico, ripetiamo, è il ritiro della delibera consiliare comunale n. 50 del 2019. Quella delibera con la quale venne dato l’assenso alla variante funzionale del PRP per ospitare al Molo Clementino anche le grandi navi da crociera, nonostante l’assenza della conformità urbanistica, con tutte le operazioni annesse e connesse. Questo potrebbe essere l’unico modo per mettere in forse l’impianto autorizzativo su cui poggia questo terribile e ignorante progetto.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2026 alle 10:33 sul giornale del 19 gennaio 2026 - 182 letture
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