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Sicurezza nei locali pubblici, controlli costanti della Questura di Ancona: solo nel 2025 sospese 13 attività

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Negli ultimi anni, è stato costante l’impegno della Polizia di Stato di Ancona, in collaborazione con i Vigili del Fuoco, l’AST Marche e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ancona sul fronte dei controlli presso i pubblici esercizi commerciali.

Nel corso del 2025, la Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza, su disposizione del Questore Cesare Capocasa, d’intesa con il Prefetto Maurizio Valiante, ha effettuato n. 120 controlli a tutela della pubblica incolumità e a garanzia del rispetto delle norme sulla sicurezza – sotto il profilo della safety e della security – all’interno dei locali di pubblico spettacolo e degli esercizi pubblici della provincia.

Le ispezioni effettuate hanno consentito di rilevare diffuse irregolarità, molte delle quali costituenti potenziali fonti di rischio per la pubblica incolumità.

In particolare, sono state sanzionate cinque discoteche di Ancona e provincia, mentre i relativi titolari sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per aver svolto attività di pubblico spettacolo in locali privi della prescritta agibilità, in violazione dell’art. 80 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).

Nel mese di gennaio del 2025 venivano elevate delle sanzioni nei confronti del titolare di un locale sito in Piazza del Papa ad Ancona, che organizzava feste universitarie senza avere licenza di pubblico spettacolo. Nel corso del controllo, veniva accertato che il locale era stato adibito a sala da ballo, con un dipendente posto all’ingresso per la verifica delle presenze ed un dj, collocato in un’area libera dai tavoli, in modo da non intralciare i circa 300 avventori, che ballavano e consumavano bevande alcoliche. Nella sala non vi erano uscite di sicurezza, con conseguente pericolo per l’incolumità dei presenti: in caso di incendio, i giovani (molti dei quali minori) intenti a ballare avrebbero dovuto evacuare all’esterno utilizzando l’unica uscita, che fungeva anche da entrata del locale. Nella circostanza al titolare veniva contestata la violazione degli artt. 666 e 681 c.p., per aver organizzato un pubblico spettacolo senza la prescritta autorizzazione.

Nel mese di febbraio del 2025, il titolare di una discoteca della provincia veniva denunciato per la violazione di cui all’art. 17 TULPS: al momento del controllo, nel suo locale non era presente alcun addetto responsabile dell’impianto elettrico, come al contrario prescritto dalla licenza di pubblico esercizio.

Nel successivo mese di giugno 2025, il titolare di un altro locale di pubblico spettacolo veniva deferito per ben due volte all’Autorità Giudiziaria per avere organizzato attività di ballo nel proprio locale senza avere conseguito la prescritta licenza rilasciata in base all’art. 68 del TULPS.

Nel mese di agosto 2025, veniva controllato un lido in località Palombina. Tra le prescrizioni impartite dal Comune di Ancona al titolare vi erano quella di svolgere le attività di pubblico intrattenimento/spettacolo in concomitanza con l’inattività del ristorante (divieto di contemporaneità delle attività), nonché quella di ospitare nell’area di pubblico spettacolo un numero di persone non superiore alle 186. Il personale operante riscontrava che, in realtà, nell’area adibita al ballo erano stati allestiti dei tavoli, dove si servivano alimenti e bevande a oltre 100 persone, anziché a sole 30, come previsto nella licenza. Il titolare veniva pertanto deferito all’A.G. per la violazione dell’art. 681 c.p., per aver tenuto aperto un luogo di pubblico spettacolo/trattenimento, senza aver osservato le prescrizioni dell’Autorità. Durante il controllo, il personale A.S.T., dopo aver effettuato un’ispezione all’interno dei locali cucina, provvedeva a sospendere, in urgenza, l’attività di preparazione dei cibi, in quanto sul pavimento della cucina veniva rinvenuta la presenza di blatte vive. A loro volta, i Vigili del Fuoco costatavano la carenza di alcuni requisiti previsti dalle norme che disciplinano l’antincendio e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nel mese di novembre del 2025 veniva controllato un ristorante “chalet” sito a Numana, trasformato in una vera e propria discoteca, con oltre 200 giovani avventori che ballavano. All’atto del controllo, il titolare della discoteca, risultava avere solo una SCIA relativa alla somministrazione di alimenti e bevande, mentre le SCIA relative all’attività di intrattenimento/spettacolo erano intestate ad un terzo soggetto; nelle stesse, in ogni caso, era stata dichiarata una capienza massima di 100 astanti e il locale risultava sprovvisto di certificato antincendio rilasciato dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Per tali motivi, il titolare del locale veniva deferito all’A.G. per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo, spettacoli o trattenimenti pubblici senza licenza e somministrazione di sostanze alcoliche a minori. Nella circostanza, due minorenni venivano ricoverati tramite ambulanza, avendo perso coscienza a seguito dell’ingente assunzione di bevande alcoliche.

A fronte delle irregolarità accertate nei controlli predisposti, sempre nel corso del 2025, il Questore Capocasa ha decretato la sospensione, ex art. 100 T.U.L.P.S., dell’attività di 13 esercizi, tra locali di pubblico spettacolo e generici esercizi pubblici. Tra le criticità più frequentemente riscontrate rientra proprio la trasformazione di normali esercizi pubblici in locali di pubblico spettacolo, senza il rispetto dei requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa. Una prassi particolarmente pericolosa, poiché, in caso di emergenza, i locali risultano spesso privi delle necessarie condizioni di sicurezza per consentire una tempestiva ed adeguata evacuazione.

Nell'ambito dei controlli effettuati nello scorso anno, sono state inoltre elevate sanzioni amministrative per oltre 50.000 euro, a conferma dell’ampiezza e della concretezza dell’azione di contrasto alle irregolarità effettuata dalla Polizia di Stato.

Il Questore Capocasa: “Il rispetto delle regole in materia di sicurezza non è un adempimento formale, ma una condizione imprescindibile per la tutela della pubblica incolumità e della leale concorrenza nell’esercizio dell’attività d’impresa. L’attenzione resta alta e i controlli continueranno senza sosta, al fine di prevenire situazioni di rischio e garantire la frubilità dei pubblici esercizi da parte della collettività in condizioni di sicurezza e nel rispetto della normativa di settore”.

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Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2026 alle 13:57 sul giornale del 19 gennaio 2026 - 108 letture






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