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comunicato stampa

Andrea Raschia: "Molo Clementino? Lezione da trarre per un pensiero nuovo a servizio della Comunità"

6' di lettura

Intervista esclusiva ad un (immaginario) esponente politico cittadino, di un partito... che non c'è. Leader ideale di uno schieramento capace di tener unite forze e movimenti che si richiamano a valori progressisti.

In queste ore impegnatissimo nel pieno di una campagna referendaria difficile per spiegare le ragioni del NO a modifiche costituzionali che minano autonomia e indipendenza della magistratura; mettono in discussione la divisione dei poteri; e nulla hanno a che fare con il funzionamento della giustizia considerata invece ostacolo alla gestione disinvolta della cosa pubblica. Ecco la posta in gioco -sottolinea. Tutto ciò in una fase che vede il crollo di vecchi scenari, senza statisti degni del nome a governarla, in un clima di conflitti e guerre che mettono a repentaglio, con la pace, la costruzione di relazioni di cooperazione e sviluppo tra i popoli rispettose dei diritti delle persone. E dell'ambiente: un rapporto da ripensare.

Indispensabile -conclude- un riequilibrio sociale attraverso ricostruzione del welfare superando l'inerzia sin qui registrata dando vero senso al riformismo: fare riforme per cambiare lo stato delle cose. Ridare senso alla Politica con l'idea che serva a qualcosa e a tutti.

Iniziamo da uno sguardo sulla nostra città. Cosa si vede?

È uno sguardo preoccupato su una città che avrebbe anticorpi ed energie per reagire al declino. Ma è senza guida adeguata. Nè governo autorevole. Colpisce la sorta di continuismo tra amministrazioni diverse che, nell'affrontare i dossier più spinosi, ripiegano sempre su soluzioni prive di risvolti innovativi. Manca una visione: che si parli di mobilità, ambiente, inquinamento, le risposte istituzionali non divergono quasi mai. Nessuno che contribuisca al risveglio delle coscienze ed una crescita consapevole in grado di influire nelle decisioni; e svolgere funzioni di controllo su scelte impattanti la vita della comunità. Tutti si lamentano, perfino il Sindaco, salvo poi dimenticarsi di operare conseguentemente per attivare processi di partecipazione.

Partecipazione che, come dimostra la vicenda impianto crematorio di Tavernelle, può incidere, no?

Certo. Esperienza davvero illuminante. Le persone, quando si organizzano, diventano un soggetto collettivo in grado di cambiare esiti segnati. Proprio per questo spaventano. Possono contrastare il peso di lobby che invece incidono nelle decisioni di prendere. Pensiamo all'Area marina protetta sulla quale la precedente giunta ha chiuso ogni confronto di merito e coinvolgimento popolare. Mentre l'attuale non brilla certo per novità.

Ricordi di quella vicenda?

Che anche l'allora Sindaca era d'accordo. È del 2014 un suo comunicato stampa. Poi improvvisamente cambiò idea. Ad un cittadino che chiedeva spiegazioni sostenendo l'utilità di un referendum consultivo rispose che non c'era tempo per organizzarlo...

E a proposito di lobby?

Sicuramente pesano i soggetti che rivestono posizioni dominanti nelle attività economiche cittadine. Marittime in particolare. Soggetti che hanno dimostrato di saper agire negli equilibri politici e capaci di incidere negli esiti elettorali. Dotati di mezzi notevoli per orientare e condizionare le scelte sull'insieme degli schieramenti. A prescindere.

Tutto alla luce del sole, dunque?

Una panoramica completa deve considerare poteri che si muovono nelle zone grigie. Non va dimenticato lo squarcio denunciato anni or sono dal procuratore generale di Ancona Vincenzo Macrì: aveva messo in guardia dai tentacoli della criminalità organizzata di varia provenienza e natura che cerca di infiltrarsi, saldarsi con quella economica operando in silenzio. "Un substrato marcio, un intreccio di potere, un sistema che, attraverso l'asservimento della politica, persegue l'interesse delle lobby. Non dei cittadini."


Esaminiamo interessi corposi: il Molo Clementino

Sono trascorsi ormai due anni dall'iniziativa di Italia Nostra sul Porto. Tra i relatori, assieme all'architetto Maria Luisa Polichetti e all'economista Mauro Gallegati, l'allergologo Floriano Bonifazi che, di fronte ad una platea basita, ha richiamato le conseguenze per la nostra salute, già pesantemente rischio, con l'arrivo delle Super Navi.

"Pensate -ha detto- ognuna inquina quanto 150mila automobili!".

Ormai ci siamo. Il tempo stringe, gli spazi per intervenire si assottigliano.

L'iter per il via al banchinamento sta per concludersi.

Ci siamo, dunque

Paradossalmente la procedura prevede ancora che ognuno di noi, singolarmente, in quanto portatore di interesse, possa avanzare osservazioni in ordine a impatto ambientale e rischi per la salute.

In che modo?

Attraverso il deposito telematico: invio digitale di atti tramite Pec con il quale le osservazioni saranno prese in carico dal Ministero Ambiente. Tutto chiaro?

Sembra una formalità...

Infatti, metodo burocratico. Risultato tutt'altro che garantito.

E allora?

Serve una risposta diversa. È noto che il buon esito di ogni rivendicazione necessita di condivisione ampia e di sostegno consapevole da parte degli interessati proponenti. Che mai come in questa occasione, essendo in discussione temi come la salute pubblica, si possono definire a pieno titolo COMUNITÀ. Una comunità deve interagire, dunque; discutere, confrontarsi. Deve organizzarsi, attivarsi. Assumere iniziative e passo dopo passo verificare i risultati. Questa naturale attività dell'uomo prende il nome di "politica". Proprio ciò che ha perduto di significato a seguito dei cattivi esempi di una classe dirigente che fa di tutto per allontanare le persone lasciando non di rado a profittatori e maneggioni il compito di gestire la cosa pubblica. Dobbiamo reagire!

C'è ancora spazio d'intervento?

La pratica ora all'esame del Ministero offre l'occasione alle energie sane della società, comitati e gruppi di cittadini, associazioni e movimenti, di provarci: metter mano a una vicenda nella quale -con evidenza straordinaria- gli interessi privati si scontrano col Bene comune.

Le Grandi navi?

Grandi Navi al Molo Clementino. Risorse per pochi, gravi forme di inquinamento e avvelenamento per tutti!

I Partiti, quello che rimane, pensano di reagire o restare alla finestra? In tal caso, un consiglio: chiudetela!

Altrimenti diamoci da fare, animo!

Il Sindaco sembra frenare: reggerà fino alle fine?

E in particolare, la principale forza di opposizione in Città avrà intelligenza e buonsenso di mettersi a capo di queste sacrosante iniziative?

È comprensibile un certo imbarazzo. Si tratta pur sempre di decisioni sostenute all'epoca. Decisioni, però, passate al vaglio e al giudizio degli elettori. I quali, anziché premiare la candidata che in modo diretto ha impersonato tali scelte, hanno deciso uno storico ricambio. L'esito elettorale avrebbe dovuto consigliare quanto meno approfondita riflessione con messe a punto conseguenti.

Ciò non è avvenuto. Oggi finalmente vi è la possibilità concreta di farlo rimettendosi in sintonia con una Città che intende ripensare sé stessa mettendo in cima alle proprie priorità la salute dei cittadini e una economia sostenibile, rispettosa di ambiente e territorio.

Pensiero conclusivo?

Penso all'approvazione del PRG anni '70 secondo gli indirizzi espressi allora dal Consiglio comunale: riqualificazione del tessuto urbano, parcheggi scambiatori a salvaguardia della qualità della vita e promozione del trasporto pubblico. Anche gratuito.

Serve quello spirito per indicare una visione unitaria della Città di domani, avendo cura esclusiva dell'interesse generale.

Coinvolgere e far partecipare i cittadini rappresenta una garanzia.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2026 alle 10:03 sul giornale del 06 marzo 2026 - 266 letture






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