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comunicato stampa

Falconara: Ambrogini (Riformisti-VF-AF), "Continua il romanzo contro gli 'sversamenti a mare'"

3' di lettura

La storia della progettazione degli interventi per risolvere l’annoso problema degli sversamenti a mare a Falconara, parte nel lontano 2005 e sarebbe lungo raccontare tutte le tappe percorse e la cronistoria di promesse non mantenute, degli errori commessi e delle scelte sbagliate dalle Giunte di destra di Falconara.

Si è passati dall’archiviazione del progetto SPS del 2004-2005 (non gradito agli operatori di spiaggia), per passare al balletto di studi e progetti degli anni 2016-2017, come quello redatto dalla Soc. Idraulica di Pesaro e DHL di Torino, e alle convenzioni con l’Università, Dipartimento DICEA, che ha prodotto diversi approfondimenti sul progetto, tutti archiviati per i costi insostenibili di 40-50 milioni di euro.

Sempre nel 2016 il Comune di Falconara, dopo l’avvio nel 2005 del percorso per risolvere il problema sversamenti a mare e relativi divieti di balneazione nel proprio territorio, stringe un accordo con il Comune di Ancona, nell’illusione di accelerare i tempi nel difficile rapporto con Viva Servizi, gestore del S.I.I., società delegata a realizzare gli interventi necessari. La svolta avviene nel 2019 con la presentazione del Progetto Preliminare di Progettazione realizzato dalla struttura tecnica di Viva Servizi, in una conferenza stampa congiunta dei Sindaci di Falconara, di Ancona e del Direttore di Viva Servizi che individuava la progettazione di tre lotti di interventi, uno per Ancona, zona Palombina-Collemarino e due per Falconara, per un costo di 22 milioni di euro.

Nel frattempo su Falconara, per alcuni anni, si è assistito ad un tentativo indecoroso della Giunta, che sempre per evitare di realizzare le opere lungo l’arenile, ritardava la progettazione di Viva Servizi ipotizzando la realizzazione di vasche di prima pioggia in alcune piazze e parchi della città (parco A. Moro, parco Kennedy, piazza Catalani, piazza Europa, ecc.), soluzioni tutte impercorribili.

Fino a che nel 2023, il gestore Viva Servizi, stanco dell’ostruzionismo di Falconara, imponeva la realizzazione di un collettore scatolare da 4x2 m. (poi ridotto a 2x2 nel 2025) e alcune altre condotte lungo la spiaggia, ed un collettore di gronda a mezza costa.

Giovedì scorso apprendiamo dalla stampa che il lotto n. 1 in zona Palombina-Collemarino di Ancona è stato appaltato per un costo di 2milioni di euro e che i lavori termineranno nel 2027.

Nella stessa conferenza il Direttore di Viva Servizi annuncia che i due lotti di Falconara sono ancora sotto esame della Conferenza dei Servizi, i cui tempi non sono al momento definibili, e che comunque quando i lavori potranno partire dovrebbero durare 4 anni.

Sono annunci molto preoccupanti perché la risoluzione del problema degli sversamenti a Falconara, dopo il percorso tortuoso ed irresponsabile sopra ricordato, è ancora in alto mare e non vedrà la luce per parecchi anni ancora. A questo punto viene spontanea una domanda: se Ancona, con la quale abbiamo stretto un patto d’acciaio in tempi più recenti, vede appaltato il progetto per risanare il proprio territorio, perché per Falconara si dovrà attendere ancora diversi anni, pur essendo partiti 11 anni prima, e con i notevoli finanziamenti necessari ancora da mettere a terra.

La realtà è che ancora una volta si scopre la pochezza del peso politico degli Amministratori di Falconara, la loro confusione ed incapacità di programmare e condurre in porto interventi importanti e decisivi per la qualità della vita dei falconaresi. Questa verità è sotto gli occhi di tutti.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2026 alle 12:51 sul giornale del 07 marzo 2026 - 220 letture






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