PCI: "Un'opera a perdere, la 'marchetta' del Molo Clementino"
Come Pci ci siamo opposti da sempre alla “grande opera” del Molo Clementino per le “grandi navi”, in quanto insostenibile per il traffico portuale, dannosa per la salute dei lavoratori del porto e dei cittadini, e per lo stesso sviluppo delle attività portuali esistenti.
Oltre che un obbrobrio per il porto antico e il valore storico-monumentale dell’arco di Traiano, tra i simboli principali della città.
Apprendiamo ora con piacere di una presa di posizione contro l’opera proveniente dalla Cgil e dalla Cisl. Bene, benissimo, meglio tardi che mai!
Apprezziamo in particolare l’onestà con cui il segretario della Filt-Cgil Marche Luca Polenta smonta il principale argomento che la Giunta Mancinelli sostenuta dal PD e satelliti aveva portato a sostegno dell’opera, e cioè che avrebbe portato ad Ancona nuovi posti di lavoro. È una narrativa destituita di fondamento: i lavoratori al porto non aumenterebbero, mentre al contrario le attività commerciali cittadine ne verrebbero penalizzate.
Si svela anche la marchetta, o se si vuole il regalo, offerto alla MSC. La realizzazione della banchina comporta un investimento pubblico calcolato in quasi 100 milioni di Euro, mentre il rientro per le casse pubbliche derivante dal canone di affidamento sarebbe massimo di 100 mila euro annui, per la durata di 35 anni: per un totale di 3 milioni e mezzo!
L’Autorità portuale è chiamata in causa per l’improvvisa accelerazione della pratica di affidamento, portata avanti senza informare l’opinione pubblica e a quanto pare neanche i presenti al tavolo concertativo. Il 12 dicembre 2025 ha emanato infatti un “avviso” sul fatto che la MSC aveva chiesto già il 15 marzo 2021 la concessione ad uso esclusivo, concedendo due mesi di tempo per presentare eventuali domande concorrenti, che nelle condizioni date ovviamente non si sono presentate.
Ce n’è abbastanza per quanto ci riguarda per ribadire che l’opera non s’ha da fare… e non si farà!
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2026 alle 16:17 sul giornale del 11 marzo 2026 - 44 letture
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