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comunicato stampa

Violenza di genere nella provincia di Ancona: aumentano le richieste di aiuto, vittime sempre più giovani

4' di lettura

Nella mattinata del 13 marzo 2026, presso il Palazzo del Governo di Ancona, si è svolta la riunione del Tavolo Inter-istituzionale per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere contro le donne e, conseguentemente, nei confronti degli eventuali figli e figlie minori presenti nel territorio provinciale.

Nel corso dell’incontro è stato presentato il Report 2026 dell’Osservatorio della “Rete antiviolenza provinciale per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere contro le donne e, conseguentemente, nei confronti degli eventuali figli e figlie minori della provincia di Ancona”, documento riferito alle annualità 2024 e 2025.

La riunione ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle principali istituzioni civili, giudiziarie, sanitarie e sociali del territorio, tra cui la Regione

Marche, il Comune e la Provincia di Ancona, l’Autorità giudiziaria ordinaria e minorile, le Forze di polizia, l’Ufficio scolastico regionale, i servizi sanitari e sociali, nonché gli ordini professionali e le realtà del Terzo settore attive nella rete territoriale antiviolenza.

Il lavoro dell’Osservatorio si inserisce nel quadro del Protocollo d’Intesa sottoscritto il 25 novembre 2021, che ha istituito la Rete antiviolenza provinciale, e si colloca nel più ampio sistema di governance multilivello delineato dalla normativa nazionale e regionale, in raccordo con la Rete regionale antiviolenza delle Marche.

Il Report dell’Osservatorio rappresenta uno strumento di analisi e monitoraggio utile ad approfondire la conoscenza del fenomeno della violenza di genere nella provincia di Ancona e a orientare le politiche di prevenzione e tutela attraverso il contributo dei diversi soggetti della rete inter-istituzionale. Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la recente evoluzione normativa abbia rafforzato il sistema di tutela delle vittime, pur restando insufficiente, da sola, a contrastare un fenomeno dalle profonde radici sociali e culturali.

I dati relativi ai reati “spia” riconducibili al cosiddetto Codice Rosso, forniti dall’Autorità giudiziaria, evidenziano che, nel biennio 2024–2025, sono stati registrati 865 procedimenti nel 2024 e 760 nel 2025, con prevalenza di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori. Nello stesso periodo sono state applicate 73 misure cautelari nel 2024 e 46 nel 2025, soprattutto divieti di avvicinamento e allontanamenti dalla casa familiare. Gli autori risultano nella maggior parte dei casi partner o ex partner della vittima, a conferma della prevalente dimensione domestica e relazionale della violenza. Significativa anche la maggiore incidenza della componente straniera sia tra le vittime sia tra gli autori rispetto al peso della popolazione straniera residente, dato che richiama l’esigenza di affiancare agli strumenti repressivi interventi di prevenzione, integrazione e supporto sociale.

Pur con i limiti legati ai casi non denunciati, il contributo dei Centri Antiviolenza evidenzia un aumento dell’accesso ai servizi, un abbassamento dell’età delle utenti, una forte incidenza della violenza psicologica e un impatto rilevante sui minori. È stata inoltre sottolineata la necessità di rafforzare l’attenzione sulla violenza economica, sui percorsi di presa in carico sanitaria e socio-assistenziale, nonché sulle attività di prevenzione e formazione, nelle quali la scuola continua a svolgere un ruolo centrale, mentre nel mondo del lavoro le iniziative appaiono ancora in via di consolidamento.

Tra gli elementi di novità dell’edizione 2026 si segnala l’ampliamento dell’indagine sulle azioni di prevenzione anche ai soggetti del mondo del lavoro, mentre la raccolta e l’elaborazione dei dati sono state curate dall’Università Politecnica delle Marche. La presentazione del Report ha confermato il valore della collaborazione inter-istituzionale e la necessità di affiancare agli strumenti repressivi un più ampio percorso di trasformazione culturale, fondato sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla parità tra donne e uomini.

A margine dell’incontro, il Prefetto di Ancona, Maurizio Valiante, ha dichiarato:

Il contrasto alla violenza di genere rappresenta una priorità istituzionale che richiede un impegno costante, coordinato e condiviso tra tutte le componenti della comunità. Il Report dell’Osservatorio costituisce uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione del fenomeno nel nostro territorio e per orientare in modo sempre più efficace le politiche di prevenzione e di tutela delle vittime. Il lavoro svolto dalla Rete antiviolenza provinciale dimostra come la collaborazione tra istituzioni, autorità giudiziaria, forze di polizia, servizi socio-sanitari, scuola e realtà del terzo settore possa tradursi in un sistema di protezione concreto e operativo. Rafforzare questa rete significa non solo garantire risposte tempestive a chi subisce violenza, ma anche promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità collettiva, indispensabile per prevenire il ripetersi di tali fenomeni”.

Un ringraziamento è stato infine rivolto a tutti i soggetti istituzionali e agli enti che hanno contribuito alla raccolta e all’elaborazione dei dati, nonché alle operatrici e agli operatori che quotidianamente, con professionalità e dedizione, lavorano a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2026 alle 14:59 sul giornale del 13 marzo 2026 - 35 letture






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