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Andrea Raschia: "Ancona e il Porto, la Città intera è chiamata a reagire. Il Sindaco non si tiri indietro, stavolta"

4' di lettura

Molti continuano ad interrogarsi, giustamente, sulle ragioni che hanno spinto tanti giovani a partecipare al voto referendario contro la legge di riforma costituzionale.

Un voto che ha sconvolto la politica, materializzandosi a sorpresa. Coagulato a difesa della Costituzione, dei principi da tradurre in atti concreti; dal rifiuto di un sistema politico generale, estraneo ai diritti dei cittadini.

Sentite la testimonianza di un ragazzo classe 2000. Un intellettuale, si occupa di cinema, realtà peraltro alle prese con serissimi difficoltà e problemi. Anche per questo prossimo a portare il cervello all'estero, ammette con tristezza.

"Perché ho votato, perché l'abbiamo fatto con questa partecipazione e trasporto?

Per stanchezza di esser presi in giro."

Sarà compreso il senso vero di tale grido? In assenza di riscontri positivi, affatto scontati, è auspicabile che questo protagonismo diffuso non si disperda; anzi, individui forme di espressione collettiva che diano senso alla Politica con l'idea che serva a qualcosa per tutti. Ecco come favorire un pensiero nuovo per il mondo in crisi profonda.

Un pensiero nuovo legato ai problemi quotidiani.

Domenica scorsa al Porto si son dati appuntamento cittadini che hanno a cuore il futuro di tutti. Lavoro, sviluppo equilibrato, rispetto della natura ed ecosistemi, la Salute generale.

Il NO alle Grandi Navi, ad interessi particolari, è la sintesi alta di questo pensiero attorno al quale la Città prova a reagire.

Una prospettiva necessaria, che può diventare risolutiva proprio mentre il Ministero dell'Ambiente si appresta a valutare autorizzazioni ambientali in ordine alle opere per il banchinamento del fronte esterno del Molo Clementino.

La Città non può apparire neutrale. Serve una mobilitazione generale per impedire disastri che si stanno per compiere sulla pelle degli anconetani.

Mentre potenti lobbies non si risparmiano e procedono con determinazione.

Di recente è intervenuto un deputato europeo per decantare l'intervento definito strategico per l'occupazione.

Certo. L'investimento pubblico è assai notevole: oltre 60 milioni di euro (100 per l'intero scalo finanziati col PRNN). A fronte di una concessione ultra trentennale a privati che restituiranno "un ritorno ridicolo", secondo la Filt CGIL. "Bene demaniale svenduto!" Interessi giganteschi, senza ricadute sul commercio cittadino, nè posti di lavoro stabili, di certo pesanti conseguenze -documentate, purtroppo- sulla salute pubblica.

Ecco il quadro.

È sicuramente positivo che il Sindaco in più occasioni abbia -almeno sin qui- mostrato sensibilità. È ancora così? Silvetti condivide davvero le preoccupazioni di quanti tengono al Bene comune? Quelli animati esclusivamente dalla volontà di declinarlo in modo concreto, responsabile, salvaguardando l'interesse generale?

Allora serve coerenza: è il momento di rompere ogni indugio da parte del primo cittadino per essere credibile ed autorevole punto di riferimento dell'intera comunità. Senza dimenticare l'Area Marina Protetta a tutela di un patrimonio senza eguali da valorizzare, rendere vivibile e sano.

Invito rivolto a forze politiche e sociali al fine di estendere partecipazione. In particolare al PD che nel programma per le regionali ha fatto proprie le posizioni di quanti osteggiano progetti a danno del capoluogo. Matteo Ricci, candidato governatore, avverte da Bruxelles che il clima è cambiato, anche in regione. Se vuole motivare l'elettorato non perda altro tempo.

Intanto, NOI cittadini moltiplichiamo le iniziative, alziamo le nostre voci.

La storia dell'impianto a Tavernelle, peraltro ancora da definire, dimostra che l'impegno paga: un Sindaco non può non ascoltare la reazione di un quartiere intero.

Adesso è la Città chiamata ad esprimersi: il Porto è vitale. Possiamo giocare una partita decisiva per progettare un futuro diverso.

Ultim'ora

Mentre scriviamo, giungono notizie su baia di Portonovo, la costa del Conero e gli effetti dell'erosione.

Si apprende che la Regione ha convocato un tavolo "tecnico" con amministratori locali e operatori, giustamente preoccupati per le ricadute economiche.

Viene da chiedersi se qualcuno abbia pensato al professor Roberto Danovaro, illustre concittadino nonché prestigioso etologo marino tra gli esperti più influenti al mondo sullo studio del mare e dell'ambiente.

Forse potrebbe suggerire corretti approcci, presentando alternative tra diverse possibili soluzioni da confrontate per vedere quella con minor impatto negativo.

Nell'attesa, che sia Pasqua di Pace. Ne abbiam tutti bisogno



Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2026 alle 10:38 sul giornale del 03 aprile 2026 - 289 letture






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