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comunicato stampa

Andrea Raschia: "Ancona e le città del futuro. Il Pd c'è?"

4' di lettura

Par di capire che nella "città del futuro" il PD non c'è: sembra aver una bussola tutta sua che progressivamente lo allontana da nuove sensibilità sempre più attente alle emergenze ambientali.

Il partito invece è fermo a decisioni datate, quel "Molo della discordia", che tanto agita e tanto fa discutere; completamente sordo a richieste di riflessione e approfondimento provenienti da piu direzioni. Ma, bontà sua, si rimetterà alla decisione del Ministero.

È quanto emerge dai racconti del fine settimana scorso che ha visto, da un lato, lo svolgimento dell'encomiabile quanto interessante iniziativa della "sinistra anconetana", (diciamo, gran parte di essa); e successivamente la conferma della "segreteria del gruppo di direzione" (cosa mai vorrà dire) del Pd Ancona circa la posizione sullo scalo dorico.

Si può immaginare come le due notizie si tengano, e spieghino ragioni che hanno portato i primi a sottoscrivere una sorta di memorandum, una carta di intenti.

E presto per dirlo, ma lo scenario che si prospetta, - a detta dei più informati- è quello di due schieramenti del centrosinistra gia divisi. In partenza.

Non c'è dubbio, un bell'inizio davvero. La lezione del Referendum, che a dire il vero non ha visto così grande impegno dei partiti, è stata subito colta! Del resto prime avvisaglie si erano subito palesate a livello romano...

Una cosa va sicuramente detta: AIC, Verdi, M5S hanno almeno capito il vento che ha sparigliato le carte nel capoluogo: tre forze che alle ultime elezioni erano riuscite ad esprimere tre candidati sindaci diversi, avviano un percorso di collaborazione aprendosi a contributi diversi.

Chi, invece, ancora deve elaborare la sconfitta è il principale partito con le ultime sindacature: Renato Galeazzi, Fabio Sturani, Fiorello Grammillano, Valeria Mancinelli, cacciato all'opposizione da cittadine e cittadini che evidentemente ne avevano abbastanza di politiche inadeguate, lontane dal comune sentire e una candidata fin troppo debole per rappresentare un diverso spirito di rinnovamento.

Fatto sta che, a distanza ormai di anni, si dimostra tutt'altro che pronto a chiudere una stagione morta.

Immobile, incapace di aprire una discussione per costruire una proposta in grado di tener assieme interessi generali, salvaguardando ambiente, salute, interessi economici: il Bene comune!

Serve una scossa. Devono liberarsi energie preziose, che ci sono, indispensabili per la "città del futuro".

Ho avuto modo di partecipare all'affollata iniziativa organizzata dai gruppi consiliari di "Ancona diamoci del noi" e "Altra idea di citta".

Tra gli ospiti, Luca Blasi, amministratore del Municipio III di Roma, con delega a Cultura e Casa. Abbiamo seguito con grande interesse il suo prezioso intervento. Una lezione per tutti. Per quanti intendono prepararsi a ripartire.

Due cose, in particolare, meritano sottolineatura.

La prima: la qualità del lavoro quotidianamente svolto, tra mille difficoltà, ma con determinazione esemplare. E, a quanto si legge, parecchio apprezzato, dicono resoconti di stampa.

Si capisce che il compito a lui assegnato è vissuto come una missione spesa per gli altri, nell'interesse generale. Qualcosa che restituisce senso alla Politica e che tutti dovrebbero mettere in pratica.

La seconda, quella che ha messo Luca e i compagni nella condizione di realizzare l'esperienza di valore che li vede protagonisti.

Il Pd esprime oggi la presidenza del municipio: Paolo Marchionne, con il quale Luca collabora, peraltro persona che ha contribuito a scegliere sostenendolo alle primarie.

Poteva piantare la bandierina, lui "duro e puro", in attesa dell'arrivo di altri "duri e puri". Situazione forse agevole, personalmente comoda, ma del tutto inutile, ininfluente per la collettivita. In tal modo ha scelto di contribuire concretamente al cambiamento, consapevole che, piantando bandierine, non si assegnano case a chi vive nelle baracche. O in roulotte, come ho ascoltato succede ad Ancona. Non si migliora la vita delle persone.

Ecco ciò che ciascuno di noi è chiamato a fare. Contaminarsi senza perdere mai la passione civile che alimenta i nostri ideali.

È stato un piacere conoscerlo: quanto tornerebbe utile anche da noi. Un personaggio capace di radicalità, di andare alla radice dei problemi -ha spiegato-, e trovare sponde per realizzare idee di cambiamento.

Intanto potrebbe farci bene riflettere sulla nostra storia, sulle qualità della Sinistra di avviare con successo processi unitari, diventando forza egemone, in grado di offrire soluzioni concrete a rilevanti questioni di merito Senza mai perdere il carattere democratico. Tutto ciò nei momenti più difficili che hanno attraversato Ancona. Il sisma, la ricostruzione. Le risposte ai cittadini, la casa diritto di tutti, quartieri risanati, Portonovo restituita agli anconetani libera dall'abusivismoi. Un piano per una Città a misura delle persone, regolazione del traffico urbano, privilegiando parcheggi scambiatori con l'idea del mezzo pubblico gratuito. Salvaguardia del Porto, spazio da vivere, e ampliamento in aree interne con strutture di servizi adeguate per il suo sviluppo e veloci collegamenti. E i Consigli di quartiere delegando poteri reali per favorire partecipazione attiva e responsabile.

Avere oggi questa consapevolezza non può che rafforzare lo sguardo in prospettiva per immaginare la città che vogliamo, la Città del Futuro. Ognuno è chiamato a fare la propria parte.

In bocca al lupo. A tutti.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-04-2026 alle 16:47 sul giornale del 22 aprile 2026 - 286 letture






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