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comunicato stampa

Sequestro record di esplosivi al porto di Ancona, Mastrovincenzo (PD): «La giunta Acquaroli non vede, non sente e non parla»

3' di lettura

«La guerra in Medio Oriente passa anche per le Marche?

Il porto di Ancona sta diventando una base logistica per armi destinate a essere impiegate contro le popolazioni civili? Alla giunta Acquaroli non interessa: come le celebri tre scimmie, non vede, non sente e non parla. Questa, in sostanza, è la risposta che ho ricevuto a un’interrogazione scritta depositata dopo il rinvenimento, nei primi giorni di marzo, di oltre dieci milioni di detonatori e trecentomila munizioni che risulterebbero stivati su un traghetto passeggeri. Un segnale d'allarme che ha destato grande preoccupazione tra i cittadini di Ancona e che, a mio avviso, avrebbe richiesto da parte di chi governa le istituzioni locali, in primis la Regione, una spiegazione chiara. Invece nulla: si è deciso di fare finta di niente, come se fosse tutto normale, trincerandosi dietro un desolante "non ci compete"».

A denunciarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, commentando la risposta ricevuta dalla giunta regionale in merito all'operazione “Clean Shot”, condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Ufficio Dogane, che ha portato al sequestro di un carico esplosivo record nel porto dorico.

«In realtà – continua Mastrovincenzo – questo atteggiamento menefreghista non mi sorprende più di tanto. Basti pensare che nell’ultima seduta del Consiglio regionale l’assessore Bugaro ha quasi deriso chi si occupa di questi problemi. Ma anche se Acquaroli volta lo sguardo altrove, il problema rimane ed è giusto che i cittadini sappiano. Come documentato da Altreconomia e Weapon Watch, e confermato da diverse risposte a interrogazioni parlamentari, i ministeri considerano i carichi bellici stranieri in transito come "invisibili" al Parlamento, eludendo i controlli della legge 185/90. Eppure lo Stato, tramite la Prefettura di Ancona, ne garantisce la sicurezza fisica con scorte armate e vigilanza. È un paradosso: le procedure di pubblica sicurezza costringono le forze dell'ordine a scortare carichi che i ministeri competenti dichiarano ufficialmente di non dover monitorare né autorizzare. Possibile che, di fronte a ciò, la Regione Marche non senta il dovere di informarsi presso la Prefettura per conoscere l’entità di un fenomeno così allarmante?».

Il carico sequestrato qualche settimana fa era diretto a Cipro, hub logistico verso le aree di crisi mediorientali. Secondo Mastrovincenzo, ciò configurerebbe un rischio inaccettabile per i lavoratori portuali e per la cittadinanza, qualora venisse confermato l'imbarco di materiale esplosivo su navi passeggeri. «Mi sarei aspettato che il presidente Acquaroli fosse il primo a chiedere di fare piena luce sulla vicenda: Ancona è la sede dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e non può diventare una zona d'ombra per logiche di guerra. La Giunta dovrebbe sollecitare protocolli di controllo rigorosi, attivandosi presso il Governo nazionale affinché ogni operazione nel porto sia soggetta alla massima trasparenza».

In conclusione, Mastrovincenzo richiama l’identità profonda del capoluogo: «Mentre si promuove Ancona Capitale Italiana della Cultura, le istituzioni sembrano ignorare un porto che rischia di trasformarsi in crocevia per i conflitti mediorientali. Non si può curare l'immagine della città e, contemporaneamente, accettare carichi di morte che violano l'articolo 11 della Costituzione, il quale impegna l’Italia a ripudiare la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Ancona è una città di pace, come hanno dimostrato le straordinarie e partecipate manifestazioni degli ultimi mesi per chiedere il cessate il fuoco a Gaza. La cittadinanza ha espresso una volontà inequivocabile, che oggi rischia di essere tradita da un’assenza di controlli sui transiti di armamenti destinati proprio a quegli scenari di guerra. Non si può ignorare il grido delle nostre piazze trasformando uno scalo civile in un ingranaggio del conflitto».



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-05-2026 alle 12:17 sul giornale del 06 maggio 2026 - 0 letture






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